CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1650/A

PIZZUTO - COCCO Daniele Secondo - LAI - ZEDDA Paolo Flavio, con richiesta di risposta scritta, su ulteriori chiarimenti in merito alla realizzazione di un insediamento turistico ricettivo denominato "Progetto di riqualificazione urbanistica, edilizia e ambientale ai sensi dell'articolo 16 della legge n. 179 del 1992 e della legge regionale n. 16 del 1994" nel comune di Oristano, borgata di Torregrande, proposto dalla Società IVI Petrolifera Spa, già oggetto della precedente interrogazione n. 1093/A del 3 maggio 2017.

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I sottoscritti,

rilevato che:
- in data 3 maggio 2017 gli scriventi hanno presentato al Presidente della Regione l'interrogazione n. 1093/A relativamente al progetto in epigrafe;
- soltanto in data 1° febbraio 2018 (nota PEC prot. 413/GAB), l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica rispondeva al Presidente della Regione comunicando "l'impossibilità di fornire una memoria illustrativa in quanto l'argomento" non risultava "di competenza" del proprio assessorato;
- in data 6 febbraio 2018 (nota PEC prot. 0000875) il Presidente della Regione trasmetteva agli scriventi la nota succitata rimarcando la "non competenza in materia";

premesso che:
- nonostante come di consuetudine siano tollerabili dei ritardi nei riscontri rispetto ai tempi prescritti dal vigente regolamento del Consiglio regionale (15 giorni - art. 107), e quello dell'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica che si direbbe frutto di approfondite riflessioni e che hanno comportato tempi di risposta di una normale gravidanza (9 mesi) per produrre un poco convincente responso oracolare costituito da ben due righe chiarificatrici, non convince assolutamente gli interroganti;
- il parto, frutto di tante meditazioni, ha avuto luogo, non casualmente, in un periodo che ha visto tutti i partiti fortemente impegnati nella campagna elettorale delle elezioni politiche di quest'anno, forse confidando nella poca attenzione nel controllo delle e-mails in arrivo;
- quanto richiesto nella interrogazione in oggetto, e anche per quanto ampiamente esposto nelle relative premesse (richiamate al punto 3 dei quesiti) non è mai stata fatta menzione soltanto alle questioni urbanistiche;
- sono state, ad esempio, completamente ignorate le richieste relative allo stato delle bonifiche in corso seppure nel frattempo oggetto di sopralluogo da parte dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente in data 7 giugno 2017 (notizia data dalla stampa locale - "La nuova Sardegna" dell'8 giugno 2017, col titolo "Torregrande, via i veleni dell'ex Sipsa");
- a giustificazione di quanto detto, per quanto dichiarato alla stampa nell'aprile dell'anno in corso (Unione sarda del 6 aprile 2018) dal responsabile del progetto IVI Petrolifera il "disinquinamento" era "arrivato al 95 per cento ma il traguardo non è ancora vicino" e soprattutto (a detta della responsabile delle comunicazioni Alessandra De Valle, certo stretta parente del "patron" Oreste De Valle proprietario sia della ex Sipsa che della IVI) si era di fronte a una "situazione di inquinamento che risale ad oltre 50 anni" e "non sai mai quali sorprese trovi là sotto" (nota a latere: chi ha inquinato è ora chi disinquina);
- a tale proposito vale la pena rammentare che già nel "Piano regolatore di gestione dei rifiuti" (All. 4) predisposto dalla Regione nel lontano 2003, per il sito di insistenza dell'allora "Sipsa ecologica" venivano stabiliti come "interventi da attuare" il "monitoraggio della falda ed eventuale decontaminazione dei terreni delle falde";
- nel mese di settembre 2016 il dipartimento di Oristano dell'ARPAS nelle sue "osservazioni" al "Procedimento di scoping, art. 2, All. A, DGR n. 34/33 VIA." rilevava che la bonifica dei suoli era ancora in corso, sottolineando che, per quanto riguardala le acque di falda, era in atto la messa in sicurezza di emergenza (MISE) "in attesa dell'avvio del progetto di bonifica" e che la "tempistica di avvio dei lavori" doveva essere condizionato "alla conclusione dell'iter di bonifica a seguito della certificazione della avvenuta bonifica di suolo e di falda";
- presso il Servizio valutazioni ambientali (SVA) della Regione è stato successivamente presentato il progetto per lo svolgimento del procedimento di impatto ambientale (VIA) e, come anche ha fatto presente il Gruppo di intervento giuridico nelle proprie osservazioni del 10 settembre 2018, gli elaborati progettuali sono di difficilissima reperibilità nel portale della Regione (consulta la pagina);
- diversi elaborati allegati al progetto non sono scaricabili;
- in tale portale non risultano indicati: la data di avvio del procedimento, la pubblicazione, i termini per la consultazione, le sedi per la pubblica consultazione, la presentazione al pubblico con tutte le conseguenze relative alla legittimità del procedimento medesimo;

tenuto conto delle premesse e delle rilevazioni di cui sopra oltreché di quanto esposto nell'interrogazione n. 1093/A del 3 maggio 2017, 

