CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1581/A

COSSA, con richiesta di risposta scritta, sulla sospensione dell'erogazione dei farmaci biologici da parte della Regione.

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Il sottoscritto,

premesso che in Sardegna è molto elevata l'incidenza delle malattie autoimmuni, tra cui quelle di origine reumatica (come l'artrite reumatoide, il lupus eritematoides, la spondilite anchilopoietica) e quelle che colpiscono l'intestino (rettocolite ulcerosa e morbo di Crohn);

considerato che tali patologie, in passato, venivano trattate con massicce dosi di farmaci cortisonici e immunosoppressori, che avevano importanti effetti collaterali negativi, complessivamente assai gravosi per i pazienti;

constatato che l'introduzione in commercio dei farmaci cosiddetti "biologici" ha radicalmente modificato la terapia di queste patologie, migliorando significativamente la prognosi e la qualità della vita dei pazienti;

rilevato che, recentemente, l'introduzione dei farmaci cosiddetti "biosimilari" ha consentito di iniziare i nuovi trattamenti farmacologici con prodotti a minor costo permettendo risparmi importanti al servizio sanitario regionale;

tenuto conto che i farmaci biosimilari sono considerati intercambiabili rispetto ai biologici, ma non equivalenti e non è pertanto prevista la sostituibilità automatica per i pazienti in continuità terapeutica, mentre vale il principio della scelta motivata da parte del clinico prescrittore;

evidenziato che la stessa Agenzia italiana del farmaco (AlFA), nel raccomandare l'utilizzo quanto più diffuso possibile dei biosimilari, sottolinea come la responsabilità ultima della scelta rimanga sempre in capo al clinico prescrittore;

visto che moltissimi pazienti, provenienti da tutta la Sardegna, in terapia presso i centri regionali di riferimento dell'AOU di Cagliari in questi giorni si vedono rifiutare le prescrizioni di farmaci biologici da parte delle farmacie in quanto tali farmaci non vengono più erogati dalla Regione;

appurato che i medici dei centri, seguendo documentate considerazione scientifiche, difendono le proprie scelte di continuità terapeutica e si rifiutano di modificare le prescrizioni in un modo che, a loro avviso, metterebbe a rischio la salute del paziente, per motivi che apparirebbero di tipo meramente economico;

appreso che i pazienti in terapia rischiano pertanto di trovarsi nella surreale condizione di non disporre né del farmaco biologico (che non viene più erogato dalla Regione), ma neppure del suo sostituto biosimilare, in quanto i clinici prescrittori dei centri regionale di riferimento, in parecchi casi, si rifiuterebbero di utilizzare farmaci che esporrebbero a rischi reali la salute dei pazienti;

sottolineato che nei giorni scorsi sono iniziate le manifestazioni di protesta sotto l'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale e le denunce delle associazioni dei pazienti nei confronti della Regione, senza che nessun risultato sia stato ottenuto,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere se:
1) siano a conoscenza di quanto su esposto e del rischio che centinaia di pazienti sardi affetti da gravi malattie autoimmuni (artrite reumatoide, LES, rettocolite ulcerosa, morbo di Crohn) seguiti dai centri di riferimento regionali rischino di restare privi di qualsiasi terapia, con gravissimi rischi per la loro salute;
2) corrisponda al vero che la scelta finale sul farmaco da prescrivere spetti comunque al clinico prescrittore, nel rispetto delle evidenze scientifiche e delle esigenze del singolo paziente;
3) non ritengano, pertanto, di dover urgentemente ribadire la libertà prescrittiva dei centri regionali di riferimento, peraltro individuati dalla stessa Regione nel 2013;
4) non ritengano di dover urgentemente individuare una sede tecnica di riferimento che intervenga immediatamente in tutti i casi di controversia prescrittiva per garantire la appropriata copertura terapeutica di ciascun paziente.

Cagliari, 19 luglio 2018