CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1500/A

ZEDDA Paolo Flavio - USULA con richiesta di risposta scritta, sull'attuazione dell'articolo 1, comma 23, della legge regionale 5 dicembre 2016, n. 32 (Variazioni del bilancio per l'esercizio finanziario 2016 e del bilancio pluriennale 2016-2018 ai sensi dell'articolo 51 del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, e disposizioni varie).

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I sottoscritti,

premesso che:
- l'articolo 1, comma 23, della legge regionale 5 dicembre 2016, n. 32 (Variazioni del bilancio per l'esercizio finanziario 2016 e del bilancio pluriennale 2016-2018 ai sensi dell'articolo 51 del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, e disposizioni varie), autorizzava la spesa di euro 1.500.000, euro 1.000.000 e euro 500.000 per gli anni, rispettivamente, 2017, 2018 e 2019 per la finalità di "(...) di incentivare l'acquisizione a tempo indeterminato o a tempo determinato, con le modalità previste dall'articolo 36, comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), di personale dotato di idonea esperienza necessario a garantire la continuità delle funzioni e dei servizi trasferiti dalla Provincia di Cagliari, ai sensi della legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna);
- la disposizione in esame dettava, inoltre, precise modalità in ordine alle quali subordinare tale spesa, che possono di seguito riassumersi:
- nell'espletamento di pubblici concorsi per titoli e esami;
- nella valorizzazione, all'interno di tali pubblici concorsi, delle "(...) delle competenze ed esperienze maturate presso le amministrazioni provinciali";

premesso, altresì, che:
- l'articolo 36, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001 consente alle pubbliche amministrazioni, in presenza di alcune condizioni tassativamente enunciate dalla norma medesima, di stipulare contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, contratti di formazione e lavoro e contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato, nonché avvalersi delle forme contrattuali flessibili previste dal codice civile e dalle altre leggi sui rapporti di lavoro nell'impresa;
- l'articolo 17, comma 4, della legge regionale n. 2 del 2016, ha attribuito alla Città metropolitana di Cagliari, oltre le fazioni proprie, le "(...) funzioni della Provincia di Cagliari per il proprio territorio, stabilite dalla presente legge o da altre leggi regionali, quelle attribuite alle unioni di comuni e quelle eventualmente attribuitele dai comuni che ne fanno parte", oltre a stabilire il subentro della istituita Città metropolitana alla Provincia di Cagliari con riguardo al proprio territorio e la relativa successione in tutti i rapporti attivi e passivi e nell'esercizio delle funzioni ad essa attribuite.

considerato che:
- la provincia di Cagliari, onde sopperire alla patologica assenza di personale ha continuato ad utilizzare nel corso degli anni forme di lavoro precario, con specifico riguardo ai contratti di somministrazione, oltre che di partite iva, nonostante le diversi leggi succedutosi nel tempo per la stabilizzazione dei lavoratori assunti con contratti flessibili a tempo determinato e puntualmente dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale su ricorso del Governo;
- tutto il sistema delle autonomie locali è stato largamente riformato, anche in seguito all'entrata in vigore della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni), cui ha fatto seguito, in Sardegna, il grande dibattito sul ruolo e sulle funzioni degli enti locali, scaturito, a livello istituzionale, nell'approvazione della legge regionale n. 2 del 2016;
- il quadro succitamente descritto è stato ulteriormente condizionato dalla recente consultazione referendaria ex articolo 138 della Costituzione inerente il referendum popolare confermativo della legge costituzione recante "Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione", che prevedeva la soppressione della previsione costituzionale degli enti intermedi provinciali;

dato atto che:
- con determinazioni n. 78 del 14 novembre 2017 e n. 7 del 15 gennaio 2018, la Città metropolitana ha dato avvio, in esecuzione di quanto previsto dall'articolo 1, comma 23, della legge regionale n. 32 del 2016, approvando alcuni bandi di selezione pubblica, per il reclutamento di personale a tempo determinato, per un totale di n. 55 posti, poi ridotti di oltre una decina;
- i bandi prevedono generalmente un'insolita preselezione per soli titoli, come presupposto per poter espletare la prova generale, mediante attribuzione di punteggi individuati secondo quanto stabilito dal paragrafo 2 dell'Allegato A del regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi dell'Amministrazione e secondo le precisazioni indicate nei medesimi bandi;
- sennonché, secondo le informazioni in possesso dei sottoscrittori, tali modalità di preselezione, oltre a incidere pesantemente sulle opportunità di prosecuzione della procedura concorsuale per molti concorsisti senza titoli adeguati, comporterebbe il rischio di non ammissione alla prova generale di gran parte dei lavoratori storici della Provincia di Cagliari, i quali, peraltro, hanno prestato servizio per svariati anni con diverse tipologie contrattuali e con diverso inquadramento rispetto al posto messo in concorso, con il rischio di inficiare lo spirito e la lettera della succitata normativa posta a tutela dei lavoratori medesimi;

richiamato l'articolo 1, comma 23, della legge regionale 5 dicembre 2016, n. 32 (Variazioni del bilancio per l'esercizio finanziario 2016 e del bilancio pluriennale 2016-2018 ai sensi dell'articolo 51 del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, e disposizioni varie), il quale espressamente prevede l'utilizzo di risorse regionali al fine che "(...) la valorizzazione delle competenze ed esperienze maturate presso le amministrazioni provinciali",

chiede di interrogare il Presidente della Regione per sapere e l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica:
1) se siano o meno a conoscenza di tali fatti;
2) quali iniziative intendano intraprendere per vigilare sulla corretta applicazione dell'articolo 1, comma 23, della legge regionale 5 dicembre 2016, n. 32 (Variazioni del bilancio per l'esercizio finanziario 2016 e del bilancio pluriennale 2016-2018 ai sensi dell'articolo 51 del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, e disposizioni varie) e sulle risorse stanziate sul bilancio regionale strumentali alle finalità connesse alla medesima disposizione.

Cagliari, 16 maggio 2018