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e la Giunta regionale:
1) per sapere se, come accennato nella precedente interrogazione, non ritengano almeno poco corretto, se non quasi illegittimo, il fatto che tutte le scelte dell'Amministrazione comunale di Oristano e del locale CBO, fondamentali per l'avvio del progetto IVI Petroli di Torregrande siano commissariali, quasi a voler precludere e impedire l'avvio di qualunque dibattito politico in merito, in particolare soprattutto se si tiene conto della recente sentenza del TAR Lazio (LT, Sez. I, 24 agosto 2018, n. 457) secondo cui il commissario straordinario deve limitarsi alla "gestione ordinaria" del territorio, in quanto a lui "non possono competere le scelte politiche dell'ente, le quali sono invece pertinenti agli organi ordinari d'indirizzo dell'ente locale (dovendo limitarsi il commissario facente funzioni, appunto, alla gestione amministrativa per il corretto funzionamento della macchina burocratica, agli atti necessari e al ripristino della legittimità dell'azione amministrativa attraverso l'autotutela)"; in particolare:
a) deliberazione del Commissario straordinario del Comune di Oristano n. 21 del 5 ottobre 2001 e n. 29 del 27 marzo 2002 relative all'approvazione del Programma integrato SIPSA successivamente sottoposto a procedura d'intesa (art. 15 NTA del PPR), per effetto della quale vengono dati in concessione venticinquennale all'allora SIPSA "senza l'obbligo di pagamento di canone" 15.87.87 ettari;
b) deliberazioni commissariali del Consorzio di bonifica dell'Oristanese (CBO) n. 93 del 14 novembre 2011 e successivamente n. 17 del 28 gennaio 2013 a seguito delle quali vengono stipulate le relative convenzioni per la concessione alla NI Petrolifera di ha 63.38.45+9.20.72 (totale ha 72.59.17);
c) deliberazione del commissario straordinario del Comune di Oristano n. 096 del 24 maggio 2012, (avente per oggetto il "Piano integrato di riqualificazione urbanistica, edilizia e ambientale Area ex Sipsa loc. Brabau - Variante- Concessione area comunale"), adottata a pochi giorni dalla scadenza elettorale del 10 giugno 2012, che approvava la variante al progetto e in esecuzione della quale si pone in atto l'intendimento di incrementare ulteriormente la superficie in concessione alla IVI Petrolifera, ma soprattutto si delibera la variante (n. 1) al succitato "Piano integrato" che ipotizza la "realizzazione di un campo da golf a 18 buche da ubicarsi nelle aree circostanti l'insediamento...." e perciò, di fatto, si destina l'intera pineta ad uso privatistico,  in esplicito contrasto con quanto stabilito dalla sentenza TAR Lazio succitata;
d) convenzione del 21 giugno 2012 che in esecuzione della deliberazione n. 96/2012 vengono concessi in affitto ulteriori ha. 6.49.57;
si noti per inciso che tutto ciò ha comportato che la attuale superficie a disposizione della IVI Petrolifera Spa (ivi compresi i terreni di proprietà) è pari ad ettari 111.23.25 (ha 72.59.17 + 25.19.08+13.45.00 come risulta dalla deliberazione di C.C. n. 109 del 3 ottobre 2013);

2) di venire dettagliatamente e puntualmente informati in relazione all'intervento di bonifica in corso relativamente sia allo stato di avanzamento dei lavori che dei risultati volta per volta raggiunti;
3) di essere parimenti informati sullo stato di sicurezza delle acque (MISE);
4) poiché gli scriventi non sono assolutamente soddisfatti della risposta data dall'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica alla precedente interrogazione no 1093/A (cfr. nota del 1° febbraio 2018 prot. 413/GAB) ritengono necessario far proprie le osservazioni presentate dal Gruppo di intervento giuridico il 10 settembre 2018 alla direzione dello SVA (e di cui si allega copia alla presente) chiedono che venga data esauriente risposta giacché già in fase di scoping il Servizio valutazioni ambientali (SVA) stesso chiedeva esplicitamente "l'elaborazione" di una "relazione redatta ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 dicembre 2005 in cui sia argomentata la compatibilità con il PPR";
5) di verificare se le modalità di presentazione e le procedure di attivazione dello svolgimento di valutazione di impatto ambientale del progetto definitivo presentato allo SVA della Regione in data di prot. 18 luglio 2018, di cui al precedente punto h) e di cui al portale istituzionale della Regione  (consulta la pagina) siano da ritenersi legittime tenendo anche nel debito conto che non tutti gli elaborati progettuali siano scaricabili, oltre al fatto che, come risulta dal portale stesso, siano stati prodotti elaborati integrativi in data 20 agosto 2018 determinando lo slittamento dei termini per la presentazione delle eventuali osservazioni;
6) se l'analisi costi-benefici allegata al progetto definitivo (che pare essere frutto di una sommaria e generica analisi e ed elaborazione) possa ritenersi attendibile ai fini di quanto richiesto dallo SVA in sede di scoping soprattutto per quanto riguarda la valutazione congiunta sia degli "aspetti prettamente economico-finanziari" che "i riflessi di carattere ambientale" oltreché l'utilizzo di una "metodologia rigorosa" tesa ad evidenziare le "ricadute economico-sociali" anche attraverso l'analisi delle possibili alternative alla scelta proposta;
7) se il progetto definitivo agli atti, per quanto è stato possibile esaminare poiché come già detto alcuni elaborati non sono scaricabili alla data odierna, possa essere ritenuto tale, da un lato, per quanto precisato dallo SVA stesso in fase di scoping che rimarcava manchevolezze richiedendo "precisione nella rappresentazione nel senso di fornire elaborati grafici coerenti" poiché poco "chiari nelle rappresentazioni grafiche" e, dall'altro, conforme, sempre secondo le richieste SVA, alle prescrizioni del decreto legislativo n. 128 del 2010 che sollecita gli elaborati "predisposti in conformità all'articolo 93 del decreto n. 163 del 2006 nel caso di opere pubbliche" (e quindi anche al DPR 5 ottobre 2010 che chiarisce puntualmente il loro livello di definizione), mentre negli altri casi viene prescritto "almeno un livello informativo e di dettaglio equivalente";
8) che i tempi di risposta non siano quelli dell'interrogazione precedente ma quelli indicati nel Regolamento del Consiglio Regionale in vigore.

Cagliari, 24 ottobre 2018