CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1502/A

TEDDE - ZEDDA Alessandra - COINU - CONTU - FASOLINO - PERU - TOCCO - TUNIS, con richiesta di risposta scritta, sulle criticità derivanti dalla gestione della Posidonia oceanica sul territorio del Comune di Alghero e gli errori ermeneutici e applicativi degli indirizzi per la gestione della fascia costiera approvati con deliberazione di Giunta regionale n. 40/13 del 6 luglio 2016 e dell'ordinanza balneare 2018 adottata con determinazione dirigenziale n. 679 del 29 marzo 2018.

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I sottoscritti,

premesso che con atto di Giunta regionale n. 40/13 del 6 luglio 2016 sono stati approvati i nuovi Indirizzi per la gestione della fascia costiera previa abrogazione delle previgenti direttive in materia introdotte con la deliberazione di Giunta regionale n. 27/7 del 13 maggio 2008;

premesso, altresì, che in attuazione della deliberazione di Giunta regionale n. 40/13 del 6 luglio 2016 è stata emanata l'ordinanza balenare per l'anno 2018 adottata con determinazione dirigenziale n. 679 del 29 marzo 2018 recante le prescrizioni atte a disciplinare le attività esercitabili sul demanio marittimo;

osservato che "gli Indirizzi per la gestione della fascia costiera" ribadiscono la competenza dei comuni e dei titolari di concessioni demaniali ad effettuare la pulizia delle spiagge, prevedendo che: "le amministrazioni comunali dovranno curare la pulizia dei tratti di spiaggia libera, i titolari di concessioni quella relativa alle aree loro assentite." E che "i concessionari .... nell'effettuare la rimozione della posidonia nell'area a loro assegnata devono attenersi alle modalità operative comunicate dal Comune.....";

rilevato che l'ordinanza balneare 2018 all'articolo 4 rubricato "Disciplina della aree in concessione destinate a noleggio attrezzature da spiaggia e a stabilimenti balneari", punto A, prescrive l'obbligo dei concessionari a "curare la manutenzione e la pulizia delle aree in concessione e delle aree limitrofe fino al battente del mare nel rispetto delle prescrizioni stabilite nella deliberazione della Giunta regionale n. 40/13 del 6 luglio 2016 recante Indirizzi per la gestione della fascia costiera richiamata nelle premesse, predisponendo appositi contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti";

sottolineato, in particolare, che pare che il Comune di Alghero nel capitolato d'appalto per la pulizia delle spiagge avrebbe previsto l'obbligo a carico dei concessionari di provvedere anche alla rimozione della Posidonia nelle aree limitrofe a quelle concessionate, con ciò erroneamente interpretando l'ordinanza balneare che al citato punto A dell'articolo 4 si riferisce alla raccolta dei rifiuti;

rilevato, altresì, che anche diversamente argomentando l'ordinanza balneare non sarebbe conforme agli Indirizzi contenuti nella deliberazione di Giunta regionale laddove attribuisce ingiustificatamente ai concessionari l'onere della rimozione della Posidonia nelle aree limitrofe a quelle ricevute in concessione, prescrivendo un obbligo che eccede quello previsto dalle direttive regionali che, invece, circoscrivono la competenza dei concessionari alla rimozione della Posidonia limitata "alle aree loro assentite";

considerato, altresì, che ciò determina non poche difficoltà applicative delle disposizioni regionali e conflitti di competenza tra concessionari ed autorità comunale che finiscono per acuire, in particolare, il problema della gestione della Posidonia oceanica che specie nel Comune di Alghero ha assunto proporzioni preoccupanti per i conseguenti negativi risvolti ambientali e turistici;

dato atto che per quanto concerne la gestione degli accumuli di Posidonia pare che il Comune di Alghero abbia optato per la soluzione dello spostamento in situ e riposizionamento senza, tuttavia, provvedere a raccogliere la Posidonia in apposite strutture amovibili che ne assicurino l'aerazione ed evitino la dispersione eolica e i cattivi odori, contravvenendo a quanto prescritto al riguardo dalla deliberazione di Giunta regionale n. 40/13 del 6 luglio 2016;

dato atto, altresì, che le direttive regionali prevedono che "In caso di mareggiate eccezionali che comportino accumuli di biomassa di notevole volume potrà essere consentito un intervento straordinario rispetto all'attività programmata." e che, come per l'annualità in corso, il litorale del Comune di Alghero è spesso soggetto a mareggiate eccezionali che renderebbero possibile il suddetto intervento straordinario;

evidenziato che gli Indirizzi regionali prevedono, inoltre, che "Nel caso in cui nell'arenile non si riesca ad individuare aree idonee per lo stoccaggio del materiale raccolto, è consentito anche lo spostamento ex situ." e che tale fattispecie pare configurarsi da qualche anno presso il Comune il Alghero dove specie gli accumuli depositati presso il sito urbano denominato S. Giovanni hanno raggiunto dimensioni non più compatibili con tollerabili crismi ambientali, igienico-sanitari e di immagine;

tenuto conto che ad oggi il Comune di Alghero non ha la possibilità di disporre di aree proprie o di terzi presso le quali poter stoccare temporaneamente gli accumuli di posidonia;

osservato che all'interno del complesso di Surigheddu-Mamuntanas di proprietà della Regione potrebbe essere individuato un sito presso il quale depositare temporaneamente gli accumuli di posidonia consentendo al Comune di Alghero di disporre di un area non troppo distante dal centro abitato;

considerato che siamo ragionevolmente certi che il Comune di Alghero ai sensi della legge regionale n. 28 del 1985 formalizzerà con propria deliberazione di Giunta comunale la dichiarazione dello stato di calamità naturale per le eccezionali mareggiate che in pochi giorni si sono abbattute sui litorali della Riviera del Corallo, determinando accumuli straordinari di Posidonia che richiederanno l'impiego di risorse di cui ordinariamente l'ente comunale non dispone, e che con provvedimenti urgenti interverrà per la salvaguardia delle attività produttive interessate negativamente dagli accumuli di Posidonia e della fruizione dei litorali;

considerato, altresì, che l'articolo 1 della legge regionale n. 28 del 1985 autorizza la Regione a concedere ai comuni che in occasione di calamità naturali sono intervenuti con provvedimenti urgenti a carico del proprio bilancio, contributi anche sulle spese sostenute per la salvaguardia dello svolgimento delle attività produttive e di beni di riconosciuto valore ambientale, storico e artistico,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:
1) se ritenga urgente e necessario concedere contributi per le spese eventualmente sostenute dal Comune di Alghero per la salvaguardia dello svolgimento delle attività produttive e di beni di riconosciuto valore ambientale allorquando l'ente comunale formalizzerà lo stato di calamità naturale conseguente alle eccezionali mareggiate che in pochi giorni si sono abbattute sui litorali della Riviera del Corallo;
2) se non ritenga necessario adottare opportuno atto interpretativo dell'ordinanza balneare 2018 che ne confermi la coerenza con le disposizioni alle superiori direttive contenute nella deliberazione di Giunta regionale n. 40/13 del 6 luglio 2016 in tema di dovere giuridico per i comuni di intervenire per la rimozione della Posidonia nelle aree limitrofe a quelle concessionate;
3) se ritenga urgente e necessario autorizzare il Comune di Alghero a conferire e stoccare temporaneamente presso l'azienda agricola di Surigheddu-Mamuntanas senza oneri di occupazione per l'ente comunale, l'eccezionale quantità di Posidonia rimossa dai litorali della Riviera del Corallo prima dell'inizio della stagione balneare estiva.

Cagliari, 17 maggio 2018