CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1647/A

MORICONI - SOLINAS - COMANDINI - CACCIOTTO - COLLU - DERIU - PISCEDDA - LOTTO - MELONI Valerio - TRUZZU - RANDAZZO - TOCCO - DESINI - ZEDDA Alessandra - COSSA - MANCA Pier Mario - FASOLINO - GAIA - PERU - ZANCHETTA - AGUS - SATTA, con richiesta di risposta scritta, sull'affidamento e la gestione degli appalti dei servizi lava-nolo presso la ASSL di Sassari da parte di ATS Sardegna.

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I sottoscritti,

premesso che:
- al fine di procedere all'affidamento del servizio di lava-nolo e sterilizzazione per la ASL n. 1 di Sassari e per l'Ospedale SS. Annunziata dell'AOU di Sassari, nel mese di settembre del 2015, l'Azienda sanitaria locale sassarese aveva indetto una procedura ristretta al termine della quale, in data 10 agosto 2016, con deliberazione del direttore generale n. 797, aggiudicava entrambi i lotti al consorzio sardo COLIS, mentre seconda in graduatoria risultava la Hospital Service;
- alla seduta pubblica per l'apertura delle buste contenenti le offerte economiche, la segreteria del seggio di gara, invece che la Hospital Service, incomprensibilmente invitava una società che, pur avendo depositato la domanda di partecipazione, non aveva poi presentato la relativa offerta, tanto che il fatto irrituale e illegittimo ha costituito motivo di ricorso da parte della stessa Hospital Service;
- il direttore generale dell'ASL n. 1 di Sassari, con delibera n. 39 del 18 novembre 2016, estendeva il servizio oggetto dell'appalto assegnato alla COLIS anche ai presidi di San Giovanni Battista di Ploaghe e al Carcere circondariale di Alghero;
- all'inizio del 2018, a seguito del ricorso depositato da Hospital Service presso il TAR, proseguito in grado d'appello presso il Consiglio di Stato, in virtù proprio delle irregolarità derivanti dall'estensione del summenzionato invito a società non idonea, veniva annullata l'intera procedura di gara, ma non il contratto stipulato, in forma privatistica, tra la ASL e il consorzio COLIS;
- successivamente, l'ATS Sardegna, con delibera della direzione generale, anziché far proseguire sino al nuovo affido l'azienda COLIS vincitrice della gara (che peraltro esegue il servizio senza contestazioni dal 1° dicembre 2016), ha stabilito, alla fine del mese di giugno 2018 di affidare, con una non ben giustificata "estrema urgenza", il servizio lava-nolo dell'ASSL di Sassari all'azienda Hospital Service attraverso l'estensione del contratto in essere con gli Ospedali di Olbia, per i quali la stessa svolge le lavorazioni nel proprio stabilimento di Chieti;

evidenziato che il consorzio COLIS, costituito esclusivamente da aziende sarde e strutturato con stabilimenti aventi sede nell'isola, ha presentato un ricorso al TAR avverso la predetta decisione dell'ATS e il TAR, a seguito di tale iniziativa, ha disposto la sospensione della summenzionata delibera dell'ATS, fissando per il prossimo dicembre 2018 l'esame del merito;

considerato che la decisione del TAR andava incidentalmente verso la tutela del posto di lavoro per 25 operatori sardi del consorzio COLIS, e che in un primo momento la stessa ATS aveva formalmente invitato il consorzio a proseguire il servizio almeno fino all'aggiudicazione della gara unica regionale, prevista per il prossimo dicembre 2018, come logica conseguenza del provvedimento adottato dal medesimo Tribunale;

atteso che la direzione generale dell'ATS, su proposta del responsabile del Servizio acquisti, nonostante la summenzionata decisione del TAR e la richiesta della stessa direzione generale di prosecuzione del servizio inviata appena 5 cinque giorni prima al consorzio COLIS ha, invece, reiterato la vecchia delibera di affido del servizio alla Hospital Service, penalizzando oltremodo il consorzio COLIS e, di fatto, mettendo a rischio la possibilità del mantenimento dei relativi livelli occupazionali a favore dei lavoratori sardi impegnati;

considerato che l'ATS ha inoltrato ricorso in appello avverso la decisione del TAR;

vista l'ordinanza n. 4759/2018 con cui il Consiglio di Stato ha respinto l'appello proposto da ATS, lasciando sostanzialmente impregiudicati gli effetti dell'ordinanza cautelare con la quale il TAR Sardegna aveva sospeso la summenzionata deliberazione del direttore generale dell'ATS, pur disponendone il riesame;

considerato che, all'esito di tale riesame è stata adottata la nuova deliberazione n. 986 dell'11 agosto 2018 con la quale l'ATS, inopinatamente confermando il contenuto della propria precedente delibera pur sospesa dal TAR, ha deciso di dare seguito al "cambio d'appalto al mese di ottobre" in favore di Hospital Service.

