CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1539/A

TEDDE - ZEDDA Alessandra - COINU - CONTU - FASOLINO - PERU - TOCCO - TUNIS, con richiesta di risposta scritta, sul depotenziamento delle strutture medico-sanitarie del sassarese deputate all'assistenza dei malati di SLA.

***************

I sottoscritti,

premesso che il sistema che fino al 2017 ha garantito un servizio efficiente e dignitoso ai malati di SLA ed alle loro famiglie è stato attivato a partire dai primi anni del 2000, allorquando venne creato, nella Provincia di Sassari, un sistema di gestione a domicilio progressivamente migliorato nel corso degli anni, al punto da elevare la Provincia di Sassari a centro di eccellenza presso il quale ai malati di SLA veniva fornita una speranza di vita;

premesso, altresì, che a fronte di un sistema nazionale in cui i malati gravi si trovano a scegliere tra la morte e il ricovero presso RSA, la Regione era riuscita a porre i malati sardi di SLA nella condizione di poter vivere la malattia nella serenità delle proprie case, accanto ai familiari;

considerato che sulla scorta di tale modello di assistenza ai malati di SLA e loro famiglie, nascevano in Sardegna le equipe dedicate e il progetto "Ritornare a casa" cioè un'iniziativa gestita dai comuni che consentiva di domiciliare le competenze e le professionalità ospedaliere sgravando parzialmente i familiari dall'onere di gestire 24 ore su 24 il malato di SLA;

considerato, altresì, che a partire dalla primavera 2017 ha avuto inizio una radicale trasformazione del sistema di assistenza domiciliare destinata ai malati di SLA ed il progressivo smantellamento dell'equipe ad essi dedicata con il mancato rinnovo dei contratti dei terapisti (fisioterapisti e logopedisti) che da anni avevano avviato percorsi riabilitativi con i pazienti e con il mancato rinnovo della convenzione che consentiva l'accesso a domicilio dei medici dei reparti di Anestesia e Rianimazione;

evidenziato che l'intero sistema di assistenza domiciliare è stato affidato, previa gara d'appalto, ad una cooperativa sociale e che il suddetto sistema, eccellenza nel panorama dei servizi resi dal sistema sanitario regionale, è stato negli ultimi due anni quasi totalmente smantellato per conseguire risparmi di spesa di dubbia efficacia;

rilevato che lo smantellamento dell'equipe dedicata ha comportato una notevole riduzione del personale medico operante sul territorio al punto da risultare oggi insufficiente a gestire la totalità dei pazienti, anche e soprattutto in ragione della loro distribuzione geografica e della conformazione del territorio sardo;

rilevato, altresì, che l'assistenza infermieristica rischia di essere affidata perlopiù a giovani privi di esperienza e delle necessarie competenze di area critica, nonché della indispensabile preparazione necessaria a operare sui ventilatori polmonari ed ad effettuare le manovre che possono rendersi necessarie a domicilio;

sottolineato che verrà meno, inoltre, la reperibilità 24 ore su 24 e che l'assistenza domiciliare sarà garantita solo dalle ore 8.00 alle ore 14.00, con la conseguenza che qualunque emergenza, più o meno grave, obbligherà le famiglie a rivolgersi al servizio 118, generalmente formato da personale volontario e sovente non idoneo a valutare le condizioni in cui versano i malati di SLA;

sottolineato, altresì, che già da un anno è venuto meno l'accesso diretto al reparto di Rianimazione, per cui i pazienti affetti dalla SLA sono obbligati ad effettuare l'accettazione presso il pronto soccorso dell'ospedale, come pazienti ordinari, con evidente grave pregiudizio per l'incolumità dei malati medesimi;

tenuto conto che la cooperativa che si è aggiudicata il servizio prosegue nell'avvalersi di personale che cambia in continuazione, non consentendo di consolidare i rapporti tra malati e famiglie e infermieri, con perdite di tempo notevoli e gravi disagi soprattutto per i malati che ne accrescono la sofferenza,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere quali siano:
1) le motivazioni dello smantellamento del sistema di assistenza domiciliare ai malati di SLA operativo fino al 2017 e se sia stata condotta una valutazione degli impatti negativi sui livelli di assistenza che con il suddetto smantellamento sono stati prodotti;
2) le azioni che l'Amministrazione regionale intende intraprendere al fine di ovviare alle gravi conseguenze sui malati di SLA e sulle loro famiglie causate dallo smantellamento del previgente sistema di assistenza, rappresentate in premessa.

Cagliari, 18 giugno 2018