CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1598/A

AGUS - SABATINI - COCCO Pietro - DERIU - COMANDINI - PINNA - MELONI Valerio - ZANCHETTA - GAIA - USULA, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nell'erogazione degli indennizzi statali del quinquennio 2010-2014 ai comuni gravati da servitù militari.

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I sottoscritti,

premesso che:
- la legge n. 104 del 1990, recante "Modifiche ed integrazioni alla legge 24 dicembre 1976, n. 898", prevede, all'articolo 4, che "ai Comuni nel cui territorio sono presenti aree appartenenti allo Stato, in uso all'amministrazione militare e destinate a poligoni addestrativi di tiro, è corrisposto un contributo annuo rapportato al reddito dominicale e agrario medio delle aree confinanti con quelle su cui insistono i poligoni di tiro, rivalutato secondo i coefficienti stabiliti ai fini dell'imposizione sul reddito";
- al comma 2 dello stesso articolo 4 è previsto inoltre che "Alle Regioni maggiormente oberate dai vincoli e dalle attività militari, comprese la dimostrazione e la sperimentazione di sistemi d'arma, individuate ogni quinquennio con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Ministro della difesa, lo Stato corrisponde un contributo annuo da destinarsi alla realizzazione di opere pubbliche e servizi sociali nei comuni nei quali le esigenze militari, compresi particolari tipi di insediamenti incidono maggiormente sull'uso del territorio e sui programmi di sviluppo economico e sociale";
- il contributo di cui al comma 2, articolo 4, della legge n. 104 del 1990 è corrisposto alle singole regioni sulla base della incidenza dei vincoli e delle attività militari, determinato secondo parametri da stabilirsi con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentite le regioni interessate;
- l'articolo 3, comma 1, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, ha disposto la cessazione dell'erogazione del contributo dello Stato ex legge n. 104 del 1990 a favore delle regioni a statuto ordinario e l'attribuzione alle stesse di finanziamenti sotto altra forma, mantenendo l'obbligo nei confronti delle regioni a statuto speciale;
- il decreto del Consiglio dei ministri del 6 agosto 2010 recante "Individuazione delle regioni maggiormente oberate dai vincoli e dalle attività militari per il quinquennio 2005/2009, ai fini della corresponsione di un contributo annuo dello Stato (art. 4 della legge 2 maggio 1990, n. 104)", ha calcolato che l'incidenza dei vincoli e delle attività militari sul territorio della Sardegna grava per il 68,64 per cento sul totale delle regioni a statuto speciale;
- il contributo di euro 15.135.769,00 attribuito alla Sardegna col sopracitato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri  per il quinquennio 2005/2009, è stato ripartito con deliberazione della Giunta regionale n. 12/33 del 20 marzo 2012 ai comuni sardi interessati da servitù militari (La Maddalena, Arbus, Villasor, Decimomannu, Villaputzu, Perdasdefogu, Villagrande Strisaili, Ulassai, Teulada, Sant'Anna Arresi), prevedendo che gli interventi previsti nel comma 2, articolo 4, della legge n. 104 del 1990 fossero curati direttamente dai comuni;
- le leggi n. 898 del 1976 e n. 104 del 1990 sono state abrogate con l'entrata in vigore del Decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante "Nuovo Codice dell'ordinamento militare";
- l'articolo 300 del decreto legislativo n. 66 del 2010 prevede le stesse identiche disposizioni previste nella normativa precedente in materia di contributi statali da stanziare in favore di regioni e comuni oberati da vincoli e attività militari;
- in particolare, l'articolo 330, comma 2, dispone che alle regioni maggiormente oberate dai vincoli e dalle attività militari, comprese la dimostrazione e la sperimentazione di sistemi d'arma, individuate ogni quinquennio con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Ministro della difesa, lo Stato corrisponde un contributo annuo da destinarsi alla realizzazione di opere pubbliche e servizi sociali;
- la Giunta regionale ha stabilito da tempo che le risorse attribuite alla Regione, prima ai sensi del comma 2, articolo 4, della legge n. 104 del 1990, successivamente ai sensi del comma 2, articolo 330, del decreto legislativo n. 66 del 2010, venissero assegnate direttamente ai comuni per la realizzazione degli interventi in capo alle regioni secondo le previsioni della norma statale vigente;

