CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1627/A

CONGIU - CHERCHI Augusto - DESINI - MANCA Pier Mario - UNALI, con richiesta di risposta scritta, sulle criticità delle procedura di selezione pubblica per il conferimento di incarichi di funzioni dirigenziali per la copertura di sei posizioni presso l'Amministrazione regionale, da inquadrare con contratto di diritto privato, articolo 29, comma 4 bis della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31.

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I sottoscritti,

premesso che:
- il 12 settembre 2018 è scaduto il termine per la presentazione delle domande di partecipazione all'"Avviso di selezione pubblica per il conferimento di incarichi di funzioni dirigenziali per la copertura di n. 6 posizioni presso l'Amministrazione regionale, da inquadrare con contratto di diritto privato a tempo determinato, ex art. 29, comma 4 bis, della L.R. n. 31 del 13 novembre 1998", pubblicato lo scorso 3 settembre 2018;
- il suddetto avviso è stato approvato con la determinazione n. 25392/1297 del 3 settembre 2018, che si richiama alla legge regionale n. 31 del 1998, e successive modificazioni ed integrazioni, concernente la "Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione", ed in particolare all'articolo 29 (Dirigenti esterni), che prevede al comma 4 bis, introdotto dall'articolo 3 della legge regionale 18 giugno 2018, n. 21, la possibilità di conferire incarichi dirigenziali con contratto di diritto privato a tempo determinato ai sensi dell'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche - Testo Unico sul pubblico impiego), nei limiti dell'8 per cento delle dotazioni organiche dirigenziali del sistema Regione;
- la legge regionale n. 31 del 1998 all'articolo 29, comma 4 bis, prevede testualmente quanto segue: "Nelle amministrazioni del sistema Regione, per lo svolgimento delle funzioni di cui agli articoli 25 e 26 [vale a dire direzione di Servizio e coordinamento delle Unità di progetto] possono essere conferiti, con procedure selettive a evidenza pubblica, nei limiti dell'8 per cento delle dotazioni organiche dirigenziali del sistema Regione e secondo le rispettive procedure di nomina, incarichi dirigenziali con contratto di diritto privato a tempo determinato, ai sensi dell'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), la cui durata è determinata nell'avviso entro i limiti di cui all'articolo 28, comma 7";
- nella relazione della Giunta regionale al disegno di legge n. 507/A, presentato il 4 maggio 2018 e poi divenuto legge regionale n. 21 del 2018, si legge che lo scopo di tale disposizione consiste nel "dare risposta urgente alle esigenze espresse nelle deliberazioni della Giunta regionale n. 64/10 del 2 dicembre 2016 e n. 20/7 del 20 aprile 2018, riguardo alla necessità di introdurre nell'ordinamento regionale strumenti adeguati per il reclutamento di personale di qualifica dirigenziale per le amministrazioni del sistema Regione" e che con la norma si è inteso recepire l'istituto disciplinato dall'articolo 19, comma 6, del testo unico sul pubblico impiego, anche alla luce della sentenza del TAR Sardegna n. 65 del 2017, che ha sancito l'applicabilità della disposizione statale sia alle regioni a statuto ordinario che alle regioni ad autonomia speciale purché una legge regionale preveda espressamente - fra i diversi modi di provvista per la copertura delle vacanze disponibili - anche quello del conferimento a soggetti esterni alla platea dei dipendenti regionali in possesso della qualifica dirigenziale;
- la Giunta regionale, nella deliberazione n. 16/18 del 28 marzo 2017 aveva evidenziato, a tal proposito, "l'esigenza di individuare uno strumento che consentisse di assicurare a regime e nel più breve tempo possibile, la continuità dell'azione amministrativa delle strutture prive di dirigenti garantendo, al contempo, la flessibilità necessaria per assicurare l'efficacia dell'azione amministrativa anche valorizzando il ricorso a professionalità e competenze esterne al sistema Regione" e aveva ritenuto di poter soddisfare siffatta esigenza attraverso "l'utilizzo di due diversi istituti:
1) il conferimento di incarichi dirigenziali per lo svolgimento delle funzioni di cui agli articoli 25 e 26 della legge n. 31 del 1998, mediante contratto di diritto privato a tempo determinato ai sensi dell'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001;
2) nelle more dell'esperimento delle procedure concorsuali, il conferimento di incarichi dirigenziali biennali per lo svolgimento delle funzioni di cui agli articoli 25 e 26, mediante l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 28, commi 4 bis e seguenti, della legge regionale n. 31 del 1998;
- l'articolo 28, comma 4 bis e seguenti della legge regionale n. 31 del 1998, prevede che la Giunta regionale, fino all'espletamento dei concorsi pubblici per l'accesso alla dirigenza e nei limiti del 10 per cento delle posizioni dirigenziali del sistema Regione, possa autorizzare l'attribuzione temporanea delle funzioni di direzione di Servizio a dipendenti in possesso dei requisiti per l'accesso alla qualifica dirigenziale, ma soltanto per soddisfare inderogabili esigenze legate:
a) alla salvaguardia della salute e della incolumità delle persone;
b) all'approvvigionamento e alla distribuzione di beni e servizi di prima necessità, nonché alla gestione e alla manutenzione dei relativi impianti;
c) alla sicurezza dei luoghi;
- gli incarichi di cui all'articolo 28, comma 4 bis, sono attribuiti previo espletamento di apposita procedura selettiva per titoli e colloquio e hanno durata massima di ventiquattro mesi; al dipendente spetta per la durata dell'incarico il trattamento accessorio del personale con qualifica dirigenziale, ma l'esercizio delle funzioni attribuite ai sensi del comma 4 bis non costituisce titolo valutabile ai fini dell'accesso alla carriera dirigenziale;

