CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1610/A

ZEDDA Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sull’utilizzo della denominazione "L’isola che c’è" per un corso di formazione professionale finanziato dalla Regione.

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La sottoscritta,

premesso che:
- "L’isola che c’è" è la denominazione utilizzata dalla Casa editrice e Agenzia di comunicazione cagliaritana GIA di Giorgio Ariu,  per intitolare un evento che ha come obiettivo quello di valorizzare e aprire il mondo dei Sardi alle realtà internazionali;
- tale manifestazione "L’isola che c’è" viene replicata annualmente, a partire dai primi anni 80 e da 37 edizioni è una vetrina per promuovere cultura ed eccellenze della Sardegna;

preso atto che:
- l’evento "L’isola che c’è" da circa un decennio si vanta anche dell’apprezzamento, del patrocinio e della collaborazione del Gremio dei sardi di Roma (il primo circolo dell’emigrazione isolana nel mondo) che partecipa all’organizzazione della manifestazione annuale a Roma;
- gli organizzatori della manifestazione "L’isola che c’è" hanno sempre, negli anni, rappresentato al meglio i valori di identità, talento, tenacia e spirito di appartenenza del popolo sardo, mettendo in comunicazione le comunità dei Sardi e rendendole orgogliose dei valori più alti del popolo di Sardegna;

rilevato che:
- la Regione autonoma della Sardegna ha interamente finanziato, attraverso il POR FSE 2014/2020 (determinazione n. 5527 del 16 dicembre 2016 del direttore del Servizio formazione dell’Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale) un progetto finalizzato alla formazione professionale di manager del settore turistico denominato "L’isola che c’è";
- lo scorso mese di agosto il centro di formazione affidatario di tale corso ha pubblicato il bando per l’iscrizione al percorso formativo, dandone ampia pubblicità attraverso la stampa locale;
- il corso di formazione in oggetto, denominato "L’isola che c’è", ha erroneamente ricondotto alla manifestazione annuale promossa e organizzata dalla Casa editrice e Agenzia di comunicazione GIA;

ritenuto che:
- la denominazione "L’isola che c’è", ideata, promossa e utilizzata oramai da 37 anni dalla Casa editrice e Agenzia di comunicazione cagliaritana GIA di Giorgio Ariu, a fronte di tanti sforzi e non pochi investimenti, è da ritenersi a tutti gli effetti appartenente alla "memoria collettiva" come rappresentazione dell’identità sociale del popolo Sardo, e quantomeno ne debba essere riconosciuta e salvaguardata la proprietà intellettuale; 
- la Regione autonoma della Sardegna abbia il dovere di considerare, apprezzare e rispettare tutte le attività sostenute da realtà private che da decenni investono e si impegnano, senza l’apporto di contributi pubblici, per promuovere l’identità e i valori della Sardegna nel mondo;
- l’Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale della Regione, che annovera tra i propri compiti anche quello della gestione dei rapporti con gli emigrati e con i circoli dei sardi nel mondo e, quindi, ne dovrebbe conoscere le attività e le iniziative promozionali, abbia il dovere di vigilare e verificare che nei propri atti diretti o finanziati, non vengano meno i principi di correttezza e salvaguardia verso marchi, simboli o denominazioni storicamente utilizzati e consolidati nell’immaginario collettivo;

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per conoscere:
1) se siano a conoscenza dei fatti e delle situazioni rappresentate, inerenti l’utilizzo della denominazione "L’isola che c’è" per un corso di formazione professionale;
2) se ritengano che sia compreso tra i compiti della Regione, quello di vigilare e verificare che nei propri atti diretti o finanziati, non vengano meno i principi di correttezza e salvaguardia verso marchi, simboli o denominazioni storicamente utilizzati e consolidati nell’immaginario collettivo;
3) quali azioni intendano avviare al fine di far sì che venga riconosciuta, alla Casa editrice e Agenzia di comunicazione cagliaritana GIA di Giorgio Ariu, l’esclusiva titolarità della denominazione "L’isola che c’è", che da 37 edizioni identifica un evento che ha come obiettivo quello di valorizzare e aprire il mondo dei sardi alle realtà internazionali e promuovere cultura ed eccellenze della Sardegna.

Cagliari, 6 settembre 2018