CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1664/A

TEDDE - ZEDDA Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di valutazione da parte dell'Agenzia regionale del Distretto idrografico della Sardegna delle osservazioni sullo Studio di compatibilità idrogeologica del Comune di Alghero della "variante al Piano regolatore generale inerente al Programma di conservazione e valorizzazione dei beni paesaggistici della bonifica" formulate dal Comitato zonale Nurra in relazione all'analisi del bacino del canale di Urune.

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I sottoscritti,

premesso che, con nota del 26 luglio 2018, il Comitato zonale Nurra, per il tramite di uno studio legale anticipava all'ADIS l'invio prossimo di alcune importanti osservazioni sullo Studio di compatibilità idrogeologica del Comune di Alghero della "variante al Piano regolatore generale inerente al Programma di conservazione e valorizzazione dei beni paesaggistici della bonifica", nell'ambito dell'attività istruttoria svolta dalla suddetta Agenzia, propedeutica all'approvazione della proposta di variante da parte del Comitato istituzionale dell'Autorità di bacino;

premesso, altresì, che in tale nota il Comitato zonale Nurra faceva rilevare che nello studio, fra l'altro, sono stati sovradimensionati diversi parametri del calcolo che vanno dalla determinazione delle portate di piena, alla simulazione del moto di deflusso che ha comportato una falsificazione dei risultati reali di rischio dell'area;

sottolineato che, con nota del 17 settembre 2018, l'ADIS rispondeva che ai sensi dell'articolo 8, comma 2, delle norme di attuazione del PAI "la Direzione scrivente ha come unico interlocutore per gli studi di compatibilità il Comune di Alghero, quale Ente territorialmente competente." e che tali norme "non prevedono la possibilità di osservazioni da parte dei cittadini interessati.";

osservato, pertanto, che l'ADIS in questa fase con una interpretazione letterale della norma ha eccepito la mancanza di legittimazione da parte dei cittadini interessati alla partecipazione al procedimento istruttorio della proposta di variante, in quanto ciò non sarebbe consentito dalle norme di attuazione del PAI;

osservato, altresì, che da una interpretazione sistematica emerge che l'articolo 1 della legge n. 241 del 1990 prevede che le pubbliche amministrazioni debbono uniformarsi "ai criteri di economicità, di efficacia, di pubblicità e di trasparenza, secondo le modalità previste dalla presente legge e dalle altre disposizioni che disciplinano singoli procedimenti, nonché dai principi dell'ordinamento comunitario";

sottolineato che l'ADIS, quale struttura logistico-funzionale dell'Autorità di bacino della Regione, è anch'essa una pubblica amministrazione ed in quanto tale soggiace alle norme contenute nella legge n. 241 del 1990;

evidenziato, in particolare, che l'articolo 6 della legge n. 241 del 1990 dispone che il responsabile del procedimento: "a) valuta, ai fini istruttori, le condizioni di ammissibilità, i requisiti di legittimazione ed i presupposti che siano rilevanti per l'emanazione di provvedimento; b) accerta d'ufficio i fatti, disponendo il compimento degli atti all'uopo necessari e adotta ogni misura per l'adeguato e sollecito svolgimento dell'istruttoria. In particolare, può chiedere il rilascio di dichiarazioni e la rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete e può esperire accertamenti tecnici ed ispezioni ed ordinare esibizioni documentali; "

atteso che in assenza di un responsabile del procedimento tali funzioni sono ex lege attribuite al responsabile del servizio, che anche d'ufficio deve valutare le osservazioni proposte, da considerarsi alla stregua degli "atti" di cui all'articolo 6, lettera b), della norma citata;

atteso, altresì, che l'articolo 8, comma 2, delle NA del PAI è una norma regolamentare secondaria, che deve soggiacere alla fonte primaria costituita dalla legge n. 241 del 1990, salvo che non intenda ampliare le garanzie dei cittadini disciplinate dalla norma statale che costituisce esercizio di potestà legislativa esclusiva di cui all'articolo 117, comma 2, lettera g), della Costituzione ;

rilevato che, pertanto, a prescindere dall'espressa previsione della facoltà di presentare osservazioni da parte dei soggetti interessati, incombe sull'ADIS il dovere derivante dall'applicazione della legge n. 241 del 1990 di valutare d'ufficio i fatti ed ogni elemento comunque acquisito ed inerente il procedimento di approvazione dello studio, al fine di valutare la compatibilità dello stesso con il PAI, con le sue varianti e norme di attuazione,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:
1) se il Presidente della Regione, nella sua veste di Presidente del Comitato istituzionale dell'Autorità di bacino, abbia contezza del contenuto delle osservazioni dalle quali emergono numerosi vizi e macroscopici errori che imporrebbero già in questa fase un'approfondita valutazione;
2) se non si ritenga opportuno, ai fini sopra meglio precisati, sospendere ogni determinazione del Comitato dell'Autorità di bacino e rimettere il procedimento all'ADIS affinché, in applicazione dei principi sanciti dalla legge n. 241 del 1990, l'Agenzia valuti già in questa fase le osservazioni formulate dal Comitato zonale Nurra sullo Studio di compatibilità idrogeologica del Comune di Alghero della "variante al Piano regolatore generale inerente al Programma di conservazione e valorizzazione dei beni paesaggistici della bonifica".

Cagliari, 5 novembre 2018