CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1486/A

USULA, con richiesta di risposta scritta, sul grave stato di abbandono della rete dei canali scolanti funzionali all'esercizio dell'attività agricola.

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Il sottoscritto,

premesso che:

-      la Sardegna è stata interessata, nei giorni scorsi, da fenomeni meteorologici che hanno comportato la caduta di abbondanti piogge su tutto il territorio regionale;

-      in conseguenza di ciò, una volta saturata la capacità di assorbimento dei terreni, l'acqua in eccedenza naturalmente tende a raccogliersi in rivoli e ad alimentare i corsi d'acqua con la formazione di nuovi torrenti e ingrossamento fino all'inondazione dei fiumi;

-      nei terreni pianeggianti dedicati all'agricoltura il fenomeno viene controllato, onde evitare danni ai terreni e alle colture, attraverso un sistema di canali con funzione di raccolta e di defluizione delle acque;

premesso, altresì, che:

-      sono stati rilevati e segnalati diversi casi, da parte di operatori, amministratori locali e sindaci, di allagamenti che hanno comportato conseguenti ingenti danni, sia alle colture, sia economici per le attività delle aziende (in particolare e solo a titolo esemplificativo, nella zona del Campidano nei territori dei comuni di Sanluri, Samassi, San Gavino, Serramanna) nonché al sistema di penetrazione agraria;

-      secondo le segnalazioni giunte, questo è dovuto principalmente non solo al fenomeno meteorologico in sé, quanto piuttosto, alla scarsa funzionalità del sistema dei canali;

-      è, infatti, tristemente noto che questi siano lasciati, per l'incuria, nel più grave stato di abbandono, senza manutenzione e pulizia e dove all'interno, in tantissimi casi, sono cresciuti arbusti e addirittura alberi che ne impediscono la piena funzionalità;

-      è necessario, invece, un corretto e pianificato livello di cura oltre che per mitigare e attenuare fenomeni che già in sé possono contenere elementi di eccezionalità, consenta di gestire correttamente fenomeni assolutamente ordinari che, a causa dell'incuria, si corre il rischio possano assumerne lo stesso carattere;

-      per tale mancata manutenzione, che non rende efficiente il sistema di raccolta delle acque, non giova pensare che i fenomeni piovosi in Sardegna siano in diminuzione e che, pertanto, la rete dei canali scolanti possano essere considerati opere di categoria inferiore;

posto che:

-      la legge regionale 23 maggio 2008, n. 6 (Legge quadro in materia di consorzi di bonifica) stabilisce, come recita l'articolo 2 alla lettera c), che la competenza in capo a questi enti per: "la gestione, la sistemazione, l'adeguamento funzionale, l'ammodernamento, la manutenzione e la realizzazione degli impianti irrigui e della rete scolante al diretto servizio della produzione agricola, delle opere di adduzione della rete di distribuzione dell'acqua a uso agricolo e degli impianti di sollevamento, nonché delle opere di viabilità strettamente funzionali alla gestione e alla manutenzione della rete di distribuzione e della rete scolante;"

-      le attività svolte dai consorzi di bonifica sono sostanzialmente finalizzate, quindi, alla razionale utilizzazione delle risorse idriche per uso agricolo e alla salvaguardia dell'ambiente rurale e comprendono in estrema sintesi, anche la manutenzione e gestione degli impianti pubblici di bonifica (reti irrigue e di scolo), la realizzazione delle opere pubbliche connesse;

-      lo stesso Piano di bonifica e di riordino fondiario, ai fini dello sviluppo di una agricoltura moderna e competitiva, nell'ambito della salvaguardia dell'ambiente e della corretta gestione delle sue risorse, per la competitività dell'intero comparto agricolo regionale, prevede la possibilità di programmare una serie di interventi strutturali, volti al miglioramento delle infrastrutture irrigue esistenti;

-      diverse sono le misure per il finanziamento di nuove opere e gestione dell'esistente previste nel PSR, nella programmazione unitaria, nel FSC, con aiuti anche per la progettazione, oltre che per la realizzazione e mantenimento;

posto, altresì, che:

-      sono a totale carico pubblico gli oneri relativi alla manutenzione e alla gestione della rete scolante secondo quanto stabilito dalla legge quadro citata;

-      resta in capo all'amministrazione regionale per il tramite dell'Assessore regionale dell'agricoltura l'esercizio dell'attività di indirizzo, in ordine all'attività programmatoria, gestionale e contabile, nonché quella di vigilanza e controllo sui consorzi di bonifica,

chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale e l'Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere:

1)    se siano a conoscenza del verificarsi degli eventi sopraesposti in ordine agli allagamenti di terreni ed ai conseguenti danni alle colture ed economici per le aziende, nonché al sistema di penetrazione agraria;

2)    se abbiano contezza del grave stato di abbandono cui versa, in generale, la rete regionale dei canali scolanti funzionali all'attività agricola e, in particolare, nel comprensorio dei comuni della piana del Campidano (Sanluri, Samassi, San Gavino, Serramanna);

3)    se non sia opportuno richiamare i consorzi dei bonifica, anche attraverso indirizzi specifici, ad una maggiore attenzione nella programmazione delle attività e ad impartire specifiche indicazioni sulla necessità di tenere ben curati ed efficienti tali canali e quale attività di controllo sia stata posta in essere;

4)    se non ritengano opportuno prevedere un piano straordinario di manutenzione ai fine di ripristinare l'ottimale funzionalità della rete scolante.

Cagliari, 8 maggio 2018