CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1655/A

ORRÙ - TRUZZU - LAMPIS - RUBIU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata erogazione degli indennizzi ai pescatori di Porto Torres per il fermo biologico annualità 2016, 2017 e 2018.

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I sottoscritti,

premesso che,
- uno degli obiettivi che si propone l'Unione europea è quello di proteggere le risorse marine del mar Mediterraneo garantendo al contempo uno sfruttamento a fini economici che sia improntato alla razionalità ed alla sostenibilità dell'intero ecosistema marino;
- attraverso il Regolamento (CEE) n. 2847/93, successivamente modificato dal regolamento (CE) n. 1967/2006, il Consiglio europeo, ha immesso nell'ordinamento giuridico comunitario, un comune regime di controllo della politica della pesca marittima messa in pratica dai paesi membri e paesi terzi nelle acque del mare Mediterraneo;
- una delle misure di conservazione delle aree marine, previste dai regolamenti UE, è quella dell'arresto temporaneo delle attività di pesca per consentire alle specie marine un periodo di riposo biologico;
- l'Unione europea, al fine di poter garantire il sostentamento economico degli operatori marittimi, durante l'interruzione temporanea della cattura in mare, pone in essere una serie di interventi di sostegno a gravare sul PO FEAMP 2014/2020, il Programma operativo per gli affari marittimi e la pesca;
- a livello nazionale, il settore produttivo della pesca marittima è disciplinato dalla legge 14 luglio 1965, n. 963 e regolamentato dal decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 1968 n. 1639, il quale, all'articolo 98 (Zone di tutela biologica), ne vieta o limita nel tempo l'esercizio della stessa con qualsiasi mezzo di cattura al fine di evitare pratiche di sfruttamento intensivo in aree di riproduzione ed accrescimento del novellame;
- il divieto di pesca temporaneo ed obbligatorio viene annualmente emanato attraverso un decreto ministeriale, la cui decorrenza temporale, in Sardegna, è disposta con decreto dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale;

rilevato che:
- per le annualità 2016, 2017 e 2018, il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, ha decretato l'interruzione temporanea obbligatoria delle attività di pesca con l'utilizzo di reti a strascico, a divergenti, sfogliare rapidi e reti gemelle a divergenti, nelle aree del bacino mediterraneo, comprese quelle della Sardegna, per un periodo di trenta giorni consecutivi;
- nei decreti di interruzione temporanea obbligatoria, di cui sopra, il Ministero, ha disposto l'autorizzazione, alle regioni interessate, compresa la Sardegna, a deliberare discrezionalmente ulteriori periodi di arresto temporaneo delle operazioni di cattura a mare, qualora le stesse regioni ravvisino particolari esigenze di tipo biologico nelle aree marine di propria competenza. In tal caso, eventuali aiuti alle imprese di pesca gravano esclusivamente su fondi regionali;
- l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, per l'anno 2016 (decreto n. 1786/DecA/40 del 2 agosto 2016) e per l'anno 2017 (decreto n. 2128/DecA/46 del 3 agosto 2017), ha discrezionalmente disposto, per ulteriori otto settimane dalla fine del fermo biologico ministeriale, il divieto di pesca nella giornata settimanale del venerdì;

considerato che:
- i periodi di fermo biologico, imposti dai decreti ministeriali e quelli aggiunti dai decreti assessoriali della Regione, non consentono agli operatori del mare di poter realizzare alcun introito, con le immaginabili conseguenze che tutto ciò comporta sui bilanci economici familiari, per ragioni indipendenti dalla loro volontà;
- alle difficoltà causate dalle imposizioni ministeriali e regionali, per gli operatori della pesca, si aggiungono quelle dovute a condizioni meteo particolarmente avverse che non permettono l'uscita a mare dei pescherecci nelle giornate in cui la pesca è consentita e che, al verificarsi di detti eventi, i marittimi sono del tutto indifesi anche a causa di norme restrittive che non permettono loro di compensare, le giornate perse, con uscite a mare nei tre giorni di fermo obbligatorio del restante fine settimana;

accertato che, gli operatori del mare, hanno diligentemente rispettato i divieti imposti dalla legge ed hanno formulato, nei tempi previsti dalla normativa nazionale, le richieste di erogazione dei benefici di cui al Programma operativo nazionale pesca - fondo FEAMP 2014/2020 - Arresto temporaneo delle attività di pesca (Art. 33 del Reg. (UE) n. 508/2014), e che altrettanto diligentemente hanno utilizzato la modulistica di cui all'Allegato 2 del decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali 6 ottobre 2017, corredata del visto della Capitaneria di Porto;

accertato, altresì, che, a tutt'oggi, non risultano erogate somme a titolo di indennità per i fermi biologici imposti dal Ministero per gli anni 2016, 2017 e 2018, come non risulta erogato l'eventuale beneficio previsto per il fermo biologico imposto discrezionalmente ed in aggiunta a quello ministeriale dalla Regione, a cui sola spetta il pagamento, nelle giornate di venerdì;

rilevato che, gli operatori marittimi di Porto Torres, tra i più colpiti dalle imposizioni statali e regionali, in questi giorni lamentano i gravi ritardi nei pagamenti delle indennità di cui sopra per le annualità 2016, 2017 e 2018, oltre all'assenza assoluta della Regione a difesa del lavoro di oltre trenta capofamiglia imbarcati nei pescherecci colpiti dai provvedimenti di fermo in porto;

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per :
1) chiarire i motivi del perdurare della mancata erogazione, agli operatori marittimi di Porto Torres, delle somme, dovute agli stessi a titolo di indennizzo per l'arresto temporaneo obbligatorio delle attività di pesca a strascico per le annualità 2016, 2017 e 2018;
2) conoscere se esista la volontà politica della Regione di provvedere al rimborso dei mancati introiti nei periodi di arresto temporaneo delle operazioni di cattura a mare, imposti discrezionalmente dalla Regione, somme che il decreto ministeriale 6 ottobre 2017, pone a carico esclusivo del bilancio regionale;
3) esortarli affinché gli stessi si facciano latori presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali delle problematiche del settore pesca legate l'arresto temporaneo obbligatorio, adoperandosi per migliorare gli indennizzi e ridurre gli adempimenti e le rigidità insite nei divieti.

Cagliari, 25 ottobre 2018