CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1703/A

GAIA, con richiesta di risposta scritta, sul gravissimo crollo del prezzo del latte ovino, prodotto di importanza primaria per la pastorizia sarda, e sui rischi per la sopravvivenza stessa dell'intero comparto ovicaprino, pilastro portante dell'economia regionale.

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Il sottoscritto,

preso atto della drammatica crisi che attraversa il mondo delle campagne e la pastorizia sarda, costretti a una strenua lotta alla sopravvivenza dagli ormai cronici problemi irrisolti e in particolare dal susseguirsi di periodiche perdite di valore del prezzo del latte ovino, prodotto di primaria importanza da cui dipende tutto il comparto agro pastorale che a sua volta rappresenta un pilastro portante dell'economia della Sardegna;

considerato che le misure previste nella risoluzione n. 20, (approvata dalla Commissione per l'agricoltura il 25 gennaio 2017, dopo settimane di confronto con tutte le parti sociali e successivamente approvata in Aula il 1° gennaio 2017) che impegnava la Giunta regionale a garantirne l'applicazione, se attuate in tempi congrui avrebbero potuto e dovuto segnare un momento di cambiamento e di svolta per il mondo agro pastorale;

constatato che contrariamente alle aspettative di miglioramento che la puntuale attuazione delle misure stabilite dalla Quinta Commissione, che si richiamano integralmente, avrebbe potuto garantire, la stagione agricola 2017/2018 è stata segnatamente e tristemente dominata dagli annosi storici problemi che stanno portando al tracollo del comparto ovicaprino, ancora una volta costretto a subire il crollo del prezzo del latte, pericolosamente prossimo al valore di 60 centesimi al litro (costo non di rado equivalente a quello dell'acqua imbottigliata, bene che notoriamente non comporta l'enorme lavoro, i sacrifici, la professionalità e i noti rischi connaturati al mestiere del pastore);

rimarcato che gli allevamenti sardi producono circa 350mila tonnellate di latte all'anno, destinate quasi integralmente alla produzione del formaggio Pecorino romano dop, prodotto che quindi determina il prezzo della materia prima, per cui più l'offerta di Pecorino romano è superiore alla domanda più si abbassa la sua quotazione sul mercato, trascinando con se quella del latte ovino;

rilevato che nella stagione 2018 tale produzione casearia è stata superiore rispetto a quanto programmato dal piano produttivo approvato dal Consorzio di tutela all'inizio dell'anno per circa 62mila quintali che, sommati a una residua eccedenza del 2017 di 40mila quintali, porta a una sovrapproduzione di Pecorino romano di oltre 100mila quintali, e, con una domanda in diminuzione costante per la prolungata e pesante congiuntura sfavorevole sulle esportazioni, prevalentemente verso gli Stati Uniti, l'offerta sovrabbondante e fuori controllo fa crollare i prezzi;

ribadito che scongiurare la produzione in eccedenza del Pecorino romano, diversificando ed adeguando la produzione alle modificate esigenze dei mercati, rappresenta uno dei principali obiettivi perseguiti dalle misure stabilite dalla Risoluzione n. 20 al fine di garantire la tenuta del prezzo del latte;

evidenziata la centralità del ruolo dell'Organismo interprofessionale latte ovino sardo (OILOS) nato nel dicembre 2016 con la finalità di intervenire concretamente sulle dinamiche del comparto lattiero-caseario ovino sardo per gestire il mercato e costruire percorsi di stabilità rispetto alle variazioni del prezzo del latte pagato ai pastori;

censurate le lungaggini procedimentali intercorse durante l'iter per l'attribuzione a OILOS delle prerogative previste dagli atti istitutivi, per cui a 2 anni dalla nascita l'Organismo non è ancora nella pienezza delle sue funzioni e per la conclusione del procedimento manca ancora il parere positivo del Ministro alle politiche agricole; 

stigmatizzata la mancata istituzione dell'Organismo pagatore regionale per i contributi comunitari, nonostante i precisi impegni ripetutamente assunti dall'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale anche in occasione delle diverse sedute del Consiglio regionale dedicate alla crisi del comparto ovicaprino e l'espressa indicazione contenuta nella risoluzione della Quinta Commissione "a concludere immediatamente le procedure finalizzate all'istituzione presso l'Agenzia ARGEA dell'Organismo pagatore regionale per gli aiuti comunitari in Sardegna",

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere, con la necessaria urgenza: 
1) perché a 2 anni dall'approvazione della risoluzione n. 20 in Quinta Commissione e poi in Consiglio regionale siano a tutt'oggi disattese e inattuate le urgenti misure in essa previste a seguito di un lungo e laborioso confronto con associazioni, rappresentanti e protagonisti del mondo agro pastorale e ritenute fondamentali "per contrastare la grave crisi che sta attraversando il settore lattiero caseario isolano";
2) cosa ne è stato degli impegni assunti dall'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale riguardo l'istituzione dell'Organismo pagatore regionale per i contributi comunitari, già realizzato e funzionante in numerose regioni, e troppe volte ingiustamente proclamato come traguardo di imminente raggiungimento anche in occasione di specifiche sue convocazioni in Consiglio regionale; 
3) perché le lungaggini determinate da una burocrazia imperante a tutti i livelli dell'amministrazione locale e statale, mai scalfita seppur sempre vituperata e individuata come impedimento allo sviluppo economico e sociale, continuino a paralizzare anche l'Organismo interprofessionale latte ovino sardo (OILOS) istituito nel dicembre 2016, ma in itinere già dal 2014, e salutato come importante conquista per il comparto lattiero caseario;
4) quali immediate e non più rinviabili iniziative intendano avviare per rimediare agli inammissibili ritardi nella realizzazione delle suddette misure riconosciute come necessarie e risolutive delle criticità che rischiano di decretare la scomparsa della pastorizia sarda con drammatici effetti sulla realtà economica e sociale della nostra Regione.

Cagliari, 5 dicembre 2018