CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1535/A

MELONI Valerio - CACCIOTTO - SABATINI - TENDAS - SOLINAS - FORMA - PISCEDDA - COLLU - LOTTO - COCCO Pietro - COMANDINI - PINNA - MORICONI, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di intervento sullo stagno Calik di Alghero per il regolare svolgimento dell'attività di pesca e al fine di garantire il deflusso necessario alla vita negli alvei a salvaguardia permanente degli ecosistemi interessati.

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I sottoscritti,

premesso che la legge regionale 6 dicembre 2006, n. 19, al fine di perseguire l'unitario governo dei bacini idrografici dell'intero territorio della Sardegna, ha istituito un'unica Autorità di bacino che indirizza, coordina e controlla le attività conoscitive, di pianificazione, di programmazione e di attuazione aventi per finalità:
- la conservazione e la difesa del suolo da tutti i fattori negativi di natura fisica e antropica;
- il mantenimento e la restituzione ai corpi idrici delle caratteristiche qualitative richieste per gli usi programmati;
- la tutela e razionalizzazione delle risorse idriche e la tutela degli ecosistemi, con particolare riferimento alle zone d'interesse naturale, forestale e paesaggistico e di promozione di parchi fluviali, ai fini della valorizzazione e del riequilibrio ambientale;

premesso, altresì, che la medesima legge, nell'ambito degli organi di governo dell'Autorità di bacino, ha istituito, presso la Presidenza della Regione, l'Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna (ADIS), quale strumento tecnico-operativo e di coordinamento delle azioni finalizzate in particolare a:
- proteggere e migliorare lo stato degli ecosistemi acquatici e degli ecosistemi terrestri e delle zone umide direttamente dipendenti dagli ecosistemi acquatici per il fabbisogno idrico;
- mirare alla protezione rafforzata e al miglioramento dell'ambiente acquatico;
- assicurare la graduale riduzione dell'inquinamento delle acque sotterrane e contribuire a mitigare gli effetti delle inondazioni e delle siccità;

tenuto conto che in conseguenza delle temperature elevate e/o delle abbondanti piogge, si verificano alcuni fenomeni negativi per l'integrità degli ambienti palustri, quali il forte incremento della mucillagine, dei giacinti d'acqua, dell'interramento dei fondali, determinando una alterazione dell'ambiente naturale che provoca ripercussioni negative alla flora e soprattutto alla fauna ittica, per la progressiva riduzione degli spazi e dell'ossigenazione delle acque;

rilevato che, in relazione a tali fenomeni, la Cooperativa pescatori algheresi "Golfo e Laguna", concessionaria dello stagno Calik per l'attività di pesca, ha recentemente richiesto lo stato di calamità ambientale per le condizioni in cui versa il medesimo, completamente invaso dalla mucillagine che determina l'impossibilità dello svolgimento dell'attività di pesca, con evidenti gravi danni economici per i soci della cooperative e delle relative famiglie per le quali costituisce l'unica fonte di reddito;

evidenziato che la proliferazione massiva della flora infestante lo stagno Calik, comune alla maggior parte delle numerose zone umide del territorio sardo, costituisce un fenomeno frequente e per il quale si rende necessario una costante azione di monitoraggio e lo stanziamento di risorse adeguate per gli interventi di pulizia;

considerato che, nonostante una chiara e definita competenza dell'ADIS in materia, gli operatori della pesca nelle acque interne della Sardegna non solo riscontrano delle enormi difficoltà sull'individuazione dell'organismo di riferimento per la soluzione delle sopracitate problematiche, ma lamentano una scarsa puntualità sulle risposte, sia in ordine agli interventi che alle risorse finanziarie, necessarie per il ripristino delle alterate condizioni ambientali degli stagni e dei parchi pluviali,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per sapere se:
1) sia a conoscenza della problematica ambientale che attualmente interessa lo stagno Calik di Alghero e quali misure la Giunta regionale intenda adottare al fine di intervenire con la massima urgenza per il ripristino delle condizioni ambientali necessarie per l'attività di pesca;
2) non ritenga opportuno, in considerazione della forte frequenza di questo genere di fenomeni, l'emanazione di una specifica direttiva in sede di Comitato istituzionale dell'Autorità di bacino al fine di una più efficace pianificazione e programmazione delle azioni e delle norme d'uso finalizzate alla conservazione e alla difesa delle acque interne sulla base delle caratteristiche fisiche e ambientali dei territori interessati della Sardegna.

Cagliari, 13 giugno 2018