premesso, inoltre, che:
- l'articolo 19, comma 6, del testo unico sul pubblico impiego prevede che gli incarichi dirigenziali possano essere conferiti a tempo determinato "fornendone esplicita motivazione, a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale, non rinvenibile nei ruoli dell'Amministrazione", che, alternativamente:
a) abbiano svolto attività in organismi ed enti pubblici o privati ovvero aziende pubbliche o private con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali;
b) abbiano conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e postuniversitaria, da pubblicazioni scientifiche e da concrete esperienze di lavoro maturate per almeno un quinquennio, anche presso amministrazioni statali, ivi comprese quelle che conferiscono gli incarichi, in posizioni funzionali previste per l'accesso alla dirigenza;
c) provengano dai settori della ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato;
- l'avviso in questione prevede una selezione pubblica, per titoli e colloquio, per il conferimento di incarichi di funzioni dirigenziali per la copertura di sei posizioni, da inquadrare con contratto a tempo determinato della durata di tre anni, presso la Direzione generale dell'organizzazione e del personale, la Direzione generale della Protezione Civile, la Direzione generale della Presidenza, la Direzione generale della Centrale regionale di committenza (CRC) e la Direzione generale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale;
- l'avviso destina la selezione "a soggetti di particolare e comprovata qualificazione professionale con competenze ed esperienze nelle materie e attività dei Servizi, declinate nei (...) decreti di riorganizzazione delle Direzioni generali" sopra citate "e, in particolare, tenuto conto delle indicazioni degli Assessorati e della Presidenza, con approfondita conoscenza" di alcune tematiche elencate nell'avviso stesso;
- l'articolo 3 dell'avviso richiama pedissequamente i requisiti di ammissione previsti alternativamente dall'articolo 19, comma 6, del testo unico sul pubblico impiego;
- l'articolo 5, in merito alla valutazione dei titoli, attribuisce, di fatto, un peso rilevante alle esperienze professionali maturate presso l'Amministrazione regionale e in particolare ben 0,75 punti per anno, fino a un massimo di 6 punti, per esperienze di coordinamento maturate presso l'Amministrazione regionale in posizioni funzionali previste per l'accesso alla dirigenza;
- quanto al colloquio, per il quale è prevista l'attribuzione di un punteggio massimo di 35 punti, l'articolo 6 prevede che sia diretto ad accertare il possesso delle competenze professionali e delle esperienze lavorative maturate, nonché le conoscenze sull'organizzazione fondamentale della Regione e le attitudini personali;

