CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1503/A

ORRÙ - TRUZZU - FUOCO - LAMPIS, con richiesta di risposta scritta, per chiarimenti sulla scelta delle modalità di selezione relative ai concorsi interni banditi dall'Amministrazione regionale.

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I sottoscritti,

premesso che:
- l'articolo 22 (Disposizioni di coordinamento e transitorie), comma 15 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, di riforma del pubblico impiego (decreto Madia) reintroduce per un periodo limitato le progressioni verticali attraverso la previsione di concorsi interamente riservati al personale interno;
- nello specifico la suddetta norma stabilisce che: "Per il triennio 2018-2020, le pubbliche amministrazioni, al fine di valorizzare le professionalità interne, possono attivare, nei limiti delle vigenti facoltà assunzionali, procedure selettive per la progressione tra le aree riservate al personale di ruolo, fermo restando il possesso dei titoli di studio richiesti per l'accesso dall'esterno";
- la disposizione normativa stabilisce ulteriori elementi di rigore quali la limitazione dell'entità delle posizioni professionali ricopribili mediante progressioni verticali, che non può superare il 20 per cento di quelle previste nel piano triennale dei fabbisogni per la stessa categoria e che l'attivazione di dette procedure selettive determina, in relazione ai posti individuati, la corrispondente riduzione della percentuale di riserva utilizzabile ai fini delle progressioni tra categorie di cui all'articolo 52 del decreto legislativo n. 165 del 2001;
- similarmente, per finalità rivolte esclusivamente al superamento del precariato, l'articolo 20, commi 1 e 2 del decreto legislativo n. 75 del 2017, introduce un sistema in deroga all'ordinario regime delle assunzioni per concorso, prevedendo per il personale a tempo determinato (compreso il lavoro flessibile) una tipologia di assunzione per titoli o mediante riserva;
- in base al citato decreto l'amministrazione ha bandito lo scorso 18 marzo 2018 con determinazione n. 8397/469 una selezione per n. 38 posti in applicazione delle modalità di selezione previste dall'articolo 20, comma 2, del decreto legislativo n. 75 del 2017, richiamato dalla legge regionale n. 7 del 2018;
- con le determinazioni n. 12208 del 20 aprile 2018 e n. 13348/687 del 4 maggio 2018, ha indetto poi le selezioni interne rispettivamente per 36 posti della categoria D e 5 posti per la categoria C;
- tali procedure selettive rispondono alla stessa esigenza di valorizzare la professionalità acquisita dal personale;
- per il dipendente interno, la norma precisa inoltre che la valutazione positiva conseguita per almeno tre anni, l'attività svolta e i risultati conseguiti, nonché l'eventuale superamento di precedenti procedure selettive, costituiscono titoli rilevanti ai fini dell'attribuzione dei posti riservati per l'accesso all'area superiore", ma nel relativo bando non sono né menzionati né valutati;

accertato che, in merito alle modalità di esperimento delle prove, la scelta dell'Amministrazione si è orientata verso una prova scritta per gli interni, esonerando dalla stessa i candidati della selezione riservata per i quali è stato invece previsto un semplice colloquio con un dirigente della pubblica amministrazione, oltre alla valutazione dei titoli;

precisato che la norma del comma 15 dell'articolo 22 del "decreto Madia", si pone come una possibilità, assegnata alla singola amministrazione, di consentire ad un numero limitato di personale in servizio di accedere al livello superiore, tramite una procedura selettiva tesa a verificare le capacità acquisite, mediante prove e titoli di merito, lasciando all'amministrazione la discrezionalità in merito alle procedure;

sottolineato che valorizzare l'esperienza degli interni e stabilizzare il precariato, sulla base quindi degli stessi presupposti, esigerebbe che l'Amministrazione utilizzasse pari criteri di selezione per l'accesso ai medesimi profili professionali;

considerato che, l'adozione di differenziate procedure appare ingiustificabile e porta in sé il seme della discordia o della disparità di trattamento tra i dipendenti;

sottolineato che, a parere degli interroganti, quanto rappresentato determina una grave e clamorosa disparità di trattamento nei confronti degli interni, posto che le prove concorsuali per questi ultimi si sostanziano nella preparazione di una pluralità e vastità di materie il cui, prevedibilmente, poco tempo a disposizione per la preparazione, può rendere arduo il compito di assimilare le tante nozioni e pervenire in tempi utili alla elaborazione dei concetti;

considerato che, da un'indagine svolta, risulta che nella maggior parte dei concorsi interni, indetti anche recentemente da altre pubbliche amministrazioni, i candidati sono chiamati a risolvere test a risposta multipla su materie e argomenti definiti ovvero un colloquio, ovvero una prova pratica su un numero di materie limitato;

ritenuto che la condotta di una qualsiasi pubblica amministrazione debba essere informata sempre a principi di linearità, coerenza ed imparzialità nella elaborazione di atti amministrativi capaci di produrre effetti incisivi e duraturi nel tessuto interno dell'amministrazione,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per sapere:
1) quali siano state le motivazioni o le esigenze idonee a giustificare la disomogeneità dei criteri di selezione adottati in difetto solamente dei dipendenti interni;
2) se non ritengano che tali disomogeneità possano determinare un'obiettiva disparità di trattamento tra candidati, danneggiando la professionalità dei dipendenti interni a favore di altri;
3) quali rimedi intendono mettere in campo per riportare a criteri di uguaglianza le citate procedure concorsuali.

Cagliari, 18 maggio 2018