CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1724/A

LAMPIS - TRUZZU - ORRÙ - RUBIU - LEDDA - DESSÌ - COSSA - MARRAS - ZEDDA Alessandra - TUNIS - FASOLINO - TOCCO - CHERCHI Oscar - PERU - DEDONI - LANCIONI, con richiesta di risposta scritta, sul pericolo di demansionamento che coinvolge otto avvocati cassazionisti in servizio presso la Direzione generale dell'Area legale della Regione autonoma della Sardegna.

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I sottoscritti,

premesso che:
- presso la Direzione generale dell'Area legale della Regione autonoma della Sardegna prestano servizio otto avvocati cassazionisti iscritti da oltre dieci anni nel registro speciale dei soggetti abilitati al patrocinio per gli enti pubblici annessi all'Albo degli avvocati di Cagliari;
- i predetti hanno sempre ottenuto il massimo punteggio nella scheda di valutazione e rendimento del proprio operato;
- il Presidente del TAR Sardegna, a partire dall'anno 2007 in poi, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, ha ripetutamente elogiato la qualità del lavoro dei predetti avvocati;
- nel corso degli anni i medesimi avvocati hanno acquisito elevata professionalità e specializzazione, in particolare partecipando (su ordine dell'Assessorato del personale che ha ritenuto "utile investire sulle risorse interne ... garantendo al contempo un contenimento dei costi e ciò "avendo prioritariamente riguardo all'interesse dell'Amministrazione regionale") e superando il corso-concorso nazionale per l'abilitazione alle giurisdizioni superiori diventando avvocati cassazionisti;

rilevato, inoltre, che:
- la Corte dei conti, Sezioni riunite per la Regione Sardegna (nella verifica del rendiconto generale della Regione autonoma della Sardegna per l'esercizio finanziario 2013), dopo aver esaminato l'organizzazione dell'avvocatura regionale ed evidenziato il vantaggio di un'avvocatura interna, non ha rilevato alcun profilo di illegittimità in relazione all'Ufficio legale, ma ha anzi invitato la Regione ad adeguare il trattamento economico dei predetti avvocati senza che l'Assessorato del personale si sia mai attivato al riguardo;
- in data 13 novembre 2018 la Corte di Appello di Cagliari ha condannato l'Amministrazione regionale, nell'occasione difesa dall'Avvocatura dello Stato, a corrispondere ai suddetti avvocati le differenze retributive maturate a partire dall'anno 2007 ad oggi, per un totale complessivo di circa due milioni di euro oltre al pagamento delle spese processuali;
- prima di avviare la causa, in corso di causa e pur dopo la sentenza i predetti avvocati hanno più volte sollecitato (anche per il tramite del segretario nazionale UNAEP - sindacato degli avvocati degli enti pubblici) la Direzione generale e l'Assessore del personale ad una definizione bonaria della vicenda senza mai essere stati neppure una sola volta ricevuti e/o sentiti al riguardo;

considerato poi che la legittimità dell'Ufficio legale della Regione:
- trova fondamento nella legislazione regionale e nella legge professionale forense;
- è stata acclarata dal Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Cagliari all'atto dell'iscrizione dei suddetti legali;
- è stata più volte ribadita dalla Direzione generale dell'Area legale;
- è stata confermata dalla Corte dei conti nel giudizio di verifica del rendiconto generale di cui sopra;
- è stata più volte evidenziata dal segretario nazionale UNAEP, sindacato degli avvocati pubblici;
- non è stata minimamente posta in discussione dalla Corte di Appello di Cagliari in occasione della sentenza che ha condannato la Regione a rifondere i suddetti avvocati;

atteso che:
- a partire dalla comunicazione della sentenza di cui sopra gli otto avvocati vincitori in giudizio sono stati immotivatamente estromessi dall'assegnazione di nuove procure alle liti, con la conseguente assegnazione delle difese in giudizio al solo direttore generale e ad altro avvocato non cassazionista;
- per effetto di tale condotta nell'ultimo mese l'Amministrazione è risultata contumace in alcune cause ovvero in altre solo formalmente costituita senza dispiegare difese effettive,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per conoscere:
1) per quale ragione mai alcun tentativo di risoluzione bonaria della vertenza sia stato avviato dall'Assessore e dal Direttore generale del personale;
2) per quale ragione a far data dalla sentenza di condanna il Presidente non rilasci più le procure ai suddetti otto avvocati, per la formazione e specializzazione dei quali aveva nel corso degli anni investito ingenti risorse dell'Amministrazione;
3) in quale misura il Presidente della Regione intenda dare seguito al disposto degli articoli 19 e 23 della legge professionale forense secondo cui rispettivamente "è fatta salva l'iscrizione nell'elenco speciale degli avvocati che esercitano attività legale per conto degli enti pubblici e, inoltre, che sono "fatti salvi i diritti acquisiti alla data di entrata in vigore della presente legge";
4) se il Presidente sia consapevole che il processo di demansionamento e/o pretesa riforma in corso di svolgimento in danno dei predetti avvocati ben potrebbe avere riflessi negativi per l'Amministrazione nanti il giudice del lavoro;
5) per quale ragione il Presidente, pur disponendo di un'avvocatura interna la cui legittimità è stata accertata dagli organismi di cui sopra, prosegua nel richiedere esosi pronunciamenti in merito all'Avvocatura dello Stato che pure è risultata gravemente soccombente nella causa intentata dai legali interni e dunque in palese posizione di conflitto di interessi;
6) per quale ragione il demansionamento e/o pretesa riforma in atto investa i soli avvocati vittoriosi in giudizio, mentre nessuna iniziativa di riforma è stata avviata nei confronti di tutti gli avvocati della Direzione generale dell'Area legale oltreché delle altre numerose avvocature del sistema Regione.

Cagliari, 21 dicembre 2018