considerato che:
- la dichiarata finalità perseguita con la presentazione del disegno di legge n. 507/A consisteva nel superare le criticità che avevano condotto alla pronuncia del TAR Sardegna n. 65 del 2017, che aveva annullato la deliberazione della Giunta regionale n. 64/10 del 2 dicembre 2016 ("Incarichi di funzioni dirigenziali. Attuazione dell'art. 19, commi 6 e 6 ter, del D.Lgs. n. 165/2001") sul presupposto che la legge regionale n. 31 del 1998 non prevedesse espressamente per le direzioni dei Servizi la possibilità di conferimento di incarichi esterni, dato che faceva testuale riferimento soltanto al personale dirigente del sistema Regione, o, eccezionalmente, nei limiti e sulla base dei presupposti individuati dal sopra richiamato articolo 28, comma 4 bis e seguenti, a dipendenti regionali in possesso dei requisiti per l'accesso alla qualifica regionale;
- di conseguenza, la legge regionale n. 21 del 2018 ha introdotto espressamente all'articolo 29 della legge regionale n. 31 del 1998 la possibilità di conferire, anche per le direzioni di servizio, incarichi dirigenziali esterni ai sensi dell'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001, e cioè, "fornendone esplicita motivazione", a persone "di particolare e comprovata qualificazione professionale non rinvenibile nei ruoli dell'Amministrazione", con ciò aggiungendo una modalità di conferimento dell'incarico di direttore di servizio a quelle già previste dalla legge regionale n. 31 del 1998 (vale a dire dirigenti interni al sistema Regione o, nei casi eccezionali elencati dall'articolo 28, comma 4 bis e seguenti, a funzionari regionali);
- il più volte citato articolo 19, comma 6, del testo unico sul pubblico impiego presuppone il preliminare accertamento dell'inesistenza nei ruoli dell'Amministrazione del particolare profilo professionale richiesto per l'affidamento dell'incarico di direttore di servizio;
- la formulazione dell'avviso pare, invece, disattendere i presupposti del ricorso alla fattispecie di cui all'articolo 19, comma 6, dato che, per quanto a conoscenza degli scriventi, non risulta essere stata effettuata, preliminarmente alla pubblicazione dell'avviso stesso, una ricognizione dell'esistenza, all'interno di professionalità adeguate all'ambito di competenza dei servizi da dirigere e la suddetta determinazione di approvazione dell'avviso non fornisce alcuna motivazione riguardo alla decisione di ricorrere all'incarico esterno per servizi con un ambito materiale di competenza tale, peraltro, da non richiedere certamente un dirigente super specializzato;

rilevato che:
- l'avviso richiama "gli atti di indirizzo dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione dell'8 e 9 agosto e del 3 settembre 2018, nei quali indica la necessità di dare immediata copertura, mediante la procedura di cui al citato art. 29, comma 4 bis, della L.R. 31/1998, a complessive sei figure dirigenziali presso le seguenti strutture: Direzione generale della protezione civile, una posizione per il "Servizio programmazione, affari giuridici e finanziari, comunicazione e formazione"; Direzione generale dell'organizzazione e del personale, una posizione per il "Servizio organizzazione, riforma, valutazione, formazione e sistema informativo del personale"; Direzione generale della Presidenza, una posizione per il "Servizio registro generale del volontariato e organizzazione delle elezioni"; Direzione generale della centrale regionale di committenza (CRC), una posizione per il "Servizio infrastrutture"; Direzione generale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, due posizioni: una per il "Servizio politiche attive" e l'altra per il "Servizio di supporto all'Autorità di gestione del POR FSE";
- tuttavia, non è dato conoscere il contenuto dei suddetti atti di indirizzo, per cui non sono note le ragioni che hanno reso necessario il ricorso all'articolo 29, comma 4 bis, per l'affidamento di siffatti incarichi dirigenziali;

