CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1720/A

PERU - ZEDDA Alessandra - CHERCHI Oscar - COINU - FASOLINO - RANDAZZO - TEDDE -TOCCO - TUNIS, con richiesta di risposta scritta, sulla vertenza dei lavoratori della cooperativa Jolly di Ploaghe.

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I sottoscritti,

premesso che:
- nel 1992 è stata costituita a Ploaghe la Cooperativa sociale Jolly che da anni si occupa di assistenza ai disabili e agli anziani;
- la società eroga i servizi di mensa e pulizie all'intera struttura della Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe, le attività di assistenza legate al reparto "L'Ancora" (casa protetta sempre all'interno della struttura socio sanitaria suddetta) e alcune prestazioni connesse all'assistenza domiciliare ai soggetti svantaggiati;
- il personale che opera all'interno della cooperativa rappresenta uno dei punti di forza per le esigenze del territorio, con qualifiche professionali ottenute attraverso corsi regionali, attività di formazione e aggiornamento, ruoli di primo soccorso e prevenzione di incendi ad alto rischio;
- nel 2009, grazie all'incremento delle attività, la società accresce il proprio personale, passando da 17 dipendenti a 87 lavoratori (con il 99 per cento dell'organico composto da donne); si arriva ad un fatturato di circa due milioni di euro, un incremento esponenziale singolare per una cooperativa sociale;

evidenziato che:
- a partire dal 2009 la cooperativa viene inserita nel Piano locale unitario dei servizi (PLUS), ovvero lo strumento di programmazione sociale, sanitaria e socio sanitaria che coinvolge gli enti territoriali del distretto;
- il servizio integrato del Plus Anglona - Coros - Figulinas si rivela come un fardello per la società, che inizia ad usufruire dei servizi bancari (con fidi e anticipo) per far fronte ai ritardi nei pagamenti dei servizi; i ritardi nei pagamenti delle attività svolte a favore del Plus oscillano tra i 60 e 90 giorni (oltre i 90 previsti dal contratto), con difficoltà nel portare avanti i servizi e nel regolare pagamento degli stipendi;

considerato che:
- nel 2011 la cooperativa Jolly inizia la collaborazione con la Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe, in uno scenario rischioso e precario; una sinergia che negli intenti avrebbe dovuto portare vantaggi enormi per il territorio, superando anche gli intoppi derivanti dai ritardi del Plus;
- tra il 2011 e il 2013 sono stati affidati alla cooperativa servizi di mensa e pulizie all'interno dello stabile della Fondazione suddetta; le attività di pulizie sono state portate avanti sino all'anno in corso, quando i servizi sono stati assegnati ad altra società vincitrice dell'appalto;
- la cooperativa gestisce ancora il servizio di trasporto e pasti dei pazienti all'interno della succitata struttura;
- gli imprevisti sono aumentati dal 2016 con il transito della Fondazione da Istituto pubblico di assistenza e beneficenza (IPAB) a ente accorpato all'allora Asl di Sassari (ora ATS); un aspetto che si è tradotto in un mancato adeguamento contrattuale per i servizi resi;
- l'inadeguatezza dal punto di vista contrattuale ha portato ad aumentare i rapporti con le banche e, successivamente, a rateizzare le imposte (Inps, Iva in primo luogo);
- nel 2016 l'IPAB vantava un debito di circa 520 mila euro di quota capitale nei confronti della cooperativa Jolly;
- diversi anche i passivi maturati per i mancati pagamenti dei servizi del Comune di Ploaghe (ora proprietario della casa protetta "L'Ancora")

constatato che:
- la società ha promosso tutte le iniziative atte a recuperare i debiti, attraverso decreti ingiuntivi contro ATS e Comune di Ploaghe;
- la crisi ha travolto la cooperativa, con molti dipendenti (circa 40) che hanno preferito licenziarsi, perdendo così l'opportunità lavorativa e facendo perdere all'azienda le risorse umane formate negli anni anche con investimenti piuttosto elevati;
- altri operatori sono ancora in attesa di conoscere il proprio futuro, poiché la cooperativa Jolly dovrà sistematicamente rinunciare ai servizi svolti che non è più in grado di sostenere;

rilevato che:
- dal 2012 la società si trova con una media costante di crediti nei confronti degli enti pubblici che oscilla tra i 500 mila e gli 800 mila euro;
- il ricorso al credito delle banche ogni anno costa in media 50 mila euro di interessi passivi;
- il dover pagare gli stipendi in ritardo, anche dietro azioni legali dei dipendenti, porta ad interessi e spese legali (a volte pari o superiori allo stipendio stesso);
- la perdita di fatturato non garantisce futuro e non ripaga i sacrifici economici e lavorativi passati;
- è necessario garantire alla società i crediti maturati al fine di poter sanare i debiti nei confronti di tutti i lavoratori e gli ex lavoratori relativi a 10/11 mensilità 2018 e alcuni arretrati 2016,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e assistenza sociale per conoscere:
1) se siano a conoscenza delle problematiche sopracitate;
2) quali azioni si intendano intraprendere affinché vengano risolte le problematiche legate ai pagamenti dell'ATS nei tempi dovuti all'azienda affinché si ripaghino i danni economici, di immagine e di produzione futura causati ad un soggetto privato che per quasi 27 anni ha sostenuto territorio e enti pubblici e che avrebbe potuto garantire con professionalità e competenza oltre i servizi attivi, anche altri servizi utili e a volte indispensabili al nostro territorio, forti della conoscenza, della professionalità e della rete creata in questi anni di operato.

Cagliari, 19 dicembre 2018