CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1697/A

LANCIONI, con richiesta di risposta scritta, sulla costituzione della società Sardegna DMO ex articolo 7 della legge regionale n. 16 del 2017 - Violazione decreto legislativo n. 75 del 2016 (Testo unico sulle società a partecipazione pubblica) - Disciplina europea in materia di aiuti di Stato, concorrenza e mercato - Criticità sostenibilità economico-finanziaria della costituenda società.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- con legge regionale n. 16 del 2017 (Norme in materia di turismo), la Regione ha ridisegnato il modello di governance del Sistema turistico locale regionale prevedendo, all'articolo 7, la costituzione di una società denominata "Destinazione Sardegna DMO", a cui possono partecipare soggetti pubblici e privati nel rispetto della normativa statale e regionale vigente in materia, e precisamente:
"1. La Giunta regionale individua modalità e strumenti affinché le politiche di promozione e commercializzazione siano attuate attraverso la costituzione di una "Sardegna destination management organization" in seguito denominata "Destinazione Sardegna DMO", in forma di società a cui possono partecipare soggetti pubblici e privati nel rispetto della normativa statale e regionale vigente in materia".
2. Destinazione Sardegna DMO attiva forme di collaborazione con la pluralità di soggetti pubblici e privati che sviluppano attività di marketing territoriale.
3. Per le finalità di cui al comma 2 possono essere favorite forme di partenariati locali e riconosciuti DMO locali intesi come network pubblico/privati capaci, in stretto raccordo con lo strumento attuativo regionale, di aumentare la competitività di aree di interesse turistico attraverso azioni di marketing territoriale.
4. In attuazione del Piano strategico regionale del turismo di cui all'articolo 5, Destinazione Sardegna DMO propone all'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio un proprio piano attuativo (destination management plan) entro il 30 aprile dell'anno antecedente a quello di riferimento.
5. Destinazione Sardegna DMO può svolgere funzioni delegate dall'Assessorato regionale competente in materia di turismo concernenti attività di analisi, ricerca di mercato e statistica per orientare gli indirizzi e le politiche di settore.";
- in data 13 marzo 2018, l'Assessorato regionale del turismo, artigianato e commercio ha conferito incarico, con affidamento diretto, al dott. Enrico Rinaldi, avente ad oggetto "Costituzione Sardegna DMO", per l'importo di euro 38.000;
- in data 16 marzo 2018, l'Assessorato regionale del turismo, artigianato e commercio, ha conferito incarico, sempre con affidamento diretto, a "Ftourism & marketing "di Josep Ejarque, avente ad oggetto "supporto alla RAS nella fase di riordino legislativo e definizione del nuovo quadro di governance del sistema turistico locale: istituzione del piano strategico turismo Regione Sardegna governance e destination management organization - Sardegna DMO", per l'importo di euro 39.500;
- la con deliberazione n. 41/48 dell'8 agosto 2018 e la successiva n. 46/37 del 18 settembre 2018, "Approvazione definitiva", la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio, ha avviato la procedura di costituzione della società Sardegna DMO, precisando: "È bene premettere che la ratio del testo unico in materia di turismo è quella di definire una nuova governance all'interno della quale alla DMO è affidata l'attuazione di tutta la politica di promozione e promo-commercializzazione, nonché la gestione della governance territoriale anche attivando forme di collaborazione con gli attori locali. (...) dovranno essere affidate da parte dell'Assessorato del turismo tutte le attività istituzionali tipiche relative alla promozione turistica della destinazione Sardegna e quelle relative alla riconoscibilità del brand Sardegna e al miglioramento della "destination reputation". Inoltre... potranno essere affidate alla DMO alcune azioni proprie dell'Osservatorio regionale del turismo, tra cui attività di analisi e valutazione dei flussi turistici al fine di orientare in maniera dinamica le scelte politiche in materia di domanda e offerta turistica";
- a tale proposito, nonostante il capitale sociale della nuova società sia contenuto in euro 500.000, occorre tenere presente che la misura degli affidamenti da parte dei soci pubblici si stima nell'ordine di 22 milioni di euro annui;
