CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1605/A

GALLUS, con richiesta di risposta scritta, sulla qualità del vitto nel presidio ospedaliero Mastinu di Bosa.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- risulta scientificamente provato come l'adozione di una dieta nutriente, sana ed equilibrata nei pazienti con patologie acute e croniche e, ancor più, nei pazienti ospedalizzati consente di soddisfare il malato, di ridurre i costi della ristorazione ospedaliera e di migliorare il bilancio aziendale;
- un vitto insufficiente o poco gustoso determina una perdita di peso del malato ricoverato che presenterà una riduzione delle difese immunitarie, con conseguente aumentato rischio di infezioni nosocomiali che ne allungheranno la degenza facendone lievitare i costi;

rilevato che: 
- il vitto dispensato a pranzo e a cena negli ospedali di Oristano, Bosa e Ghilarza non viene ormai da diversi anni preparato in tali sedi, sprovviste di cucina, ma perviene da una ditta esterna vincitrice dell'appalto;
- il dietetico di ciascun reparto è prenotato dal personale 24 ore prima tramite l'apposito portale, dunque viene scelto in base ai degenti presenti in reparto in quel momento e non nel momento in cui il vitto viene dispensato;
- il vitto è cucinato alcune ore prima della dispensazione e appositamente preparato in porzioni monodose secondo la richiesta inviata dal personale delle singole unità ospedaliere; segue il trasporto in appositi contenitori divisi in due compartimenti separati che dovrebbero garantire il mantenimento, rispettivamente, della catena del freddo e del caldo;

considerato che:
- i tempi di percorrenza per raggiungere gli ospedali più periferici, nella fattispecie Ghilarza e, ancor di più, Bosa determinano inevitabilmente uno scadimento della qualità del vitto dispensato; a tale proposito sono recentemente giunte numerose lamentele da parte di pazienti, tramite gli appositi questionari di qualità;
- la dispensazione del vitto in porzioni monodose sigillate (come da obbligo di legge) non consente la tracciabilità del prodotto per i consumatori diretti, ossia i pazienti,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) se siano a conoscenza di quanto esposto;
2) quali siano i provvedimenti che si intendono adottare per garantire ai pazienti ricoverati un cibo di qualità e tracciabile anche per i consumatori diretti.

Cagliari, 10 agosto 2018