CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1555/A

TOCCO, con richiesta di risposta scritta, sulle criticità della situazione in seno all'ARST, legate alla procedura di licenziamento collettivo per gli autisti e al mancato rinnovamento del parco mezzi.

***************

Il sottoscritto,

premesso che:
- ARST Spa (Azienda regionale Sarda trasporti) rappresenta la maggior azienda di trasporto pubblico locale in Sardegna e una delle più importanti a livello nazionale, totalmente controllata dalla Regione; opera in tutta l'Isola prevalentemente con servizi extraurbani, nonché con servizi urbani nelle città di Alghero, Carbonia, Iglesias, Macomer e Oristano;
- con legge regionale 20 giugno 1974, n. 16, e successive modifiche e integrazioni (comprendenti anche il piano regionale dei trasporti), sono state varate nuove norme per la riorganizzazione dell'Azienda regionale sarda trasporti (ARST) e abrogazione della legge regionale 9 giugno 1970, n. 3;
- l'ARST dotata di personalità giuridica di diritto pubblico, contribuisce a promuovere ed a realizzare la pubblicizzazione dei trasporti in Sardegna, nell'ambito degli indirizzi e degli obiettivi della programmazione regionale; la pubblicizzazione dei trasporti è diretta ad assicurare prestazioni uniformi in tutto il territorio regionale, attraverso una rete unitaria di servizi;

evidenziato che:
- dal 1° luglio 2009 i rapporti tra l'Amministrazione regionale e le aziende esercenti servizi di trasporto pubblico locale sono disciplinati da un contratto di servizio, redatto ai sensi dell'articolo 24 della legge regionale n. 21 del 2005; ai sensi dell'articolo 45, comma 2 bis, della stessa legge regionale, tali contratti, in via sperimentale e provvisoria, hanno sostituito le concessioni esistenti prima di tale data;
- il principale vettore del trasporto extraurbano in Sardegna viaggia con il serbatoio in costante riserva, a causa di una fragilità finanziaria che sarebbe dovuta alla mancanza di un adeguato contratto di servizio; la società ARST Spa si troverebbe, infatti, in profondo rosso per una gestione non confacente alle attuali contingenze;
- il contratto di servizio - peraltro in scadenza tra sei mesi - prevede rimborsi chilometrici che risultano essere tra i più bassi d'Italia; più volte le rappresentanze sindacali hanno rimarcato la necessità di applicare un congruo corrispettivo rispetto alla copertura dei chilometri svolta dall'azienda; questa mancanza determina, infatti, dei mancati finanziamenti a favore della società con l'aumento dei costi per il servizio che non corrisponde ad un effettivo parametro; l'attuale dirigenza sta operando in tutti i modi una strategia per limitare gli effetti negativi di questa fase, che si aggiungono alla mancanza di un piano industriale per l'azienda;
- in conseguenza di questo passivo, sarebbe stata prospettata l'apertura di un procedimento di licenziamento collettivo che riguarda un esercito di 96 lavoratori, tra autisti e verificatori (ovvero agenti di polizia amministrativa preposti al controllo dell'evasione sui pullman e alla prevenzione di eventuali atti vandalici all'interno dei mezzi di trasporto);
- questa procedura andrebbe a prevedere l'apertura della Naspi (nuova assicurazione sociale per l'impiego) con un'indennità mensile di disoccupazione ed un incentivo all'esodo per una grande fetta dei lavoratori destinati al pensionamento nell'arco dei prossimi due anni;
- lo spettro dei licenziamenti ha già messo il subbuglio il personale dell'ARST, che oggi conta 2.166 dipendenti, pronto a salire sulle barricate, vista la situazione non più sostenibile in tutti i principali settori della principale azienda di trasporto isolana, impegnata a coprire diversi territori dell'Isola; l'incentivo all'esodo per i lavoratori non andrebbe, infatti, a raggiungere una quota adeguata e la perdita di professionalità all'interno dell'azienda andrebbe a penalizzare un servizio già limitato, con ripercussioni negative sulle corse dei pullman;

appurato che:
- l'assenza di un piano industriale determina conseguenze negative anche sull'aspetto del parco autobus; i mezzi che viaggiano sui diversi territori si rivelano in gran parte fatiscenti ed obsoleti, che producono spesso avarie durante i percorsi e disservizi all'utenza;
- a fronte di questi disagi, nei prossimi mesi dovrebbero arrivare appena 67 nuovi mezzi, su un totale di 950 pullman operativi, ovvero appena il 6 per cento del parco mezzi, che andranno distribuiti nei diversi depositi sparsi in tutta la Sardegna; un'operazione praticamente non sufficiente a risollevare lo stato di precarietà dell'azienda, che necessiterebbe di maggiori investimenti;

appreso che:
- si registra, peraltro, il totale disinteresse della Regione sulla gestione dei diversi impianti, con le sedi ed i depositi privi di ogni standard di sicurezza;
- non si intravede nessuna strategia atta ad effettuare interventi di riqualificazione delle strutture e degli immobili detenuti dall'Azienda,

chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale dei trasporti e l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per:
1) sapere se siano a conoscenza della procedura di licenziamento collettivo che vede coinvolti autisti e verificatori dell'ARST Spa;
2) conoscere quali iniziative abbiano intrapreso, o intendano intraprendere, per dotare l'azienda di un piano industriale che possa restituire competitività all'azienda con il restyling del parco mezzi e delle sedi in capo alla società.

Cagliari, 3 luglio 2018