CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1464/A

RUBIU, con richiesta di risposta scritta, sulla misura "Politiche attive del lavoro" del Programma LavoRas (deliberazione della Giunta regionale n. 15/22 del 27 marzo 2018).

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I sottoscritti,

premesso che:
- con deliberazione n. 11/6 del 2 marzo 2018 la Giunta regionale approvava in via provvisoria la misura "Politiche attive del lavoro" del programma LavoRas;
- con nota del Presidente della Regione n. 4271 del 6 marzo 2018 la suddetta deliberazione veniva inviata alla Presidenza del Consiglio regionale al fine di acquisire il parere della competente Commissione consiliare ai sensi dell'articolo 25, comma 4, della legge regionale n. 2 del 2007;
- la Seconda Commissione consiliare esprimeva, a maggioranza, parere favorevole con osservazioni alla deliberazione (P/192), in particolare osservando: "apprezzata l'importanza dell'obiettivo di rafforzare le competenze dei disoccupati per i quali le imprese manifestino un interesse all'assunzione, raccomanda di incrementare di euro 4.800.000 le risorse attribuite alla linea d'azione "assegni formativi", portando la relativa dotazione a quasi 14 milioni di euro" e, coerentemente, rappresentando "l'esigenza di un maggiore raccordo tra l'ASPAL e i centri per l'impiego da un lato e le agenzie private accreditate dall'altro";

tenuto conto delle osservazioni e delle raccomandazioni contenute nel parere della Seconda Commissione consiliare, la Giunta regionale con deliberazione n. 15/22 del 27 marzo 2018 approvava in via definitiva la misura "Politiche attive del lavoro" del programma LavoRas, secondo il programma specifico allegato alla medesima delibera: "Programma integrato plurifondo per il lavoro";

preso atto che:
- nel "Programma integrato plurifondo per il lavoro" si distinguono due linee di attività (articolo 3 Procedure):
- erogazione di un incentivo occupazionale (contributo massimo su base annua pari a 4.000 euro per ogni assunto);
- attribuzione di un assegno formativo per il rafforzamento delle competenze dei disoccupati per cui le imprese manifestino un interesse all'assunzione;
- nello stesso Programma, con riferimento alla seconda linea di attività (assegno formativo) si precisa: "La scelta del percorso formativo sarà comunque effettuata prioritariamente sulla base delle esigenze prospettate dall'azienda interessata all'assunzione, se individuata, esplicitate attraverso la profilazione compiuta dal Centro (per l'impiego territorialmente competente), che propone al disoccupato l'accesso a una delle proposte formative disponibili";

riscontrato che:
- nell'articolo 3, comma 1, l'assegno formativo viene dapprima indicato quale linea di attività finalizzata al "rafforzamento delle competenze dei disoccupati per cui le imprese manifestino un interesse all'assunzione", ma poi successivamente, al comma 6, l'esistenza di un'impresa interessata all'assunzione è prevista come meramente eventuale ("esigenze prospettate dall'azienda interessata all'assunzione, se individuata");
- il Programma, quindi, non appare chiaro con riferimento alla linea di attività "assegno formativo", in particolare circa l'effettiva esistenza di un'azienda interessata all'assunzione della figura professionale di nuova creazione e, quindi, quanto al sicuro sbocco nel mondo del lavoro del disoccupato che ha acquistato una specifica professionalità;

constatato che:
- ove l'azienda interessata all'assunzione ancora non esistesse al momento dell'attribuzione dell'assegno formativo, le osservazioni e le raccomandazioni formulate dalla Seconda Commissione consiliare nel proprio parere perderebbero di qualsiasi consistenza, in quanto direttamente connesse e conseguenti all'apprezzata "importanza dell'obiettivo di rafforzare le competenze dei disoccupati per i quali le imprese manifestino un interesse all'assunzione";
- in particolare potrebbe risultare immotivata la raccomandazione "di incrementare di euro 4.800.000 le risorse attribuite alla linea d'azione "assegni formativi", portando la relativa dotazione a quasi 14 milioni di euro", poiché tali nuovi finanziamenti, rappresentati dai denari dei cittadini sardi contribuenti sarebbero destinati alla creazione di nuovi posti di lavoro "meramente ipotetici";
- pertanto i soldi dei contribuenti risulterebbero mal spesi in quanto la linea di attività "assegno formativo" non parrebbe offrire una reale prospettiva di lavoro;

considerato, quindi, che:
- la linea di attività "assegno formativo" risulterebbe fuorviante ed illusoria per i migliaia di disoccupati sardi in attesa di lavoro, i quali si convincerebbero di essere assunti da un'impresa al termine del percorso formativo;
- tale aspettativa resterebbe facilmente delusa in tutti i casi in cui non fosse stata individuata a monte un'azienda interessata all'assunzione del disoccupato formato e nessuna impresa manifestasse interesse al termine del corso di formazione;

ritenuto, per tutto quanto esposto, di dover segnalare la necessità di chiarire con urgenza quale sia le reale finalità della linea d'azione "assegno formativo" con particolare riferimento alla concreta natura di strumento effettivo per la creazione di nuovi posti di lavoro,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per sapere:
1) se siano a conoscenza che la linea di attività "assegno formativo" risulta fuorviante ed illusoria per i migliaia di disoccupati sardi in attesa di lavoro, i quali sono indotti a ritenere che al termine del percorso formativo saranno assunti da un'azienda interessata all'acquisizione della figura professionale di nuova creazione;
2) quali iniziative, per quanto di competenza, intendano assumere per chiarire l'effettiva finalità e portata concreta della linea d'azione "assegno formativo" di cui al "Programma integrato plurifondo per il lavoro".

Cagliari, 17 aprile 2018