CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1543/A

PINNA - COCCO Pietro - CACCIOTTO - COLLU - COMANDINI - COZZOLINO - DERIU - FORMA - LOTTO - MELONI Giuseppe - MELONI Valerio - MORICONI - PISCEDDA - SABATINI - SOLINAS - TENDAS, con richiesta di risposta scritta sull'inacessibilità di alcuni tratti del percorso relativo al "Cammino minerario di Santa Barbara" ricadenti nel compendio immobiliare di proprietà della società IGEA Spa e sul mancato riscontro alle richieste della Fondazione Cammino minerario di Santa Barbara.

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I sottoscritti,

premesso che:
- una delle attrazioni che negli ultimi anni sta suscitando l'attenzione, l'interesse e il consenso di migliaia di turisti è la riscoperta di un patrimonio legato alle testimonianze di un passato che riemerge nelle aree minerarie dismesse attraverso la percorrenza di itinerari storici, archeologici, culturali, naturalistici e religiosi, che si traducono in esperienze inedite per i visitatori;
- la Sardegna, terra dalle infinite potenzialità, è portatrice di un "patrimonio minerario" dal profilo multiplo che non si ferma ai siti minerari in senso stretto, ma che mette in luce aspetti e relazioni, non secondari, con l'ambiente circostante, le tradizioni religiose, culturali, l'utilizzo di risorse naturali e delle materie impiegate nella produzione industriale, che permettono di ricostruire abitudini di vita e di lavoro delle popolazioni locali di allora, in un paesaggio avvolto dal profumo della macchia mediterranea che si snoda in sentieri, in mulattiere costruite dai minatori per il trasporto dei minerali con carri e con animali da soma per raggiungere i cantieri minerari o con piste armate da binari per facilitarne il trasporto con vagoni, senza dimenticare i tracciati delle vecchie ferrovie realizzate a partire dalla seconda metà dell'ottocento per il trasporto dei minerali dai siti di estrazione ai porti di imbarco e agli impianti metallurgici;
- percorrendo questi antichi cammini, in parte dimenticati e in parte abbandonati all'incuria e alla distruzione, è possibile osservare e conoscere l'immenso patrimonio tecnico-scientifico, storico-culturale, naturalistico-ambientale e socio-antropologico presente nella terra più antica d'Italia, generato dalla millenaria attività estrattiva svoltasi nel bacino minerario Sulcis-Iglesiente-Guspinese;

sottolineato che:
- il Cammino minerario di Santa Barbara, l'unico cammino religioso sardo ad essere, finora, incluso nell'Atlante dei cammini del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, si sviluppa in un percorso di circa 400 km che copre una larga fetta del Parco geominerario, attraversando luoghi di culto e chiese dedicate alla Santa patrona dei minatori nel grande bacino minerario;
- si tratta di un lungo itinerario nell'area più estesa e rappresentativa del Parco geominerario storico ambientale della Sardegna, nato in seguito all'interessamento di un gruppo di volontari dell'Associazione ONLUS "Pozzo Sella", dopo aver reso fruibili numerosi percorsi minerari;
- l'Assessorato regionale dell'industria ha individuato nella società IGEA Spa il soggetto giuridico deputato all'attività per la messa in sicurezza, il ripristino ambientale e la bonifica delle aree minerarie dismesse;

considerato che gran parte dei percorsi inseriti nel Cammino minerario di Santa Barbara fanno parte delle concessioni minerarie di cui è attualmente titolare la citata società IGEA Spa, che però non ha completato e reso del tutto accessibili i percorsi con i necessari interventi di messa in sicurezza, pregiudicando di fatto la regolare fruizione da parte dei pellegrini/escursionisti che arrivano da ogni parte del mondo sempre più numerosi;