- l'attività dovrà consistere sostanzialmente nella predisposizione ed attuazione del piano operativo del piano strategico regionale del turismo; dal punto di vista del marketing la DMO dovrà gestire e coordinare l'immagine turistica della destinazione e le azioni di promozione e di marketing territoriale; dovrà inoltre essere di supporto agli organi politici e pertanto dovrà farsi parte attiva nella ricerca e analisi dei flussi informativi. Essa dovrà inoltre rafforzare il sistema di offerta integrata e di gestione unitaria delle attrattive e dei servizi della destinazione, curando la sostenibilità della destinazione e supportando operativamente gli operatori del settore turistico della Sardegna, attraverso azioni di marketing, comunicazione e promo-commercializzazione di prodotti e servizi propri" che con l'articolo 4 della citata legge regionale n. 16 del 2017, la Regione, ha altresì istituito la "Conferenza permanente del turismo", disciplinando tempi, modalità, soggetti coinvolti e compiti della stessa; in particolare ai comma 3 sono identificati, con precisione, i soggetti pubblici e privati da coinvolgere, per legge: "assessorati regionali interessati, in particolare l'Assessorato degli enti locali, finanze e urbanistica, dei trasporti, dell'agricoltura riforma agro-pastorale, della difesa dell'ambiente e della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, l'ANCI, una rappresentanza degli enti locali nominata dal Consiglio delle autonomie locali, le camere di commercio, l'unione delle proloco, le associazioni di categoria interessate, i consorzi turistici, le associazioni di promozione sociale, i sindacati, le associazioni delle persone con disabilità, le università e gli eventuali altri soggetti portatori di interessi coinvolti". Infine, al comma 4, la legge, prescrive che "La Conferenza permanente del turismo esprime, con un documento finale, le proprie proposte in merito alla predisposizione, all'aggiornamento e all'attuazione del Piano strategico regionale del turismo di cui all'articolo 5.";
- in merito all'individuazione dei soci privati, la legge regionale n. 16/2017, come integrata dalla legge regionale n. 23 del 2018, prescrive la partecipazione alla DMO di "soggetti pubblici e privati, al fine di integrare azioni capaci di superare i deficit infrastrutturali derivanti dall'insularità, creare offerte coordinate e incrementare i flussi turistici"; i soci privati, dovranno essere individuati, ai sensi di legge, a seguito di procedura di evidenza pubblica, che possano arricchire la società dell'importante apporto in termini di marketing e conoscenza ed esperienza della destinazione, fondamentale per il perseguimento degli obiettivi comuni;
- con la citata deliberazione la Giunta ha stabilito i seguenti criteri di ammissibilità per i "soci privati":
1) forma di società di capitali con partecipazione pubblica, i cui soci pubblici abbiano il territorio dell'isola come riferimento delle propria attività istituzionali;
2) capitale sociale non inferiore a 5 milioni di euro;
3) svolgano: a. attività di gestione delle infrastrutture capaci di superare i deficit derivanti dall'insularità; b. attività di predisposizione di offerte coordinate;
- in data 31 ottobre 2018, a firma del direttore del Servizio promozione dell'Assessorato regionale del turismo, artigianato e commercio, nonché responsabile del procedimento, dott. Pierpaolo Pisu, è stato pubblicato un avviso pubblico "Selezione soci privati di minoranza della costituenda società consortile in house a responsabilità limitata "SARDEGNA DMO", fissando il termine per la partecipazione entro i 15 giorni successivi;

visto il decreto legislativo n.175 del 2016 (Testo unico sulle società a partecipazione pubblica), in at-tuazione della delega di cui al combinato disposto degli articoli 16 e 18 della legge n. 124 del 2015 (cosiddetta "Legge Madia"), modificato dal decreto legislativo n. 100 del 2017 e adottato in attuazione dell'articolo 16, comma 7, della citata legge n. 124 del 2015, prevede, all'articolo 14, comma 6 (Crisi di impresa di società a partecipazione pubblica) che "Nei cinque anni successivi alla dichiarazione di fallimento di una società a controllo pubblico, le Amministrazioni pubbliche non possono costituire nuove società, qualora le stesse gestiscano gli stessi servizi di que¬la dichiarata fallita";

chiede di interrogare il Presidente della Regione sui seguenti argomenti:
1) Violazione del decreto legislativo n .175 del 2016 ": si chiede al Presidente di chiarire, se la Giunta regionale e il responsabile del procedimento, siano consapevoli che la deliberazione e l'avvio della procedura per la costituzione della società Sardegna DMO, è stata assunta in violazione del disposto normativo di cui all'articolo 14, comma 6, del decreto legislativo n. 175 del 2016, che vieta alle amministrazioni pubbliche controllanti, di costituire nei cinque anni successivi alla dichiarazione di fallimento, nuove società aventi le medesime funzioni della società partecipata dichiarata fallita. Recita, infatti, l'articolo 14, comma 6: "Nei cinque anni successivi alla dichiarazione di fallimento di una società a controllo pubblico, le Amministrazioni pubbliche non possono costituire nuove società, qualora le stesse gestiscano gli stessi servizi di quella dichiarata fallita". È evidente, infatti, che avendo il socio unico Regione autonoma della Sardegna richiesto, nell'anno 2015, il fallimento "in proprio "di una società interamente partecipata dalla stessa Regione, che esercitava e alla quale erano state delegate le medesime funzioni che oggi la Giunta intende delegare alla costituenda Sardegna DMO a procedere con la costituzione di quest'ultima costituirebbe violazione di legge, con le conseguenze immaginabili.