considerato che:
- gli indennizzi statali relativi al quinquennio 2005/2009 sono stati erogati alla Regione con un forte ritardo (il saldo dell'annualità 2009 è stato erogato dallo Stato solo nel 2015) soprattutto considerando che i contributi annuali per le regioni vengono stanziati dallo Stato solo successivamente alla fine del quinquennio di riferimento: il ripetersi, oggi, dello stesso ritardo per l'erogazione delle risorse 2010-2014 sta determinando nuovamente un grave danno alle comunità dei 10 comuni interessati agli indennizzi;
- tali risorse sono destinate alla realizzazione di opere pubbliche e servizi sociali nei comuni nei quali le esigenze militari, compresi particolari tipi di insediamenti, incidono maggiormente nell'uso del territorio e sui programmi di sviluppo economico e sociale;
- lo stanziamento statale, in particolare per i comuni più piccoli, rappresenta un'entrata indispensabile per i bilanci comunali: il ritardo pluriennale con il quale i comuni ricevono, per il tramite della Regione, gli indennizzi statali non è più sostenibile in considerazione del fatto che, parallelamente ai ritardi nell'erogazione di tali indennizzi, negli ultimi 10 anni lo Stato ha tagliato 300 milioni/anno di trasferimenti ai comuni sardi;
- i mancati introiti degli indennizzi statali del quinquennio 2005/2009 hanno pesato annualmente per oltre il 3 per cento di minori entrate nelle casse dei comuni interessati;
- in particolare, il ritardo accumulato per l'accredito delle risorse nel quinquennio, nel caso dei comuni più piccoli come Arbus o Perdasdefogu, ha determinato minori entrate per 1,5 milioni di euro; nei comuni più grandi, come La Maddalena o Decimomannu, le somme mancanti si sono attestate a 2,5 milioni di euro, cifre significative per bilanci di comuni con poche migliaia di abitanti;

rilevato che:
- il 7 agosto 2017 è stato approvato dal Presidente Consiglio dei ministri il decreto con il quale sono stati individuati per il quinquennio 2010-2014 i coefficienti di ripartizione tra le regioni del contributo statale ai sensi dell'articolo 330, commi 2 e 3, del decreto legislativo n. 66 del 2010;
- alla Sardegna è stato riconosciuta un'incidenza dei vincoli e delle attività militari del 58,64 per cento sul totale delle regioni a statuto speciale, percentuale diminuita dell' 8 per cento rispetto alle previsioni del quinquennio precedente;
- ancora oggi, non è noto ufficialmente quale sia lo stanziamento complessivo degli indennizzi statali in favore delle regioni per il quinquennio 2010-2014;
- nel corso dello scorso anno gli organi di stampa hanno diffuso notizie circa l'impossibilità da parte dello Stato a stanziare le indennità per il quinquennio 2010-2014 a causa della perdita delle stesse risorse per perenzione amministrativa;
- a distanza di un anno dall'approvazione del decreto del Presidente del Consiglio di ministri 7 agosto 2017 non risulta essere stata approvata dalla Giunta regionale la ripartizione dei contributi statali 2010-2014 da assegnare, come già avvenuto per contributi del quinquennio 2005-2009, ai singoli comuni sardi,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:
1) se sia stato definito l'importo delle risorse da assegnare alla Sardegna per il quinquennio 2010-2014 previste nell'articolo 330, commi 2 e 3, del decreto legislativo n. 66 del 2010, quale indennizzo per le regioni maggiormente oberate dai vincoli e dalle attività militari;
2) se lo Stato abbia trasferito, anche solo in parte, le risorse del quinquennio 2010-2014 alla Regione;
3) in caso di mancato trasferimento delle risorse, quali siano le azioni che la Regione sta portando avanti per accelerare l'acquisizione delle stesse, da assegnare successivamente ai comuni sardi interessati da servitù militari;
4) se non sia il caso di avviare un confronto con lo Stato finalizzato a ridurre i tempi di trasferimento delle suddette risorse statali, finora parametrate solo a seguito della fine di ciascun quinquennio ed erogate alle regioni negli ulteriori anni successivi.

Cagliari, 7 agosto 2018