CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1479/A

TEDDE - ZEDDA Alessandra - COINU - CONTU - FASOLINO - PERU - TOCCO - TUNIS, con richiesta di risposta scritta, sul contrasto con i precetti costituzionali della deliberazione della Giunta regionale n. 19/30 del 17 aprile 2018 con la quale è stato approvato il regolamento recante "Criteri da osservare nello svolgimento degli scrutini per merito comparativo e disposizioni per lo svolgimento del corso e dell'esame finale per l'attribuzione della qualifica dirigenziale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ai sensi ai sensi della legge regionale 5 novembre 1985, n. 26, art. 22 bis, come modificata dalla legge regionale 4 agosto 2011, n. 16, art. 5, comma 5.".

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I sottoscritti,

premesso che con atto di Giunta regionale n. 19/30 del 17 aprile 2018 è stato approvato il regolamento recante "Criteri da osservare nello svolgimento degli scrutini per merito comparativo e disposizioni per lo svolgimento del corso e dell'esame finale per l'attribuzione della qualifica dirigenziale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ai sensi ai sensi della legge regionale 5 novembre 1985, n. 26, art. 22 bis, come modificata dalla legge regionale 4 agosto 2011, n. 16, art. 5, comma 5" ed è stato deliberato di inviare il testo al Consiglio regionale per la successiva approvazione;

premesso, altresì, che a quanto consta l'approvazione del suddetto regolamento consiste nella sostanziale riproposizione della legge regionale 4 agosto 2011, n. 16, recante norme in materia di organizzazione e personale, impugnata dal Governo e in parte dichiarata incostituzionale con sentenza della Corte costituzionale n. 212/2012;

osservato che la legge regionale 5 novembre 1985, n. 26, ha previsto l'istituzione del Corpo forestale e di vigilanza ambientale (CFVA) della Regione Sardegna e che l'articolo 5, comma 5, della legge regionale n. 16 del 2011 ha aggiunto alla legge regionale n. 26 del 1985 l'articolo 22-bis rubricato "Prima costituzione della dirigenze del Corpo forestale e di vigilanza ambientale";

osservato, altresì, che il nuovo articolo 22 bis della legge regionale n. 26 del 1985 dispone che in attesa di una disciplina organica del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione Sardegna che ne riconosca la specialità, è istituita la dirigenza del Corpo forestale e di vigilanza ambientale alla quale si accede per scrutino per merito comparativo e superamento di un corso di formazione con esame finale, secondo criteri, modalità e contenuti del corso stabiliti da apposito regolamento;

rilevato che il suddetto nuovo articolo 22 bis della legge regionale n. 26 del 1985 alla lettera a) del comma 3, dispone, altresì, che nelle more dell'approvazione del regolamento la qualifica di dirigente del CFVA è attribuita al personale del CFVA che riveste la qualifica dirigenziale alla data del 30 giugno 2011 ai sensi della legge regionale 13 novembre 1988, n. 31;

rilevato, altresì, che l'articolo 22 bis della legge regionale n. 26 del 1985 alla lettera b) del comma 3, disponeva, inoltre, che nelle more dell'approvazione del regolamento la qualifica di dirigente del CFVA venisse attribuita al personale del CFVA che, pur non rivestendo tale qualifica, fosse in possesso dei requisiti per l'accesso alla dirigenza con l'incarico di cui all'articolo 11 della legge regionale 14 giugno 2000, n. 6, e che alla data del 30 giugno 2011 avesse svolto continuativamente da oltre 48 mesi finizioni dirigenziali;

dato atto, pertanto, che la suddetta norma prevedeva l'accesso alla dirigenza del CFVA senza concorso, secondo criteri e modalità stabilite da un apposito regolamento, al personale che rivestiva la qualifica dirigenziale alla data del 30 giugno 2011 ed al personale del CFVA che, pur non rivestendo la suddetta qualifica, era in possesso dei requisiti per l'accesso alla dirigenza alla data del 30 giugno 2011;

dato atto, altresì, che con sentenza n. 212/2012 la Corte Costituzionale ha dichiarato l'incostituzionalità della lettera b) del comma 3 dell'articolo 22 bis della legge regionale n. 26 del 1985, ossia di quella parte della norma che prevedeva che la qualifica dirigenziale potesse essere conferita senza concorso anche al personale del CFVA che, pur non rivestendo la qualifica dirigenziale, era in possesso dei requisiti per l'accesso alla dirigenza con l'incarico di cui all'articolo 11 della legge regionale n. 6 del 2000 e che alla data del 30 giugno 2011 avesse svolto continuativamente da oltre 48 mesi funzioni dirigenziali;

osservato che la Suprema Corte ha, infatti, rilevato che mentre nella fattispecie prevista nella lettera a) del comma 3 non vi è accesso senza concorso ad una superiore qualifica, quella dirigenziale, in quanto è prevista l'attribuzione della qualifica di dirigente del Corpo forestale regionale a favore di chi, in vigenza del precedente assetto, già possedesse la doppia qualifica di appartenente al Corpo e di dirigente, nella fattispecie prevista nella lettera b) del comma 3, il legislatore regionale avesse disposto l'accesso alla dirigenza senza concorso a favore di chi, pur non rivestendo la qualifica dirigenziale, avesse maturato i requisiti per accedervi svolgendo, come nel caso dei funzionari del Corpo, mansioni superiori a quelle previste dal proprio inquadramento;

sottolineato che la Suprema Corte ha affermato che il precetto costituzionale che impone il pubblico concorso quale modalità di accesso ai pubblici uffici si applica anche nei casi di passaggio ad una superiore qualifica;

riscontrato che il Regolamento approvato con deliberazione della Giunta Regionale n. 19/30 del 17 aprile 2018 all'articolo 2 prevede che possano essere ammessi allo scrutino per merito comparativo, cioè alle selezioni senza concorso per l'accesso all'area della dirigenza del CFVA della Regione, anche coloro che sono in possesso dei requisiti per l'accesso alla qualifica dirigenziale, ponendo in essere, pertanto, procedure e modalità di attribuzione della qualifica dirigenziale già dichiarate incostituzionali dalla Corte costituzionale con sentenza n. 212/2012;

evidenziata la grave illegittimità della deliberazione in discussione che non tiene conto del pronunciamento della Corte costituzionale;

tenuto conto degli inevitabili contenziosi derivanti dall'approvazione del regolamento, che con molta probabilità vedranno soccombere l'Amministrazione regionale e comporteranno il pagamento delle spese processuali che di fatto verranno poste a carico dei sardi,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:

1)    quali siano le ragioni che hanno indotto l'Amministrazione Regionale ad approvare la deliberazione n. 19/30 del 17 aprile 2018, verosimilmente afflitta dai medesimi vizi che hanno condotto la Corte costituzionale a dichiarare la parziale incostituzionalità della legge regionale n. 16 del 2011, laddove prevedeva che la qualifica dirigenziale potesse essere conferita senza concorso anche al personale del CFVA che, pur non rivestendo la qualifica dirigenziale, era in possesso dei requisiti per l'accesso alla dirigenza con l'incarico di cui all'articolo 11 della legge regionale n. 6 del 2000 e che alla data del 30 giugno 2011 avesse svolto continuativamente da oltre 48 mesi funzioni dirigenziali;

2)    se non ritenga ingiusto far pagare ai sardi le spese che deriveranno dai contenziosi conseguenti all'approvazione della deliberazione n. 19/30 del 17 aprile 2018 che con ogni probabilità vedranno soccombere la Regione.

Cagliari, 4 maggio 2018