CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Interrogazione n. 1742/A

PIZZUTO, con richiesta di risposta scritta, sulla grave evacuazione forzata del Centro migranti di Sant'Angelo a Fluminimaggiore.

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Il sottoscritto,

premesso che:
- l'Antas Hotel, struttura alberghiera ubicata nel territorio del Comune di Fluminimaggiore, è stato adibito a centro di accoglienza per migranti e richiedenti asilo, e sin dal giugno 2016 ospitava oltre cento esseri umani, con storie atroci di violenze e di guerre alle spalle, uomini, donne, ragazzi, bambini, struttura gestita dall'associazione Diomira;
- l'ex struttura alberghiera sorge in un bosco di 170 ettari in località Sant'Angelo, nelle colline tra i Comuni di Iglesias e Fluminimaggiore;
- da notizie apprese attraverso i social, non riportate dalla stampa locale, da diversi giorni, il Centro di Sant'Angelo a Fluminimaggiore, che ospitava allo stato attuale circa 145 migranti, nel silenzio e nel riserbo più assoluto è stato sgomberato ed evacuato;
- la convenzione pare scadesse al 31 dicembre 2018; di tutte queste persone, in assenza di permesso umanitario, abolito dal decreto legge "Salvini", non si conosce la sorte, né il destino, né tantomeno la destinazione: verosimilmente verso la macchia, la sempre possibile criminalità, praticamente obbligati a vivere in ricoveri di fortuna, nei campi, al gelo;
- ad ogni migrante è stato fornito un codice fiscale solo numerico che sostanzialmente ne impedisce l'accesso alle cure sanitarie;
- in concreto, non possono avere carta d'identità, pertanto non possono aspirare ad alcuna forma di auto sostentamento che non sia sfruttamento illegale in nero, fuori dal rispetto della normativa in materia di lavoro;
- i percorsi di integrazione, inserimento, istruzione, cura, avviati tra mille difficoltà sono stati interrotti in un crescente clima di ostilità, razzismo, intolleranza;
- per il piccolo comune, peraltro, tale presenza, costituiva un micro positivo indotto economico, derivante dall'acquisto di pane, verdura, cibo, beni di prima necessità;
- le decine di operatori a tempo indeterminato che svolgevano le necessarie attività di servizio sono stati licenziati e mandati a casa, sacrificati sull'altare di un nuovo razzismo imperante;

considerato che il testo del decreto legge 4 ottobre 2018, n. 113, coordinato con la legge di conversione 1º dicembre 2018, n. 132, recante "Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata" è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 281 del 3 dicembre 2018) e pertanto è vigente dal 3 dicembre 2018;

ricordato che tale provvedimento tra le altre cose, prevede:
- richiesta di asilo politico: vengono aumentati quel tipo di reati che annullano la sospensione della richiesta di asilo politico, dopo una condanna in primo grado, portando all'espulsione immediata. I reati in questione sono violenza sessuale, spaccio, furto e lesioni aggravate a pubblico ufficiale;
- abolizione della protezione umanitaria: al momento la norma può garantire, in caso di situazioni di emergenza umanitaria, un permesso di soggiorno ai cittadini stranieri che ne fanno richiesta; inizialmente si pensava a una abolizione e a una sostituzione con un permesso di soggiorno della durata di un anno per motivi civili o di calamità naturali nei paesi di origine; alla fine invece si è optato per un "procedimento immediato innanzi alla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale";
- trattenimento nei centri per il rimpatrio: raddoppiati i tempi da un massimo di 90 giorni a 180 giorni;
- revoca della cittadinanza: se una persona viene ritenuta un possibile pericolo per lo Stato, potrebbe scattare la revoca della cittadinanza in caso di condanna in via definitiva per reati legati al terrorismo; in più, una domanda di cittadinanza potrà essere rigettata anche se presentata da chi ha sposato un cittadino o cittadina italiana;
- patrocinio gratuito: niente patrocinio gratuito per un migrante se il suo ricorso contro il diniego della protezione umanitaria viene dichiarato inammissibile;
- Sprar: i piccoli centri che ospitano i migranti, sotto l'egida dei comuni, non potranno più accogliere i richiedenti asilo, ma soltanto minori non accompagnati e chi ha già ricevuto la protezione internazionale;
- in questo nuovo quadro normativo, è del tutto evidente, che quanto accaduto in questi giorni non è degno di una nazione civile, una delle strutture più importanti del sud Sardegna per l'accoglienza degli immigrati è stata sgomberata senza adeguato preavviso, secondo modalità che ricorda i lager nazisti, posto che nessuno è stato avvertito per tempo, tantomeno l'opinione pubblica;

evidenziato che gli effetti di tale decreto su coloro che non hanno ottenuto lo status di rifugiati, ovvero hanno i permessi umanitari in scadenza, saranno devastanti in ordine ai rapporti con il contesto sociale, in quanto arbitrariamente privati di ogni elementare diritto civile, con evidenti problematiche  per la propria incolumità e sopravvivenza,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e la Giunta regionale per conoscere:
1) se siano a conoscenza della situazione descritta e, nel caso, quali provvedimenti urgenti ed azioni concrete si intenda adottare, al fine di contrastare atti di totale disumanità che non fanno onore al popolo sardo, che generano sofferenza e dolore, e che di fatto hanno interrotto una gestione positiva ed integrata del fenomeno dell'immigrazione nella solidarietà e nel rispetto della sicurezza;
2) se il Presidente della Regione a nome dell'intera Amministrazione regionale, intenda promuovere, con la necessaria urgenza, al pari di altre regioni, la questione di costituzionalità del cosiddetto decreto sicurezza, nanti la Corte costituzionale, al fine di ribadire la ferma volontà del popolo sardo, a tutela dei diritti umani inviolabili e del rispetto della dignità di ciascuna persona, così come previsto dalla nostra Costituzione democratica.

Cagliari, 4 febbraio 2019