CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1589/A

UNALI - CONGIU - MANCA - CHERCHI - DESINI, con richiesta di risposta scritta, sui continui disservizi e sulla gestione del Consorzio di bonifica del nord Sardegna.

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I sottoscritti,

premesso che i consorzi di bonifica sono nati sia per agevolare le produzioni agricole in tutto il territorio isolano sia per incentivare l'occupazione in uno dei settori strategici dell'economia sarda;

considerato che il Consorzio di bonifica del nord Sardegna, istituito come ente pubblico con decreto del Presidente della Giunta regionale n. 209 del 30 novembre 2014 e ai sensi dell'articolo 14 della legge regionale 23 maggio 2008, n. 6, è soggetto a controllo analogo da parte della Regione autonoma della Sardegna, così come previsto dalle norme in materia;

appurato che:
- l'ente in questione è presente nei territori dei Comuni di Perfugas, Valledoria, Santa Maria Coghinas, Viddalba, Sedini, Badesi, Laerru, Bonorva, Ploaghe, Ozieri-Chilivani e Giave per un totale di 13.629 Ha di superficie irrigabile e di 3.044 Ha di superficie irrigata;
- l'ente in questione, secondo i dati pubblicati nel sito web CBNS risalenti al 2012, è costituito da 1.749 operatori agricoli consorziati divisi in 3 aree o sub comprensori, nello specifico: 660 unità nel sub comprensorio di Ozieri; 476 unità nel sub comprensorio di Perfugas e 613 unità nel sub comprensorio della Bassa Valle del Coghinas;
- in base ad un'attenta analisi degli atti pregressi prodotti dall'ente, e in base sia alle testimonianze dirette degli operatori agricoli consorziati, sia ai diversi articoli pubblicati nelle testate giornalistiche sarde, il Consorzio di bonifica del nord Sardegna si trova in stato di sofferenza per via dei continui disservizi creando profondi disagi all'utenza;

visto l'articolo apparso nel giornale La Nuova Sardegna il 14 luglio 2018 che denuncia uno scoperto di cassa di 4 milioni di euro e una carenza di fondi per le manutenzioni;

considerato che:
- le condotte sono obsolete e le perdite stimate si aggirano intorno al 30 per cento, e in certi casi al 40 per cento;
- nella piana di Valledoria si è verificato un guasto (8 volte in un anno nello stesso tratto) che ha privato gli operatori agricoli del diritto di irrigare le loro colture causando ingenti danni (fonte articolo la Nuova Sardegna il 14 luglio 2018);
- emergono problematiche di ordine tecnico degli impianti di pompaggio, così come risulta nel sub comprensorio Bassa Valle del Coghinas (Valledoria, Badesi e Viddalba) dove da più di un mese gli operatori agricoli consorziati sono impossibilitati a dare acqua alle colture ortofrutticole; questo disservizio sta creando ingenti danni agli utenti (fonte articolo apparso nel giornale la Nuova Sardegna il 14 luglio 2018);
- ancora non ha visto la luce l'aggiornamento del catasto irriguo dell'ente privando gli aventi diritto della rappresentatività al suo interno;
- inoltre, si segnalano le lamentele riguardo la gestione della bollettazione, e alcuni utenti ricevono gli stessi bollettini più volte;
- emergono delle disuguaglianze nella ripartizione dei ruoli tra il sub comprensorio Ozieri-Chilivani e i sub comprensori Perfugas e Bassa Valle del Coghinas;
- è nota la carenza di personale operaio nelle sedi periferiche di Perfugas e della Bassa Valle del Coghinas;
- il personale a disposizione non è autorizzato a effettuare manovre o manutenzioni negli impianti che ha in gestione il Consorzio di bonifica del nord Sardegna, il quale, ciclicamente, si rivolge a ditte esterne per la manutenzione delle vecchie tubature in cemento amianto, rallentando i lavori;
- esistono problemi derivati dall'IdroPass che prevede un abbonamento a scadenza mensile e non a consumo; questo provvedimento adottato dall'amministrazione è considerato poco flessibile da parte degli utenti, i quali sono costretti, mensilmente, all'attivazione dell'IdroPass tramite richiesta da presentare presso gli uffici dell'ente,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:
1) se siano a conoscenza delle problematiche esposte e se considerano il Consorzio di bonifica del nord Sardegna un ente di importanza strategica per lo sviluppo dell'agricoltura delle zone interessate;
2) quali provvedimenti intendano assumere per porre rimedio a una situazione di disagio che si protrae da anni e che sta creando ingenti danni economici a oltre 1.700 famiglie del nord Sardegna;
3) se intendano riferire sul presunto scoperto di cassa quantificato nella somma di 4 milioni di euro circa, così come riportato nella Nuova Sardegna in data 14 luglio 2018;
4) se sarà previsto un piano straordinario per la sostituzione di una parte delle condotte che attualmente sperperano il 30 per cento dell'acqua immessa nella rete;
5) se saranno previste delle assunzioni per rafforzare l'organico nei sub comprensori di Perfugas e Bassa Valle del Coghinas.

Cagliari, 25 luglio 2018