CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1595/A

LAMPIS - TRUZZU - FUOCO - ORRÙ, con richiesta di risposta scritta, sul comportamento antisindacale della Regione autonoma della Sardegna in relazione alla mancata convocazione delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative ai fini dell'interpretazione autentica di alcuni punti del contratto sottoscritto il 23 marzo 2018 per il rinnovo del contratto collettivo integrativo per le progressioni professionali del comparto Regione, recidiva del comportamento che ha comportato la condanna alle spese di lite da parte del Tribunale di Cagliari in esito al ricorso promosso dalla CISL Funzione pubblica Sardegna, del FENDRES-SAFOR ed altri.

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I sottoscritti,

premesso che:
- con ricorso del 18 luglio 2017, la CISL Funzione pubblica Sardegna, la SIAD e la FENDRES-SAFOR chiedevano al giudice del lavoro di dichiarare antisindacali le condotte assunte dalla Regione nell'ambito della procedura per il rinnovo del contratto collettivo regionale del comparto della stessa Regione; 
- altresì, le suddette organizzazioni sindacali denunciavano, in particolare, che a seguito del proprio dissenso in ordine all'ipotesi di accordo sindacale relativo al nuovo contratto collettivo regionale del comparto Regione, che non sottoscrivevano, il CORAN (Comitato per la rappresentanza regionale negoziale della RAS) riapriva il tavolo di confronto escludendo CISL, SIAD e FENDRES-SAFOR tenendole all'oscuro della chiusura in data 21 giugno 2017 di un'altra ipotesi di accordo con le altre sigle sindacali;

dato atto:
- del gravissimo comportamento della Regione nei confronti di una delle più rappresentative organizzazioni sindacali regionali e nazionali che, oltreché palesare un comportamento antisindacale, viola le più elementari regole di correttezza istituzionale degradando il rapporto tra soggetti detentori di fondamentali funzioni costituzionali, quali quelle esercitate dai sindacati e dalla Regione Sardegna, a pratiche di raggiro e violazione della democrazia molto discutibili e non confacenti alla prima istituzione regionale;
- altresì, che la Regione ha ritirato l'accordo, subendo una condanna alle spese del giudizio, solo dopo il ricorso al giudice del lavoro da parte delle organizzazioni sindacali dissenzienti, il che porta a ritenere che in mancanza la Regione avrebbe proseguito il proprio comportamento illegittimo, antisindacale, antidemocratico e profondamente scorretto sotto il profilo istituzionale;

considerato che sia la CISL Funzione pubblica Sardegna, sindacato maggiormente rappresentativo del comparto regionale, che il FENDRESS-SAFOR, hanno ritenuto di non firmare nemmeno l'accordo per il rinnovo del contratto collettivo integrativo per le progressioni professionali del comparto Regione, siglato il 23 marzo 2018 dalla delegazione della Regione con altre sigle sindacali (che discende dal Contratto collettivo regionale per l'Amministrazione regionale poi siglato da tutte le organizzazione sindacali rappresentative in data 4 dicembre 2017), per gli stessi motivi che avevano indotto le stesse sigle a non siglare l'accordo del 21 giugno 2017;

preso atto che il giorno 22 luglio 2018 è stata convocata dalla delegazione trattante della Regione una riunione per l'interpretazione autentica di alcuni punti dell'accordo per il rinnovo del contratto collettivo integrativo per le progressioni professionali del comparto Regione (siglato il 23 marzo 2018 dalla delegazione della Regione con altre sigle sindacali), con le stesse modalità "ad escludendum" della riunione durante la quale è stato siglato l'accordo contrattuale del 21 giugno 2017, poi annullato e sanzionato dal giudice il 23 ottobre 2017,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per conoscere:
1) quali siano i motivi alla base del grave comportamento della delegazione trattante della Regione, nella persona del Presidente della delegazione sig.ra Maria Giuseppina Medde;
2) quali siano provvedimenti che l'Amministrazione regionale intende adottare affinché in futuro tali violazioni di legge non vengano poste in essere.

Cagliari, 2 agosto 2018