considerato, altresì, che tale deliberazione è stata impugnata con ricorso n. 551/2018 con istanza cautelare che, tuttavia, è stata rigettata dal TAR con ordinanza n. 297/2018, per mancanza dei presupposti della tutela cautelare anche in ragione dell'imminente decisione della causa nel merito (dicembre 2018);

sottolineato che il succitato provvedimento della direzione generale dell'ATS, adottato in presenza dell'ordinanza di sospensione del TAR, appare quanto meno imprudente, considerate altre precedenti decisioni dello stesso tenore, oltre a produrre una sorta di penalizzazione nei confronti delle imprese e delle maestranze sarde e una serie di gravi ricadute per il tessuto produttivo regionale;

valutato che diversi studi (tra tutti quello dell'Università di Cagliari, Dipartimento di Scienze mediche e sanità pubblica) hanno dimostrato che le condizioni e le tempistiche di trasporto della biancheria sporca di provenienza ospedaliera "possono giocare un ruolo di fondamentale importanza [...] dei livelli di contaminazione [...] e dunque anche sull'esito dell'efficacia del processo di lavaggio";

atteso che anche il capitolato della ASL di Sassari prevedeva una tempistica massima di 24 ore tra il ritiro notturno della biancheria sporca potenzialmente infetta e il processo di disinfezione e lavaggio: "I Presidi Ospedalieri dovranno essere liberati dai dispositivi utilizzati (sporchi) tra le ore 20.00 e le ore 6.00 e processata presso lo stabilimento di lavanderia - per motivi igienici - entro 24 ore dal ritiro (inclusi i festivi)", e che tale previsione non è rispettata nel servizio che si vorrebbe adottare (e - fatto quantomeno singolare - non è nemmeno accennata nel capitolato d'appalto della gara unica regionale, come se fosse del tutto ininfluente per la sicurezza dei cittadini sardi il livello di proliferazione della carica batterica della biancheria sporca degli ospedali!);

considerato che nella gara regionale unica per i servizi di lava-nolo e sterilizzazione non sono nemmeno presi in considerazione né le tempistiche né le condizioni di trasporto della biancheria sporca (per contenere la contaminazione e garantire l'efficacia dei processi di lavaggio, si veda punto precedente), e nemmeno un minimo di apprezzamento ai servizi che riducano in modo sensibile l'inquinamento derivante dai trasporti (il cosiddetto Km zero);

sottolineato ancora che le decisioni assunte dall'ATS in merito alla vicenda richiamata, e ad altre simili, appare in stridente contraddizione, se non proprio in aperto conflitto, con le reiterate affermazioni di principio dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale e dello stesso Presidente della Regione che, in più occasioni pubbliche e istituzionali, si sono espressi per la ferma volontà di difendere strenuamente i livelli occupazionali della nostra Isola già toccata da una crisi occupazionale epocale, sempre nel rispetto del quadro normativo vigente,

chiedono di interrogare il Presidente e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere se:
1) siano a conoscenza delle ragioni che hanno indotto l'ATS ad assumere una linea di comportamento che appare in tutta evidenza penalizzante per imprese e lavoratori/trici sardi, contraria alle linee di indirizzo emanate dalla Giunta regionale in materia e se, nel rispetto delle norme vigenti, non ritengano opportuno intervenire con fermezza e urgenza per adottare le necessarie e conseguenti decisioni a tutela delle lavoratrici e lavoratori sardi del settore annullando le delibere assunte dall'ATS;
2) anche al fine di evitare ripercussioni, a danno dell'utenza del servizio sanitario sardo, sulle procedure della gara unica regionale dello stesso servizio di lava-nolo, non ritengano di dover approfondire le ragioni che hanno indotto la direzione generale di ATS, su proposta del Responsabile del Servizio Acquisti, a forzare oltremodo il percorso amministrativo di affidamento di cui in oggetto, in contrapposizione alle disposizioni del TAR e del Consiglio di Stato;
3) a garanzia della qualità del servizio e dell'utenza sarda cui esso si rivolge, siano a conoscenza della totale assenza, nel capitolato della gara unica regionale, di prescrizioni che impongano il rispetto di tempistiche stringenti che evitino l'incremento del livello di contaminazione della biancheria potenzialmente infetta proveniente dai reparti e dalle sale operatorie degli ospedali sardi, allo scopo di tutelare la salute dei cittadini della Sardegna.

Cagliari, 17 ottobre 2018