CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVLegislatura

Mozione n. 418

AGUS - BUSIA - ZANCHETTA - GAIA sugli interventi urgenti da attivare di concerto con il MIUR e con l'USR Sardegna per tutelare i docenti sardi di ruolo fuori provincia e regione.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:

-      in data 13 luglio 2015 è stata approvata la legge n. 107 recante "Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti";

-      la legge ha previsto tra gli obiettivi l'attivazione di un processo di risoluzione del precariato storico nella scuola pubblica, da avviare attraverso un piano straordinario di assunzioni di personale docente nella scuola che ha coinvolto circa 100.000 insegnanti precari di tutto il territorio nazionale;

-      storicamente le politiche di reclutamento del personale docente nella scuola pubblica hanno subito correzioni e mutamenti profondi, determinando così, nel corso degli anni, una complessa molteplicità di percorsi di reclutamento in funzione delle diverse modalità di conseguimento dell'abilitazione all'esercizio della professione di docente: immissione in ruolo senza concorso, concorso pubblico come procedura ordinaria, Scuola di specializzazione all'insegnamento secondario (SSIS), Tirocini formativi attivi (TFA), Percorsi abilitanti speciali (PAS), ecc, alle quali occorre poi aggiungere le diverse tipologie di graduatorie attraverso le quali avviene il reclutamento (Graduatorie ad esaurimento, Graduatorie di istituto, a loro volta articolate in 3 fasce, e la Graduatorie di merito);

-      l'affastellamento delle procedure di reclutamento adottate in passato, non sempre coerenti con i tempi e con gli obiettivi finali delle riforme del sistema scolastico italiano susseguitesi negli anni, ha lasciato come pesante eredità per la scuola pubblica un lunghissimo elenco di docenti, abilitati e precari, in attesa dell'assunzione a tempo indeterminato quale diritto effettivamente acquisito secondo le previsioni del legislatore nazionale;

-      il precariato nel mondo della scuola, per numero di lavoratori coinvolti, per gli effetti drammatici nei confronti della vita personale e familiare dei docenti precari, per la rilevanza della funzione svolta dalla scuola pubblica, ha avuto caratteristiche e conseguenze ancor più gravi rispetto al precariato generalmente rilevato nel pubblico impiego;

-      il piano di reclutamento straordinario previsto nella legge n. 107 del 2015 è stato attuato in 4 diverse fasi (Fase Zero, A, B, C), a seconda della tipologia dei posti da assegnare; per le fasi B e C, oltre a essere confermato il requisito di iscrizione alle GAE e alle graduatorie dei concorsi già conclusi, la partecipazione alla procedura avveniva mediante la presentazione di apposita domanda del candidato secondo il bando pubblicato dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (MIUR);

-      i posti messi a disposizione erano destinati sia alla copertura dei posti vacanti negli organici dei singoli istituti, sia alla creazione dell'organico di "potenziamento" finalizzato al rafforzamento e ampliamento dell'offerta formativa, e comprendente una quota parte per il rafforzamento dell'organico di sostegno;

RILEVATO che:

-      in particolare, l'attuazione delle Fasi B e C del piano di reclutamento ha comportato che, successivamente all'assunzione a tempo indeterminato dei docenti, la scelta definitiva della sede di servizio (sulla base delle 100 preferenze indicate dal candidato nella domanda, equivalenti ad altrettanti province scelte su tutto il territorio nazionale) venisse effettuata d'ufficio dal MIUR sulla base di un algoritmo appositamente realizzato;

-      le procedure di individuazione delle sedi di titolarità dei docenti ha visto gli insegnanti precari sardi fortemente penalizzati a causa della loro assegnazione presso istituzioni scolastiche lontane dalla Sardegna;

-      docenti che per anni hanno lavorato in virtù dei loro titoli e dei punteggi maturati svolgendo l'attività di docenza in una sola provincia, secondo le condizioni tassative poste anni addietro dal MIUR per accedere all'immissione in ruolo definitiva, si sono poi visti obbligati, per ottenere l'assunzione a tempo indeterminato, ad accettare il ruolo in una delle province del territorio nazionale scelte dall'algoritmo del MIUR, luoghi spesso lontani migliaia di chilometri dalle scuole dove avevano lavorato per anni nella fase transitoria e "temporanea" di insegnanti precari;

-      nello specifico dei ruoli di sostegno, i numerosi posti vacanti in Sardegna sono annualmente coperti anche da docenti privi di alcuna esperienza di insegnamento nella scuola pubblica o privi di specializzazione sul sostegno o di abilitazione all'insegnamento;

-      i trasferimenti definitivi fuori provincia e fuori regione hanno causato ingenti disagi, personali ed economici, agli insegnati stabilizzati e alle loro famiglie, anche in considerazione dell'età media avanzata dei docenti precari;