considerato, inoltre, che:
- la lettura dell'avviso pone degli interrogativi riguardo all'interpretazione del comma 4 bis dell'articolo 29 della legge regionale n. 31 del 1998 in rapporto all'articolo 28, commi 4 bis e seguenti, della medesima legge;
- infatti, l'avviso valorizza in modo particolare, ai fini dell'assegnazione degli incarichi dirigenziali ex articolo 29, comma 4 bis, l'esperienza professionale maturata dai funzionari regionali, aggirando, in tal modo, sostanzialmente i limiti posti dall'articolo 28 all'attribuzione temporanea delle funzioni di direzione di Servizio a funzionari (senza, comunque, che l'esercizio di tali funzioni costituisca, poi, titolo valutabile ai fini dell'accesso alla carriera dirigenziale), dato che consente a funzionari regionali di stipulare un vero e proprio contratto da dirigente in assenza di esigenze impellenti e inderogabili quali quelle elencate dai commi 4 bis e ss. dell'articolo 28 e per una durata superiore a 24 mesi;
- in aggiunta, l'avviso appare irragionevolmente selettivo anche nella cerchia dei funzionari regionali, se si considera il notevole peso attribuito alle "esperienze di coordinamento" maturate presso l'Amministrazione regionale, che pochi funzionari possono vantare, "aggravato", per così dire, dal fatto che si richiede, nell'ambito delle materie e attività di competenza dei servizi quali declinate nei decreti di riorganizzazione delle direzioni generali interessate, che i candidati abbiano "approfondita conoscenza" di alcune tematiche arbitrariamente scelte ed elencate nell'avviso stesso;
- comunque, se la finalità dichiarata nell'avviso consiste nel garantire l'affidamento della direzione dei sei servizi a soggetti di "particolare e comprovata qualificazione professionale", in conformità a quanto prescritto dal legislatore statale e regionale, non si comprendono le ragioni che hanno condotto a richiedere per il "Servizio politiche attive" la conoscenza da parte dei candidati di tematiche di carattere generale e indeterminato, a fronte, invece, delle tematiche superspecialistiche indicate per i restanti servizi,

chiedono di interrogare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per sapere:
1) quali motivazioni abbiano determinato la decisione di affidare i sopra elencati incarichi dirigenziali ai sensi dell'articolo 29, comma 4 bis, della legge regionale n. 31 del 1998;
2) se sia stata effettuata la preliminare ricognizione dell'esistenza, all'interno dell'Amministrazione, di professionalità adeguate all'ambito di competenza dei servizi da dirigere;
3) quali motivazioni abbiano determinato la scelta delle tematiche dettagliate nell'avviso, nell'ambito delle materie e attività di competenza dei Servizi da affidare, delle quali si richiede ai candidati l'"approfondita conoscenza"';
4) quali motivazioni siano alla base dei singoli criteri e pesi indicati nell'avviso per la valutazione dei titoli dei candidati;
5) quale rapporto si configuri, alla luce dell'avviso, tra la fattispecie prevista dal comma 4 bis dell'articolo 29 della legge regionale n. 31 del 1998 e quella, soggetta a limiti stringenti, di cui all'articolo 28, commi 4 bis e seguenti, della medesima legge rispetto alla possibilità offerta ai funzionari regionali di esercitare funzioni dirigenziali;
6) se non ritenga l'avviso irragionevolmente selettivo in considerazione del notevole peso attribuito, ai fini della selezione, alle "esperienze di coordinamento" maturate dai funzionari presso l'Amministrazione regionale e della richiesta, nell'ambito delle materie e attività di competenza dei Servizi, che i candidati abbiano "approfondita conoscenza" di alcune tematiche arbitrariamente scelte ed elencate nell'avviso stesso.

Cagliari, 21 settembre 2018