CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1457/A

USULA, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione creatasi nel servizio sanitario regionale in ordine al riconoscimento delle indennità e al riposo compensativo per le giornate festive lavorate dal personale del comparto.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- sono state sollevate e portate alla pubblica attenzione, da parte di diverse organizzazioni sindacali di categoria operanti in Sardegna, problematiche degli operatori del sistema sanitario regionale che da qualche tempo lamentano un atteggiamento di generale aggressione ai diritti nei luoghi di lavoro con importanti ripercussioni anche di carattere economico finanziario;
- è da tempo che nei vari settori della pubblica amministrazione, in conseguenza delle politiche di contenimento della spesa pubblica, si assiste a fenomeni distorsivi che vanno ad incidere sulla vita lavorativa dei dipendenti con conseguenze negative anche sulla qualità dei servizi resi; si pensi, solo per esempio, ai mancati rinnovi contrattuali o alle oramai croniche carenze degli organici.

dato atto che le questioni sollevate riguardano in particolare due ordini di problemi:
1) il riposo compensativo per le giornate festive lavorate di cui all'articolo 20 e relativa indennità di cui all'articolo 44, comma 12, del CCNL 1995 e art. 9 del CCNL integrativo del 2001;
2) l'indennità di cui all'articolo 44, comma 6, del CCNL 1995;

considerato che:
- sulla prima questione:
- l'organizzazione del lavoro in turni ha il fine di realizzare la più ampia fruibilità dei servizi aperti al pubblico, il migliore sfruttamento degli impianti e strutture e, in primo luogo, garantire prestazioni anche in urgenza H24. Attenendo, quindi, alle esigenze di funzionalità degli enti sembra quanto mai logico e fondato affermare che debba avvenire, comunque, nel rispetto dei diritti fondamentali che sono appunto la retribuzione per la prestazione resa, il riposo e la parità di trattamento tra i lavoratori;
- finora, per garantire la massima fruibilità dei servizi, a fronte di un impegno del lavoratore in giornata festiva infrasettimanale, veniva corrisposto, come da lettura combinata delle norme contrattuali citate, l'indennità di cui all'articolo 44, comma 12, del CCNL 1995 in aggiunta al pagamento dello straordinario festivo o, in alternativa, il recupero compensativo della giornata lavorata;
- nel caso sollevato dalle organizzazioni di categoria si paventa l'ipotesi che non venga più corrisposto al lavoratore lo straordinario festivo ma solo l'indennità di cui sopra sulla base di un parere dell'ARAN, come dichiarato, che non ha nessun effetto vincolante, ma che è stato divulgato con nota del direttore generale dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, dr. Giuseppe M. Sechi, n. 25309 del 19 ottobre 2017 ai direttori delle strutture sanitarie regionali per la sua applicazione;
- la maggiorazione retributiva dello straordinario festivo, in alternativa al recupero della giornata di riposo, attiene al ristoro del disagio per la mancata fruizione, appunto, della festività; è, quindi, un trattamento compensativo al lavoratore impegnato rispetto a chi invece ne fruisce e la sua mancata corresponsione può effettivamente creare una disparità di trattamento tra un turnista e un non turnista;
- la stessa ARAN si era precedentemente espressa nel senso che: "nel caso di richiesta da parte del dipendente del pagamento del servizio prestato in giorno festivo infrasettimanale, allo stesso compete il compenso per lavoro straordinario con la maggiorazione prevista per il lavoro straordinario festivo senza pregiudizio per la indennità prevista dall'art. 44, c. 12 del CCNL 1995 per il servizio di turno prestato per il giorno festivo", oltre ad indirizzi giurisprudenziali che avvalorano tale tesi in materia;
- l'attuale parere dell'ARAN secondo cui "il personale turnista che lavora il giorno festivo infrasettimanale ha diritto esclusivamente alla specifica indennità disciplinata, per il personale del comparto, dall'art. 44, c. 12 del CCNL 1995, ma non del compenso per il lavoro straordinario o all'alternativa del riposo compensativo" che si esprime in maniera diametralmente opposta, lascia intravedere elementi di dubbia legittimità, restando comunque sempre in piedi l'istituto del riposo compensativo e il diritto opzionale del lavoratore a fruirne;
- le lamentazioni si riferiscono, inoltre, al fatto che il mancato rispetto del turno di lavoro assegnato comporti un addebito d'orario all'operatore, pari alla mancata prestazione lavorativa; anche tale nuova lettura contiene elementi di illogicità e contraddittorietà oltre che di illegittimità in considerazione del fatto che non esiste contrattualmente nel comparto, allo stato attuale, alcuna differenziazione tra lavoratore turnista e non turnista, che diventa tale solo a causa dell'organizzazione aziendale;
- sulla seconda questione:
- l'indennità di cui all'articolo 44, comma 6, del CCNL 1995 è stabilito che venga corrisposta per servizi prestati nelle terapie intensive e nelle sale operatorie, nelle terapie sub-intensive individuate ai sensi delle disposizioni regionali e nei servizi di nefrologia e dialisi, nei servizi di malattie infettive;
- tali indennità sono state corrisposte anche a lavoratori di altri reparti come i pronto soccorso e i servizi 118 dei Dipartimenti di emergenza-urgenza, nonché dei Servizi psichiatrici diagnosi e cura in seguito all'attuazione degli accordi sottoscritti nella contrattazione integrativa (del. n. 1297/2000 e n. 1869/2003) tra azienda e organizzazioni di categoria con riferimento all'articolo 44, comma 9, del CCLN 1995 e alla sua estensiva lettura concordata tra le parti, per compensare un particolare disagio e delicatezza della prestazione;
- nell'applicazione del principio summenzionato mai la Regione, né l'organo di controllo dei conti pubblici, hanno mosso eccezioni o sollevato questioni di legittimità e nemmeno si sono aperti contenziosi in quanto, pur se oggetto della contrattazione decentrata, sono stati rispettati tutti i limiti di contenimento della spesa pubblica e di rispetto dei tetti nonché utilizzate risorse di fondi mai ritenuti incapienti dalle rispettive aziende sanitarie;
 le organizzazioni di categoria nel merito hanno manifestato profonda preoccupazione a seguito dell'adozione da parte del direttore generale ATS Sardegna della deliberazione n. 79 del 28 febbraio 2017, nella quale al punto 3 del deliberato si intravedono scenari di recupero di somme già erogate ai lavoratori in conseguenza della dichiarata presa d'atto (a seguito di un orientamento giurisprudenziale e di formali interlocuzioni avute con l'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale) della nullità delle clausole del contratto integrativo;