-      nel corso dei lunghi anni di precariato, uomini e donne hanno contratto mutui per l'acquisto di case di abitazione, si sono impegnati nella costruzione di una famiglia e, nel delicato ruolo di genitori, si sono ritrovati oggi ad dover scegliere se allontanarsi dalla propria famiglia o sradicare i figli dal contesto in cui questi sono nati, cresciuti e hanno costruito la loro rete di relazioni sociali;

-      i costi di mantenimento del lavoro "fuori casa" sono ingenti ed economicamente non sostenibili rispetto ad un bilancio familiare ordinario: costi di vitto e alloggio sono pressoché raddoppiati per un insegnante trasferito fuori Sardegna, ai quali si aggiungono nuovi e ulteriori costi di trasporto per ritornare saltuariamente in Sardegna, quando il lavoro lo consente, per mantenere i legami familiari;

-      sono diversi i casi di docenti di ruolo costretti a rinunciare al lavoro, rimanendo a casa in aspettativa non retribuita perché impossibilitati a recarsi in sedi lontane;

RITENUTO che:

-      le azioni di reclutamento messe in atto dal MIUR hanno determinato ripercussioni fortemente negative nei confronti degli insegnati sardi sia sul piano umano che della dignità professionale;

-      le problematiche rilevate assumono una rilevanza ancora più drammatica nei numerosi casi di donne costrette a ridimensionare drasticamente il loro impegno genitoriale per conciliare i doveri lavorativi che costringono il nucleo familiare ad affrontare criticità difficilmente superabili;

-      la gestione delle assegnazioni delle sedi di lavoro dei docenti sardi deve essere condotta al fine di tutelare i diritti di pari opportunità sociali e professionali, i diritti alla genitorialità, coerentemente con le politiche di conciliazione tra vita lavorativa e vita privata, e finalizzata al conseguimento dei livelli più elevati di parità di genere;

-      la comunità sarda, per il suo sviluppo sociale, economico e culturale, ha necessità di ogni singolo contributo garantito fino a oggi da tutti i docenti sardi, i quali hanno costruito la propria professionalità nell'isola, mettendo a disposizione dei giovani studenti sardi le proprie energie, il proprio tempo e la passione con la quale vivono il loro lavoro;

-      il grave e permanente svantaggio naturale derivante dall'insularità della nostra isola, le note difficoltà a garantire il diritto alla mobilità dei sardi a causa dell'insostenibilità dei costi di trasporto extraregionale e delle difficoltà a trovare posti disponibili nei mezzi di trasporto, impone ai nuclei familiari dei docenti trasferiti fuori regione il trasferimento definitivo nella penisola;

-      le criticità sul piano organizzativo della scuola pubblica hanno effetti negativi sulla qualità dell'insegnamento offerto agli studenti sardi;

-      ci siano i presupposti per attivare strumenti che consentano la risoluzione delle problematiche esposte attraverso un piano di rientro dei docenti sardi interessati dalle procedure di reclutamento e assegnazione delle sedi di tutto il territorio nazionale;

CONSIDERATO che:

-      è prassi che ogni anno i numeri sugli organici dei docenti vengano comunicati con notevole ritardo: in particolar modo i numeri dell'organico di potenziamento non sono resi disponibili in tempo utile per le operazioni di mobilità e assegnazione provvisoria e, pertanto, a causa dei ritardi di natura burocratica, molte cattedre che dovrebbero essere di diritto assegnate al personale di ruolo, vengono in realtà assegnate per supplenze;

-      la percentuale destinata alla mobilità interprovinciale (30 per cento) è profondamente penalizzante rispetto ai numeri generalmente previsti nei settori della pubblica amministrazione, nel quali si procede alle nuove assunzioni solo dopo lo svolgimento delle procedure di mobilità del personale assunto sul 100 per cento dei posti disponibili;

-      lo spostamento su tutto il territorio nazionale di circa 800 posti di potenziamento dalla scuola superiore verso la scuola dell'infanzia, previsto dal MIUR per il prossimo anno scolastico, rischia di restringere ancora di più gli spazi già limitati che i docenti assegnati fuori regione vedono come occasione di rientro in Sardegna;

-      sono numerosi i casi di docenti che, in seguito ad una clausola del contratto di assegnazione provvisoria 2017/2018 (che impediva le assegnazioni provvisorie su sostegno senza titolo), non hanno potuto lavorare per tutto l'anno scolastico, e sono stati costretti a stare a casa in congedo parentale o in aspettativa non retribuita perché impossibilitati a recarsi presso le sedi di titolarità fuori regione;

-      i docenti di ruolo fuori regione, avendo oramai ultimato i mesi a disposizione per il congedo parentale, saranno costretti al licenziamento avendo esaurito il periodo di aspettativa non retribuita;

