CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1657/A

MELONI Valerio - PISCEDDA - SOLINAS  - DERIU - LOTTO - MORICONI - CACCIOTTO - PINNA - TENDAS - COCCO Pietro - SABATINI, con richiesta di risposta scritta, sulle problematiche e gli interventi necessari sulla diga sul Rio Mannu di Pattada a Monte Lerno.

***************

I sottoscritti,

premesso che la diga sul Rio Mannu, edificata tra il 1971 e il 1980 ai piedi del massiccio montuoso del Monte Lerno presso il Comune di Pattada, il cui collaudo è avvenuto in data 1° agosto 2002, gestita dapprima dal Consorzio di bonifica del nord Sardegna e, successivamente all'entrata in vigore della legge regionale n. 19 del 2006, dal 1° gennaio 2008 dall'Ente acque della Sardegna (ENAS), fornisce l'acqua per gli usi civici della popolazione dell'Unione dei comuni del Logudoro e per alimentare la rete idrica del Consorzio di bonifica per la Piana di Chilivani;

premesso, altresì, che la diga, la cui quota di coronamento di 564,50 metri sul livello del mare, prevede una capacità effettiva di 72 milioni di metri cubi d'acqua, tra la fine dell'anno 2004 e l'inizio dell'anno 2005, in corrispondenza di un repentino aumento d'invaso, ha evidenziato, oltreché consistenti aumenti dei valori delle perdite e delle sottopressioni, una modifica sostanziale del comportamento dello sbarramento che potrebbe essere essenzialmente legata ad una insufficienza del sistema di dreno ascendente e ad una limitata funzionalità dello schermo e delle cuciture;

preso atto che, nel mese di novembre 2011, a seguito di un'analisi di stabilità della diga redatta dall'ENAS, l'Ufficio tecnico per le dighe di Cagliari pose una prima limitazione del livello d'invaso a quota 555,00 metri sul livello del mare, per poi, in ragione di successive verifiche statiche dell'ente gestore, nel luglio 2013 lo stesso ufficio ha ritenuto di modificare in via cautelativa la quota a cui esercire l'invaso a 550,00 metri sul livello del mare in condizioni di esercizio normale (con una capacità d'invaso autorizzata di 34,20 milioni di metri cubi) e 555,00 metri sul livello del mare (con una capacità d'invaso di 55,00 milioni di metri cubi) in occasione di eventi di piena;

evidenziato che, nella stessa occasione, è stata prescritta l'esecuzione di una serie di studi e di indagini funzionali ad accertare eventuali difetti del sistema di tenuta della diga con l'obiettivo, una volta completate queste attività e sulla base delle stesse, di poter operare una rivalutazione delle quote di sicurezza;

considerato che, nel mese di settembre 2014, l'ENAS, sulla base delle precitate prescrizioni, ha stipulato una convenzione di consulenza per le attività di studio ed indagine con un professionista di chiara fama dell'Università di Roma Tre, il quale, ha successivamente trasmesso uno specifico programma di indagini fisiche e geotecniche che, nell'ottobre del 2015, sono state finanziate dall'Assessorato dei lavori pubblici per una spesa complessiva di 1.600.000 euro nell'ambito della realizzazione di 34 progetti di manutenzione straordinaria ed efficientemente delle opere del Sistema idrico multisettoriale della Sardegna per le quali sono stati stanziati 29 milioni di euro;

evidenziato, altresì, che l'ENAS, con nota del 15 febbraio 2017, in risposta all'ennesima richiesta di informazioni presentata dal Consorzio di bonifica del nord Sardegna sulle attività poste in essere per superare le limitazioni sull'invaso di Monte Lerno, nel confermare l'inderogabilità della limitazione d'invaso a quota 550,00 metri sul livello del mare ordinata nel 2013 dall'UTD di Cagliari, ha comunicato che era già stata individuata l'impresa che dovrà effettuare le indagini propedeutiche alla individuazione degli interventi necessari di consolidamento strutturale della diga;

ricordato che, nel mese di febbraio 2017, a seguito delle abbondanti piogge verificatesi nel Logudoro, l'ENAS ha provveduto a svuotare la diga fino al limite dei 34,20 milioni di metri cubi (limite ordinario) con la conseguenza che, a seguito della grave siccità estiva che in quell'anno ha colpito quel territorio, gli agricoltori della Piana di Chilivani hanno dovuto subire le terribili conseguenze della grave crisi idrica subendo notevoli danni;

tenuto conto che le costanti richieste avanzate dagli organi di rappresentanza del Consorzio di bonifica del nord Sardegna, dell'Unione dei comuni del Logudoro e delle associazioni di categoria per sollecitare il completamento dei lavori necessari per portare la diga alla capienza per la quale è stata progettata o, perlomeno, nel frattempo, ad una soglia intermedia tra gli attuali 34,20 e i 72 milioni di metri cubi, ritenuta sufficiente per assicurare almeno due anni di tranquillità sia per gli usi civici sia per l'irrigazione della piana, sono allo stato attuale rimaste inascoltate, nonostante l'Assessorato regionale dei lavori pubblici abbia già stanziato circa sette milioni di euro da utilizzare per i necessari interventi di messa in sicurezza statica dello sbarramento;

constatato che, alla data odierna, non sono state ancora completate le indagini geognostiche volte a determinare i parametri geotecnici propedeutici alla individuazione degli interventi di consolidamento strutturale della diga;

osservato, inoltre, che il Consorzio di bonifica del nord Sardegna ha completato in meno di un anno la progettazione, l'appalto e l'esecuzione dei lavori di ripristino della rete di adduzione per ovviare alle ingenti perdite che avevano eroso in maniera significativa le scorte dello scorso anno,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere:
1) se sia a conoscenza dei motivi per cui, a tutt'oggi, non siano ancora stati completati i lavori appaltati dall'ENAS relativi alle indagini geognostiche volte a determinare i parametri geotecnici propedeutici alla individuazione degli interventi necessari per portare la diga alla capienza per la quale è stata progettata;
2) se lo stanziamento disposto dall'Assessorato regionale dei lavori pubblici sia sufficiente a finanziare gli interi lavori previsti;
3) se non sia opportuno intervenire nei confronti dell'ENAS al fine di assicurare una celerità nella esecuzione dei lavori che permettano almeno l'ampliamento dell'attuale capienza d'invaso autorizzata dall'Ufficio tecnico per le dighe di Cagliari ai fine di scongiurare ulteriori dispersioni delle riserve idriche necessarie per gli usi civici della popolazione dell'Unione dei comuni del Logudoro e per alimentare la rete idrica del Consorzio di bonifica per la Piana di Chilivani.

Cagliari, 26 ottobre 2018