posto che:
- è sempre ipotizzabile, come principio generale, in regime di autotutela provvedere anche all'annullamento dei propri atti precedenti, desta perplessità il completo azzeramento arbitrario e unilaterale della contrattazione collettiva integrativa finora operante, in mancanza di contenzioso e/o di pronunce giurisprudenziali sullo specifico caso;
- sarebbe in ogni caso da respingere la retroattività degli effetti di tale determinazione; si condividono, pertanto, le preoccupazioni delle organizzazioni dei lavoratori in quanto si intravede una volontà di recupero di somme che gli operatori hanno, invece, legittimamente percepito in un quadro normativo di riferimento ben definito e a seguito dell'applicazione di istituti contrattuali, ancorché di contrattazione decentrata, ben definiti e responsabilmente sottoscritti dalla parte pubblica e dalle organizzazioni sindacali di categoria legittimate a farlo;

ritenuto che motivo di ulteriore preoccupazione, per tutte le questioni finora esposte, è la possibilità che l'inasprimento delle relazioni tra sindacati e azienda possa portare all'apertura di contenziosi e che dall'irrigidimento delle posizioni si possano avere ripercussioni negative sulla qualità dei servizi erogati a discapito dell'utenza;

ritenuto, altresì, che per nessuna valida ragione, specialmente in ambito pubblico, è consentito che le esigenze di contenimento della spesa per servizi essenziali alla popolazione quali quelli di carattere sanitario, possano riverberarsi in una anche ipotetica contrazione delle garanzie nei luoghi di lavoro; è dovere degli enti assicurare la massima attuazione delle tutele previste negli istituti contrattuali e dei diritti dei lavoratori;

sottolineato, infine, che appaiono del tutto contraddittorie queste disposizioni penalizzanti i professionisti dediti ad assicurare adeguate risposte ai bisogni di salute cui viene chiesto da una parte di operare "col sorriso" e dall'altra vengono vilipesi nei più elementari diritti di riposo e/o adeguata compensazione economica per il lavoro svolto,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) se siano a conoscenza del verificarsi dei fatti suesposti e/o se siano stati acquisite tutte le informazioni, anche per il tramite delle strutture del servizio sanitario regionale e se ne sia stata verificata la correttezza;
2) il tenore delle formali interlocuzioni avute con l'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale da parte del direttore generale dell'ATS Sardegna, così come dichiarato nella deliberazione del direttore generale n. 79 del 28 febbraio 2017 che ha portato all'unilaterale "presa d'atto" della nullità del contratto integrativo decentrato sottoscritto in data 7 maggio 2003 e approvato con deliberazione n. 1869 del 7 luglio 2003;
3) se corrispondano al vero le notizie circa gli intendimenti di ATS di recuperare le somme che sono state a suo tempo legittimamente erogate agli operatori in un quadro definito di norme e accordi contrattuali sottoscritti dagli aventi diritto e nei limiti di contenimento della spesa pubblica e cosa si intende fare per scongiurarlo;
4) se corrisponda al vero che, nelle articolazioni territoriali dell'Azienda sanitaria regionale, non viene più assicurato lo straordinario festivo per le festività infrasettimanali e se ci siano indicazioni specifiche in tal senso;
5) quali azioni si intenda porre in essere per garantire la parità di trattamento tra lavoratori ed, in particolare, per evitare condizioni di sofferenza per i lavoratori turnisti in relazione ai turni per festività infrasettimanali;
6) se non sia considerato motivo di preoccupazione il possibile inasprimento delle relazioni tra lavoratori e azienda, per l'acuirsi della conflittualità a discapito di una ottimale erogazione dei servizi alla cittadinanza e quali azioni si intenda porre in essere per scongiurarne gli effetti.

Cagliari, 12 aprile 2018