CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1733/A

TUNIS, con richiesta di risposta scritta sullo stato di difficoltà in cui versa il comparto del latte ovino e dei suoi derivati e sulla "bozza Patto di filiera lattiero-casearia ovina per la campagna 2019" licenziata dall'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale il 3 gennaio 2019, prot. n. 25/2019.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- il prezzo del latte ovino in Sardegna è molto al di sotto del suo reale valore, in quanto le quotazioni internazionali dei formaggi duri DOP a livello internazionale permetterebbero di vendere il suo principale derivato, il pecorino romano DOP, ad una cifra pari o superiore a 7 euro/kg;
- il costo di produzione del latte ovino alla stalla è superiore ad 1 euro/litro e che per conseguire il suddetto valore occorre vendere il pecorino romano DOP e gli altri derivati ad un prezzo di 8 euro/kg;

rilevato che oggi la situazione è grave a causa dell'over stock di formaggi prodotti nelle annate 2017 e 2018 che ha creato una forte emorragia di liquidità nelle tesorerie delle industrie private e cooperative di trasformazione, al punto che il prezzo del latte ad oggi è grandemente al di sotto del suo reale valore di mercato;

constatato che le soluzioni poste in campo dalla Giunta regionale siano tardive e inefficaci, tali che il malcontento ed il giudizio negativo sul suo operato sia pressoché unanime da parte di tutti gli attori della filiera, giacché più di un'azienda sia pressoché al tracollo;

considerato che il documento in oggetto, minaccioso se non addirittura ricattatorio, oltre non risolvere il problema si debba considerare inattuabile per limiti dettati dal buon senso e dalle stesse normative statali e comunitarie;

ritenuto che, la Regione abbia già strumenti efficaci quali la legge regionale n. 15 del 2010 per contrastare le crisi cicliche del prezzo del latte ovino che hanno dimostrato di essere efficienti in altre crisi, anche più gravi di questa;

visto che a decidere sia un "tavolo ristretto" come recita la missiva assessoriale che esclude con colpa grave la gran parte degli attori coinvolti;

appreso che, qualora il documento non venisse sottoscritto, si prevede un esplicita minaccia di richiedere agli istituti di credito di non concedere prestiti alle imprese in disaccordo o più semplicemente impossibilitate ad onorarlo, determinando la messa in stato di crisi che per disciplina comunitaria decreterebbe una morte certa di aziende storiche della Sardegna,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere se:
1) siano a conoscenza che il prezzo del latte ovino ha costi di produzione elevati e che deve mirare ad essere superiore al valore stimato di 0,77 euro/litro;
2) siano a conoscenza che la bozza in oggetto contenga profili contra legem e che le soluzioni prospettate siano peraltro inefficaci;
3) non ritengano di rifinanziare la suddetta legge regionale n. 15 del 2010, soprattutto agli articoli 5 e 7 per: capitalizzare le imprese di trasformazione con misure in de minimis; finanziare pegni rotativi ed altre misure a sostegno del prezzo di latte e derivati con capitale e non solo a debito; contribuire con fondi regionali alla trasformazione in latte in polvere per sostenere il prezzo del latte alle imprese agricole che ne facciano richiesta attraverso misure in de minimis.

Cagliari, 10 gennaio 2019