CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1527/A

AGUS - DERIU - SABATINI - COMANDINI - USULA, con richiesta di risposta scritta, sulla vertenza degli ex lavoratori del call center Dynamicall di Cagliari.

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I sottoscritti,

premesso che:
- sono stimati almeno 10.000 lavoratori del settore delle comunicazioni impiegati nei call center stabiliti nel territorio dell'ex Provincia di Cagliari;
- i call center operativi in Sardegna acquisiscono le commesse da grandi aziende attive, in particolare, nei settori della telefonia, dell'Internet service provider e nella fornitura di energia elettrica;
- da oltre 10 anni Enel Energia ha affidato l'appalto per la fornitura di servizi di call center ad un consorzio di aziende di livello nazionale denominato Call2net;
- Call2net ha affidato in subappalto la gestione dei servizi previsti nel contratto d'appalto all'azienda denominata Dynamicall, con sede operativa in via Meucci a Cagliari;
- nel corso dell'anno 2017 Enel Energia ha richiesto a Call2net l'affidamento del servizio ad un'azienda che avesse nuovi requisiti economico/finanziari per poter garantire la continuità del servizio fino ad allora svolto da Dynamicall;
- Call2net ha quindi affidato il contratto di subappalto della Dynamicall ad una nuova azienda, denominata Zeroquattronove, prendendo (attraverso la cessione dei contratti di lavoro) 30 lavoratori di Dynamicall in distacco e attivando numerose altre assunzioni (circa altre 40) per la gestione della medesima commessa di Enel Energia;
- i lavoratori ex Dynamicall transitati in Zeroquattronove, in virtù della loro professionalità ed esperienza maturata negli anni di lavoro nella stessa commessa, hanno formato i nuovi lavoratori assunti da Zeroquattronove per lo svolgimento del servizio di call center della commessa Enel Energia;

considerato che:
- successivamente al distacco dei 30 lavoratori di Dynamicall presso Zeroquattronove, e al loro utilizzo per la formazione dei nuovi ulteriori lavoratori assunti da Zeroquattronove, nel mese di marzo scorso sono state avviate le procedure di licenziamento collettivo dei lavoratori Dynamicall con la contestuale messa in liquidazione dell'azienda;
- la Zeroquattronove intende assumere solo 12 dei 30 ex lavoratori Dynamicall che ha avuto in servizio fino a marzo, con un'articolazione che prevede una parte di assunti a tempo determinato ed una a tempo indeterminato, lasciando a casa gli altri 18, evidentemente non rientranti nel progetto;

preso atto che:
- i lavoratori della Dynamicall si sono ritrovati più volte nel corso degli anni a dover essere impiegati in prestito presso altre società (Ichnos, Nesos, Progetto Vendita, ecc.) per lo svolgimento del medesimo appalto, col medesimo committente e presso la medesima struttura ospitante il call center di Cagliari,
- la stessa operazione è stata effettuata, a cadenze quasi regolari, ogni 3 anni;
- nel corso di questi passaggi avvenuti in passato sono stati comunque mantenuti i livelli retributivi dei lavoratori impiegati;
- la quota parte degli ex lavoratori Dynamicall rientrati oggi nelle procedure di assunzione di Zeroquattronove ha visto ridursi l'orario di lavoro, il proprio stipendio del 30 per cento e azzerarsi l'anzianità di servizio maturata negli anni precedenti (riconosciuta come voce retributiva del CCNL di settore), condizione accettate pur di continuare a svolgere sotto nuovo contratto la medesima attività lavorativa svolta precedentemente;
- l'impossibilità all'assorbimento di tutti i 30 lavoratori ex Dynamicall da parte della Zeroquattronove non sembra possa essere riconducibile a una crisi aziendale conseguente a una diminuzione dei volumi di lavoro della commessa Enel Energia, viste anche le procedure di assunzione in atto di nuovo personale per ulteriori 40 unità formate appositamente per la commessa Enel Energia;
- la condotta adottata da Zeroquattronove, al contrario, parrebbe più rivolta ad un risparmio sui costi del personale da effettuarsi attraverso la stipula di nuovi contratti, sostitutivi dei precedenti ma ad un costo inferiore per l'azienda;