Pertanto, l'imminente costituzione della società Sardegna DMO è in palese violazione di legge, ancor di più, in quanto il fallimento è stato dichiarato, su espressa richiesta dello stesso socio unico Regione. Infatti, dovrebbe essere ben noto al Presidente Pigliaru che il socio Regione da lui stesso rappresentata, nel mese di gennaio 2015 ha chiesto il fallimento "in proprio "della Società a totale partecipazione regionale, con sede proprio presso gli uffici della Presidenza della Giunta regionale, in viale Trento 69, denominata "Sistema turistico locale regionale Sardegna Spa", costituita ai sensi di legge, per svolgere le stesse funzioni e compiti, che la Regione Sardegna intende delegare alla costituenda DMO Sardegna.
Si chiede, anche, di sapere come mai la Giunta regionale abbia avviato la costituzione della nuova società, con non usuale tempestività e sostenendo ingenti costi per consulenze professionali esterne, senza rilevare ed eventualmente rimuovere tale grave violazione. Infatti, non risulta che a tutt'oggi, la Regione abbia posto in essere alcuna attività, al fine di rimuovere la causa ostativa, per esempio il concordato fallimentare.
Tenuto conto delle funzioni strategiche e delle ingenti risorse che la Giunta regionale intende trasferire alla costituenda società Sardegna DMO, circa trenta milioni di euro l'anno, si chiede al Presidente di chiarire se la Giunta regionale abbia valutato che dalla costituzione della società Sardegna DMO, potrebbero, con altissima probabilità, scaturire gravosi contenziosi sia di natura contabile, che civile e penale, con danni immaginabili per la Regione.
A tale proposito, nell'espletamento del proprio mandato, il sottoscritto ha depositato apposita istanza di accesso agli atti, ai sensi dell'articolo 105 del Regolamento interno del Consiglio regionale.
2) Possibile violazione della disciplina europea in materia di concorrenza e mercato, nonché in materia di aiuti di Stato. L'avviso pubblico per la selezione dei soci cosiddetti "privati", a firma del responsabile del procedimento, nonché Direttore del servizio promozione dell'Assessorato regionale del turismo, artigianato e commercio, desta non poche perplessità, in quanto, parrebbe in contrasto con la disciplina europea in materia di concorrenza e mercato, nonché in materia di aiuti di Stato alle imprese. Infatti, leggendo l'avviso e i criteri di selezione in esso riportati, sorge il legittimo dubbio se i criteri di partecipazione ivi stabiliti, previsti nella deliberazione della Giunta regionale n. 41/48 su citata, siano conformi alla normativa europea e nazionale, sia in merito all'obbligo che i soggetti cosiddetti "privati "siano partecipati da enti pubblici, sia in relazione al fatto che i suddetti criteri sembrerebbero individuare precisi soggetti operanti sul territorio regionale, in violazione della disciplina in materia di mercato e concorrenza. C'è il rischio, infatti, che i requisiti richiesti nell'avviso pubblico, e lo stesso meccanismo di ripartizione del 12 per cento in quote del 4 per cento, possano coincidere esattamente con soggetti aventi precise caratteristiche. Se così fosse, oltre alle gravi violazioni della normativa nazionale ed europea, si configurerebbe anche una vera e propria anomalia, nel senso che questi soggetti, costituiti in forma di Spa, sono partecipati dagli stessi enti pubblici che rappresentano la parte pubblica! Cioè, i soci di minoranza cosiddetti "privati", sarebbero, in realtà, partecipati, in alcuni casi in maggioranza, dagli stessi soci pubblici della società Sardegna DMO! Se così fosse, oltre alle gravi violazioni di legge, si evidenzia che sarebbero esclusi dalla gestione di un settore strategico, tutti i veri attori locali, contrariamente, peraltro, allo spirito della legge regionale n. 16 del 2017 approvata dal Consiglio re¬gionale, che invece, li vuole protagonisti. Confido, sig. Presidente, che tale dubbio sia chiarito con estrema trasparenza.
