CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Mozione n. 322

MOZIONE MORICONI - COCCO Pietro - COZZOLINO - COMANDINI - DERIU - TENDAS - COCCO Daniele Secondo - LAI - ZEDDA Paolo Flavio - BUSIA - ZANCHETTA - PERRA - COLLU - PISCEDDA - SOLINAS Antonio - RUGGERI - PINNA Rossella - MANCA Pier Mario - CONGIU - OPPI - CARTA - LEDDA - CAPPELLACCI - TOCCO - ZEDDA Alessandra - TEDDE - FASOLINO - TRUZZU - RUBIU - TUNIS - PIZZUTO sulla situazione di incertezza che preoccupa i lavoratori della Portovesme srl e sul rischio fermata degli impianti, con gravi conseguenze socio economiche, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che la Portovesme srl:
- è una delle ultime realtà industriali operanti in Sardegna, sopravvissuta alla grave crisi economica che ha stravolto l'intero sistema produttivo e sociale isolano;
- non ha mai ricorso agli aiuti della finanza pubblica regionale o statale;
- ha messo in campo investimenti per una cifra prossima ai 300 milioni di euro negli ultimi 15 anni, utilizzati tutti per l'ammodernamento tecnologico, il miglioramento della sicurezza sul posto di lavoro, lo svolgimento delle operazioni di bonifica, autorizzate con decreto ministeriale del 23 settembre 2014, per una spesa ulteriore complessiva di 22 milioni di euro;
- attualmente, conta 666 dipendenti diretti e circa 600 dipendenti indiretti, ha un fatturato annuo di circa 500 milioni di euro e una ricaduta sul territorio del Sulcis, la provincia più povera d'Italia, di grande rilevanza socioeconomica;
- da oltre 15 anni conferisce gli scarti del proprio processo produttivo nella discarica di Genna Luas, un progetto grazie al quale è stato possibile bonificare un vecchio sito minerario che, così come altri, dopo tanti anni di attività, ha generato gravissime condizioni di inquinamento e rischio ambientale;

ATTESO che:
- la discarica di Genna Luas si accinge ormai a esaurire la propria capacità di conferimento, ultimata la quale, verosimilmente entro il 2017, in mancanza di soluzioni alternative, non potranno che essere, progressivamente, interrotte tutte le attività produttive industriali;
- in previsione di quanto appena asserito, la Portovesme srl, sin dal 31 maggio 2010, ha avviato le procedure per l'individuazione di un sito idoneo alla realizzazione della nuova discarica;
- il 3 ottobre 2012 Portovesme srl ha rinnovato alla provincia la richiesta di valutazione di idoneità del sito proposto;
- il 15 maggio 2014, dopo l'invio delle integrazioni documentali richieste dalla provincia è stata convocata la conferenza dei servizi per la valutazione dell'idoneità dello stesso sito;
- l'8 luglio 2014 la provincia ha determinato l'inesistenza di fattori escludenti;
- il 5 gennaio 2016 è stata richiesta la procedura congiunta VIA-AIA della nuova discarica;
- il 10 marzo 2016 il procedimento è stato avviato presso la Regione;
- il 13 settembre 2016 l'Assessorato regionale dell'urbanistica ha richiesto modifiche al progetto in relazione alla presenza nelle cartografie di un rio;
- il 26 settembre 2016 le richieste dell'Assessorato regionale degli enti locali, finanze e urbanistica sono state recepite per intero nelle modifiche al progetto della nuova discarica;
- il 27 settembre 2016 si è svolta la conferenza dei servizi nel corso della quale sono state sollevate una pluralità di osservazioni sul progetto della nuova discarica, notificate all'azienda il 10/10/2016, con richiesta di ritiro dello stesso progetto;
- il 12 ottobre 2016 la Portovesme srl ha chiesto un incontro tecnico finalizzato all'individuazione e al superamento delle problematiche rilevate;
- il 25 ottobre 2016, presso gli uffici della Regione e di concerto con essi, la Portovesme srl ha chiesto la sospensione della procedura per consentire l'allineamento del progetto alle indicazioni emerse dalla conferenza dei servizi del 27 settembre 2016;
- il 31 gennaio 2017, dopo una serie importante di interlocuzioni con l'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente, la Portovesme srl ha depositato la documentazione integrativa relativa alla procedura di VIA sulla nuova discarica;
- il 22 febbraio 2017 sono state richieste dagli uffici della Regione ulteriori integrazioni;
- il 27 febbraio 2017 Portovesme srl ha inviato le ulteriori integrazione richieste;
- il 19 aprile 2017 la Provincia del Sud Sardegna, a seguito della regolarizzazione da parte della Portovesme srl della richiesta di modifica sostanziale del progetto necessario ai fini dell'autorizzazione integrata ambientale, ha comunicato alla Regione il riavvio dei termini del procedimento amministrativo utile per la convocazione della conferenza dei servizi;
- la conferenza dei servizi, convocata il 18 maggio 2017, si è conclusa con importanti richieste di ulteriori chiarimenti e integrazioni che, inevitabilmente, comporteranno un ulteriore slittamento dei tempi rispetto a quelli già ristretti che si avevano a disposizione;
- appare ormai impossibile immaginare di concludere l'iter autorizzativo e la realizzazione del nuovo impianto nei tempi ultimativi determinati dalla disponibilità residua del IX argine della vecchia discarica di Genna Luas;

CONSIDERATO che:
- la Quinta Commissione consiliare del Consiglio regionale, competente sui temi dell'industria, si è riunita presso la sede della Portovesme srl ai fini di una compiuta valutazione sullo stato delle criticità in cui versa l'azienda, tra le quali, oltre il problema della discarica, la questione dei costi energetici e della superinterrompibilità ormai prossima alla scadenza, e che, nonostante tutto, continua ad assicurare, in un bacino produttivo fortemente compromesso dalla crisi, la sopravvivenza economica del territorio;
- la Quinta Commissione, successivamente al sopralluogo, ha audito oltre l'amministrazione e le rappresentanze sindacali della Portovesme srl, gli assessori regionali e il rappresentante della Provincia del Sud competenti sulla questione, con lo scopo di sollecitare il rapido superamento degli ostacoli e addivenire, prima che fosse troppo tardi, alla soluzione del problema;

VISTA l'incredibile complessità dell'iter amministrativo descritto in premessa, avviato ben sette anni fa e, stando all'esito dell'ultima conferenza del servizi, ben lontano dall'essere concluso, con conseguenti e ovvie ripercussioni sul cronoprogramma dei lavori di adeguamento delle capacità di smaltimento dei rifiuti prodotti e il rischio concreto che ciò possa determinare la fermata degli impianti di produzione;


EVIDEZIATO che il rischio della fermata non potrà essere derubricato a ordinaria diminuzione delle attività industriali, né potranno essere sottovalutati i rischi che almeno alcune delle linee di produzione degli impianti possano non ripartire, causa gli eccessivi costi di riavvio, mentre altre linee di produzione; in caso di fermata, dovranno fare i conti con le conseguenze derivanti dalla perdita delle quote di mercato e il rischio concreto, nella migliore delle ipotesi, del ridimensionamento produttivo;

CONSIDERATO che non si può assistere inermi all'evolvere di una situazione quale questa, che rischia di precipitare con tutti gli effetti a essa conseguenti,

impegna la Giunta regionale

a intraprendere, e riferire al Consiglio regionale, tutte le iniziative utili, urgenti e necessarie al fine di evitare l'interruzione delle attività produttive della Portovesme srl.

Cagliari, 13 giugno 2017