CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Mozione n. 402

COCCO Daniele Secondo - COCCO Pietro - CONGIU - PITTALIS - DEDONI - BUSIA - ZANCHETTA - CARTA - RUBIU - ORRÙ - SECHI sulla paventata soppressione del servizio di vigilanza armata presso le postazioni di guardia medica.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
- i servizi di guardia medica sono presidi essenziali del sistema sanitario regionale che garantiscono l'assistenza sanitaria urgente in tutti i comuni della Sardegna, nelle ore notturne, dalle 20 della sera alle 8 del mattino, o nei giorni festivi e prefestivi;
- nello svolgimento di questo indispensabile servizio i sanitari, centinaia di medici che con grande professionalità assicurano la continuità assistenziale, si trovano spesso ad operare in condizioni di rischio con continui, e purtroppo crescenti, atti di aggressione e violenza che creano negli addetti e nel cittadino preoccupazione e insicurezza;
- l'attuale servizio di vigilanza armata, svolto da circa 300 guardie giurate, presso le postazioni di guardia medica garantisce agli operatori sanitari di svolgere la propria attività lavorativa con maggiore sicurezza e serenità;

CONSIDERATO che:
- l'articolo 5 della legge regionale 22 dicembre 2003, n. 13 "Modifiche alla legge regionale 29 aprile 2003, n. 3 (legge finanziaria 2003), variazioni di bilancio e disposizioni varie", prevede la destinazione di risorse nel bilancio regionale al fine di garantire il servizio di vigilanza armata delle guardie mediche;
- all'articolo 17, comma 4, punto 8, dell'accordo regionale per la medicina generale del 2010 sottoscritto dalla Regione autonoma della Sardegna con le organizzazioni sindacali, prevede il servizio di "vigilanza armata nelle sedi a rischio";
- il progetto di razionalizzazione delle risorse e dei presidi non può comportare drastici quanto inaccettabili tagli alla sicurezza degli operatori che garantiscono servizi sanitari essenziali per il cittadino;
- con la soppressione, o il ridimensionamento, del servizio si metterebbe inoltre a rischio il futuro di centinaia di lavoratori attualmente impegnati nella vigilanza armata;

EVIDENZIATO che:
- nel corso degli ultimi anni gli operatori sanitari sono stati vittime in tanti presidi della Sardegna di atti di aggressione e di violenza che hanno suscitato allarme nella pubblica opinione;
- da più parti, viene denunciata la volontà dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale di non confermare la presenza delle guardie giurate presso le sedi di guardia medica;

impegna il Presidente della Regione
e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità dell'assistenza sociale:

1) ad assumere tutte le iniziative necessarie al fine di garantire la sicurezza degli operatori sanitari impegnati presso le sedi di guardia medica e spesso sottoposti a violenze e aggressioni;
2) ad assicurare il prosieguo dell'attività lavorativa di centinaia di lavoratori che in tutte le postazioni di guardia medica, garantiscono il servizio di vigilanza armata.

Cagliari, 12 marzo 2018