CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1574/A

DEDONI - CASSA - CRISPONI - MARRAS, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura di 11 sportelli INPS in Sardegna.

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I sottoscritti,

premesso che l'Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS) gestisce la liquidazione e il pagamento delle pensioni e delle indennità di natura previdenziale e assistenziale, oltre che l'erogazione delle prestazioni assistenziali o "a sostegno del reddito" che assolvono ad una funzione di tutela dei cittadini e dei lavoratori che si trovano in particolari momenti di difficoltà e di disagio economico nella loro vita (indennità di disoccupazione, indennità di malattia, indennità di maternità, assegno al nucleo familiare, interventi della cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria, interventi del fondo di garanzia TFR, interventi per la mobilità, interventi per la disoccupazione agricola etc.);

constatato che l'attuazione della riforma dell'Istituto previdenziale, voluta dal Presidente Boeri per contenere i costi, comporterà la chiusura in Sardegna di 11 agenzie su 17, cioè il 65 per cento degli sportelli attualmente presenti sul territorio;

considerato che la realtà socio-economica dell'Isola mai si concilia con la scelta di trasferire molti servizi esclusivamente sulla piattaforma digitale, alla quale non riescono ad avere accesso con facilità ancora molti utenti, ed in particolare gli anziani;

sottolineato che l'esigenza di eliminare gli sportelli fisici in Sardegna si scontra con il problema della mobilità locale, che rende complicato e disagevole raggiungere le sedi lontane dal proprio domicilio, soprattutto per gli anziani e gli invalidi;

verificato che anche la direttrice regionale dell'INPS ha riconosciuto che i criteri adottati nella riforma dell'istituto siano inconciliabili con le reali esigenze della Sardegna, in quanto rischiano di penalizzare ancora di più i cittadini che, per l'accesso alle prestazioni, necessitano ancora di poter contare sugli sportelli esistenti;

visto che anche le organizzazioni sindacali hanno ravvisato come la decisione di chiudere le sedi non tenga in dovuta considerazione le peculiarità del sistema sociale sardo e le caratteristiche del territorio isolano,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere: 
1) se siano a conoscenza di quanto esposto;
2) quali iniziative urgenti intendano intraprendere per evitare l'annunciata chiusura di 11 sedi INPS in Sardegna, che non potrà che danneggiare le fasce più deboli dei cittadini ed in particolare coloro che abitano nelle zone interne e periferiche, per i quali anche un piccolo spostamento può rappresentare un'odissea;
3) se non ritengano di dover immediatamente intervenire per rappresentare le ragioni della Sardegna e la necessità di garantire, anche ai cittadini sardi, la possibilità di accedere con facilità alle prestazioni previdenziali fornite dall'INPS, senza che la nostra condizione di isola ci penalizzi ancora una volta di più.

Cagliari, 17 luglio 2018