evidenziato che:
- la Fondazione Cammino minerario di Santa Barbara, regolarmente costituita dal 2016, alla quale è stata attribuita la personalità giuridica di ente di diritto pubblico, intende realizzare una grande infrastruttura di interesse generale, di pubblica utilità e di libera fruibilità, per favorire, attraverso la rigenerazione di antichi cammini minerari e la pratica delle diverse forme di mobilità lenta, a piedi, in bicicletta e a cavallo, la destagionalizzazione dei flussi turistici in Sardegna;
- le finalità della fondazione risultano coerenti con la legge regionale 28 luglio 2017, n.16, che all'articolo 30 recita: "I percorsi escursionistici sono considerati di pubblico interesse in relazione alle funzioni di fruizione ambientale, didattica, di tutela del territorio e dei valori naturalistici, paesaggistici e culturali, peculiari dell'attività escursionistica";
- altresì, il comma 2 dell'articolo 8 della legge regionale n. 33 del 1988, prevede che "I beni immobili connessi ad attività mineraria, di proprietà dell'EMSA, o di società interamente controllate dall'EMSA, possono essere ceduti, a titolo gratuito, previa specifica e motivata richiesta e fatti salvi i diritti dei creditori delle società, ai comuni nei cui territorio sono ubicati e ad altre amministrazioni ed enti pubblici, per la realizzazione di opere pubbliche, di servizi e interventi di pubblica utilità", e che l'articolo 5 della medesima legge ha previsto la soppressione e messa in liquidazione dell'EMSA;

considerato che per il raggiungimento degli obiettivi della fondazione è condizione necessaria che la stessa possa disporre della proprietà dei compendi immobiliari ex minerari lungo i quali si sviluppa il Cammino minerario di Santa Barbara, per garantire la regolare fruibilità pubblica, anche in relazione alla deliberazione n. 36/38 del 25 luglio 2017 della Giunta regionale che ha definito gli indirizzi per la valorizzazione e riqualificazione del "Cammino" tesi a renderlo accessibile gratuitamente al grande pubblico, in coerenza con la programmazione già attivata dal territorio interessato e in attuazione dell'articolo 3, comma 9, della legge regionale n. 5 del 2017;

rilevato che:
- nonostante le reiterate istanze presentate dalla Fondazione alla società IGEA Spa, finalizzate all'acquisizione dei compendi immobiliari nella sua disponibilità e funzionali alla valorizzazione del Cammino, nessun riscontro è pervenuto alla fondazione;
- in data 27 febbraio 2018 la fondazione ha deliberato, con carattere d'urgenza, di presentare una nuova specifica richiesta alla società IGEA Spa e, per conoscenza, agli assessorati regionali dell'industria e della programmazione, ai sensi della legge regionale n. 33 del 1998, per l'acquisizione dei compendi immobiliari indispensabili all'allestimento, alla manutenzione e alla gestione degli itinerari compresi nel "Cammino", con allegata una relazione tecnica contenente tutte le informazioni relative all'individuazione cartografica e catastale dei percorsi nonché le aree e le strutture di servizio da acquisire con il piano di utilizzo e gestione dell'infrastruttura;
- la società IGEA Spa, inspiegabilmente, ancora una volta, non ha dato riscontro alle richieste; 

 sottolineato, altresì, che la Giunta regionale con le deliberazioni n.47/34 del 10 ottobre 2017 e n. 25/27 del 13 dicembre 2017, in attuazione della legge regionale n. 30 del 2016, ha disposto in favore della fondazione gli stanziamenti necessari per assumere a tempo pieno e determinato, e per la durata di 12 mesi, 20 lavoratori ex ATI-IFRAS fin dal mese di febbraio 2018, da impiegare nelle attività di manutenzione del percorso e messa in opera della segnaletica;

considerato, inoltre, che il progetto della fondazione, nelle sue finalità, appare condivisibile e rilevante anche sotto il profilo:
a) del riconoscimento del ruolo strategico del turismo sotto il profilo ambientale economico e sociale;
b) della promozione e valorizzazione del territorio;
c) del miglioramento e ampliamento dell'offerta turistica secondo un modello eco-sostenibile;
d) dell'imperdibile occasione di prospettiva occupazionale,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale dell'industria e l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per sapere:
1) se siano a conoscenza di quanto rappresentato;
2) se non ritengano urgente e improcrastinabile intervenire per consentire alla fondazione di poter disporre dei compendi immobiliari ex minerari al fine di poterne garantire la fruibilità gratuita e pubblica, nonché concorrere alla riconversione economica e sociale delle aree minerarie dismesse del Sulcis-Iglesiente-Guspinese;
3) quali iniziative reputino di dover adottare per difendere, valorizzare e diffondere un patrimonio culturale e una memoria storica, funzionale a rivitalizzare l'area del Sulcis-Iglesiente-Guspinese.

Cagliari, 25 giugno 2018