osservato che:
- il settore dei call center, in generale, si caratterizza per un forte accentramento di potere economico da parte di pochi soggetti che nel territorio nazionale acquisiscono grandi commesse e attraverso una moltitudine di piccole imprese (spesso create appositamente per essere utilizzate nel momento opportuno) gestiscono in subappalto i servizi previsti;
- lo scarso investimento tecnologico, l'insufficiente attenzione alla crescita professionale dei lavoratori e la limitata durata di vita di ciascuna azienda, mettono in evidenza la strumentalità con la quale vengono create, utilizzate e liquidate le imprese che ad esaurimento del proprio ciclo di vita trasferiscono i propri lavoratori in nuove imprese, riconducibili, con frequenza, agli stessi soggetti imprenditoriali precedenti;
- la clausola sociale per i lavoratori dei call center, stabilita nell' articolo 1, comma 10, della legge regionale n. 11 del 2016, prevede che nell'ipotesi di successione di imprese nel contratto di appalto con lo stesso committente, il rapporto di lavoro prosegue con l'appaltatore subentrante;
- il costo del personale incide per l'80 per cento sul totale dei costi di produzione a carico delle aziende che gestiscono servizi di call center;
- pertanto, nelle procedure di affidamento di tali servizi è forte la tentazione degli appaltatori di scaricare sui lavoratori la minimizzazione dei costi di produzione;
- in un contesto nel quale la competizione si sviluppa essenzialmente sul prezzo offerto dall'appaltatore e, quindi, sulla remunerazione dei lavoratori impiegati, anche il sistema degli incentivi per nuove assunzioni rappresenta un elemento suscettibile di determinare distorsioni concorrenziali;

rilevato che:
- attualmente sono attivi diversi strumenti statali volti a contrastare il fenomeno della disoccupazione attraverso l'applicazione di incentivi utili ad abbattere il costo del lavoro (Bonus assunzionale under 35 di cui alla legge stabilità 2018, Incentivo occupazione sud, ecc.), nei quali si prevede uno sgravio contributivo dal 50 per cento al 100 per cento sui contributi previdenziali (fino a un massimo di 36 mesi) per le assunzioni di disoccupati di varie fasce d'età effettuate dalle imprese;
- la Regione ha in corso di attuazione il piano regionale LavoRAS per l'incremento e salvaguardia dei livelli occupazionali nell'isola, all'interno del quale sono previsti incentivi all'occupazione complementari agli sgravi statali;
- per quanto di competenza della Regione debbano essere attivate modalità di gestione dei contributi occupazionali regionali affinché l'assunzione agevolata attraverso benefici contributivi pubblici non venga effettuata dalle imprese in sostituzione di lavoratori già dipendenti delle stesse imprese;

ritenuto che:
- una politica assunzionale volta al risparmio del costo del personale attraverso l'utilizzo di risorse pubbliche finalizzate al contrasto della disoccupazione rappresenta un grave danno sia nei confronti dei lavoratori che delle casse pubbliche;
- una siffatta politica assunzionale rischia di incidere negativamente sulle dinamiche concorrenziali tra imprese del settore operanti in Sardegna, con il rischio che in futuro si possa innescare un effetto domino scatenato dal caso Dynamicall su un gran numero di lavoratori stabili del settore e alimentato anche da soggetti imprenditoriali che fino ad ora hanno avuto una condotta virtuosa in termini di tutela dei diritti dei lavoratori;
- nel quadro normativo attuale, per quanto il legislatore nazionale stia intervenendo sul tema, non risultano tuttora forme robuste e pienamente efficaci di protezione di carattere generale per i lavoratori interessati da processi di successione negli appalti nel settore dei call center;
- nel caso degli ex lavoratori Dynamicall, gran parte dei lavoratori sono donne, madri di famiglia, anche in età avanzata, che hanno contratto mutui per l'acquisto della prima casa;
- il numero limitato dei lavoratori rimasti fuori dall'assorbimento in Zeroquattronove possa consentire l'avvio di una trattativa da parte di tutti i soggetti interessati che porti a una positiva risoluzione della problematica,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:
1) se sia a conoscenza della situazione in cui versano gli ex lavoratori Dynamicall;
2) quali informazioni siano state acquisite sui comportamenti aziendali in argomento considerato che si tratta di soggetti aziendali potenzialmente interessati da contributi pubblici;
3) quali iniziative abbia intrapreso, o intenda intraprendere, la Giunta regionale per favorire una soluzione positiva della vertenza;
4) se non sia il caso di attivare un confronto direttamente con i vertici aziendali di Enel Energia affinché quest'ultima sia sensibilizzata rispetto alla risoluzione positiva della vertenza ex lavoratori Dynamicall e agisca direttamente con l'azienda responsabile dell'appalto del servizio di call center.

Cagliari, 7 giugno 2018