3) Criticità sulla sostenibilità economico-finanziaria della costituenda società Sardegna DMO. Notevoli perplessità emergono anche in merito alla asserita sostenibilità economico-finanziaria della costituenda società Sardegna DMO. Infatti, da quanto si evince dai pochi documenti disponibili, nel business plan predisposto dall'Assessorato regionale del turismo, artigianato e commercio, i cosiddetti "ricavi "parrebbero essere costituiti pressoché esclusivamente dai trasferimenti di fondi POR, sul cui utilizzo, come evidenziato nel precedente punto, potrebbe scattare una procedura di infrazione, in caso di contestata violazione della disciplina in materia di aiuti di Stato. Così come forti criticità emergono in merito alla sostenibilità del finanziamento delle attività esternalizzabili da parte delle camere di commercio, preso atto di quanto dichiarato nello stesso business plan, nel quale si afferma che per il finanziamento di tali attività da attuare nell'intero ambito regionale, le camere di commercio attingeranno alle risorse "derivanti dall'incremento del diritto annuale autorizzato dal MISE con proprio decreto"; in realtà, il MISE ha autorizzato l'incremento del 20 per cento dei diritti solo per il periodo 2017-2019 e non è detto, anzi è molto probabile, che non autorizzerà tale aumento per i prossimi anni. Si chiede, pertanto, urgente chiarimento in merito, considerato che la sostenibilità economico-finanziaria della costituenda società Sardegna DMO, costituisce requisito essenziale di legge.
4) Adempimenti di cui all'articolo 5 del decreto legislativo n. 175 del 2016. Ai sensi dell'articolo 5 del decreto legislativo n. 175 del 2016, si chiede se gli atti di cui sopra siano conformi con le norme dei trattati europei e, in particolare, con la disciplina europea in materia di aiuti di Stato alle imprese e se l'atto deliberativo di costituzione della società sia stato trasmesso alla Corte dei conti e all'Autorità garante della concorrenza e del mercato.
5) Procedimento amministrativo attuazione dell'articolo 4 della legge regionale n. 16 del 2017 (Norme in materia di turismo). In merito alla "Conferenza permanente del turismo", prevista nel citato articolo 4 della legge regionale n. 16 del 2017, si ritiene, come ben precisato anche in numerosi recentissimi e qualificati articoli di stampa, che l'istituzione della stessa, dovesse rispettare un preciso iter amministrativo, con la redazione di atti formali. L'asserzione contenuta nella deliberazione della Giunta regionale n. 41/48 dell'8 agosto 2018 "la Conferenza permanente sul turismo è stata istituita a Milis il 18 maggio 2018", non risulta, allo stato, supportata da adeguato processo amministrativo formale, ai sensi di legge. Nella citata deliberazione, si legge, altresì, che il Piano strategico regionale "ha concluso il percorso partecipativo per la stesura della proposta nella riunione tenutasi a Cagliari il 23 luglio 2018". Non è dato, però, sapere chi lo abbia approvato, quali soggetti abbiano espresso il voto o il giudizio di approvazione, né sulla base di quale legittimazione i soggetti abbiano rappresentato gli enti menzionati nel comma 3 dell'articolo 4. Parrebbe, quindi, che a fronte di una previsione di legge puntuale e dettagliata, la Giunta regionale, abbia posto in essere un'attività "libera "come si trattasse di un'associazione bocciofila di quartiere e non della conferenza di un settore strategico per lo sviluppo economico e sociale della Sardegna. Pertanto, se non sono state attivate le azioni di formale "istituzione della Conferenza perma¬nente sul turismo "e di "approvazione dell'elaborato tecnico Piano strategico regionale sul turismo", si chiede su quali documenti si sia basata l'approvazione del Piano, nonché di avere copia del documento finale previsto dal comma 4 dell'articolo 4, completo dell'iter formale, come disciplinato dalla legge regionale. Si chiede, sul punto, quale sia il parere dell'ufficio legale della Regione, in quanto, come sottolineato anche nei citati articoli di stampa, in mancanza del rispetto di quanto previsto all'articolo 4, il Piano strategico sul turismo così elaborato, potrebbe presentare alcuni problemi, sotto il profilo della legittimità.

Cagliari, 29 novembre 2018