 

OSSERVATO che:

-      secondo di dati 2013 del M1UR la Sardegna deteneva il primato negativo di regione italiana col più alto tasso di dispersione scolastica, pari al 25,8 per cento;

-      il miglioramento della qualità dell'istruzione nella scuola sarda è il principale impegno assunto da Giunta e Consiglio regionale nel corso dell'attuale legislatura;

-      la Giunta regionale ha attivato, a partire dall'anno scolastico 2015/2016, l'intervento "Tutti a Iscol@" finalizzato alla lotta alla dispersione scolastica, all'innalzamento delle competenze e all'inclusione nelle situazioni di svantaggio socio-culturale delle studentesse e degli studenti;

-      il contrasto alla dispersione scolastica richiede interventi mirati e continui e che pertanto il progetto "Tutti a Iscol@" è stato organizzato su base pluriennale al fine di incidere in maniera strutturale sul suddetto fenomeno;

-      i primi dati sulla dispersione scolastica in Sardegna rilevati successivamente all'attuazione delle azioni del progetto "Tutti a Iscol@" hanno mostrato, per la prima volta dopo anni, un'inversione di tendenza del fenomeno;

-      la qualità delle attività svolte dagli insegnanti precari nel progetto "Tutti a Iscol@" è stata riconosciuta dal MIUR che ha parificato le attività inserite nel progetto con l'attività "ordinaria", sottoscrivendo così il 3 marzo 2017 l'atto aggiuntivo all'intesa del 2015 per il riconoscimento del punteggio nelle graduatorie di reclutamento agli insegnanti impegnati nei progetto regionale contro la dispersione scolastica;

-      in data 18 gennaio 2018 è stata rinnovata l'intesa triennale sottoscritta dalla Regione e dal MIUR per l'attuazione del progetto "Tutti a Iscol@" attivato nel 2015;

-      la nuova intesa prevede, in particolare, l'introduzione di docenti aggiuntivi che supportino gli alunni nel recupero delle lacune e nel miglioramento dei risultati scolastici,

impegna il Presidente della Regione a:

1)    avviare un confronto con il MIUR finalizzato a concordare un "Piano di rientro definitivo dei docenti sardi di ruolo fuori provincia e regione", anche valutando la sottoscrizione di uno specifico contratto regionale di mobilità dei docenti;

2)    nelle more dell'attuazione del piano di cui al comma 1, e al fine di fornire una soluzione provvisoria ai docenti entro l'inizio del prossimo anno scolastico, intervenire con urgenza presso il MIUR per:

-      sollecitare, per il tramite dell'Ufficio scolastico regionale, i dirigenti scolastici perché gli stessi comunichino in tempo utile i numeri dell'organico scolastico, in modo da favorire il rientro dei docenti assegnati fuori regione;

-      valutare la possibilità che in Sardegna non sia applicato lo spostamento previsto dal MIUR per il prossimo anno scolastico dell'organico di potenziamento dalla scuola secondaria verso la scuola dell'infanzia, così da rendere disponibile un congruo numero di posti di potenziamento per le operazioni di mobilità interprovinciale;

-      valutare la possibilità che in Sardegna sia aumentata la percentuale di mobilità interprovinciale, attualmente pari al 30 per cento;

-      valutare la possibilità che i numerosi posti di sostegno, che ogni anno si rendono disponibili nelle scuole isolane, siano assegnati nel prossimo anno scolastico a docenti fuori provincia e fuori regione sprovvisti di specializzazione, ma abilitati all'insegnamento e con esperienza di insegnamento già maturata in ambito scolastico;

-      attivare una richiesta di contrattazione regionale che permetta di attingere dagli elenchi dei richiedenti assegnazione provvisoria una volta esaurite tutte le graduatorie dei docenti specializzati sul sostegno;

3)    avviare un confronto con l'Ufficio scolastico regionale per:

-      valutare la possibilità di stilare quanto prima un elenco completo di tutti i docenti sardi fuori sede che intendono rientrare, in modo da scongiurare l'ipotesi che siano messi a concorso nuovi posti la cui copertura spetterebbe di diritto, prioritariamente, ai docenti assegnati fuori provincia e fuori regione;

-      sottoscrivere un'intesa affinché i docenti fuori sede che facciano domanda siano assunti, seguendo l'ordine di graduatoria delle operazioni di mobilità volontaria, prioritariamente rispetto al personale a tempo determinato;

4)    avviare un confronto urgente con le università degli studi di Cagliari e Sassari perché possano essere attivati corsi di specializzazione su sostegno da destinarsi prioritariamente, e in numero sufficiente per quanto concerne i posti disponibili, ai docenti di ruolo fuori regione;

5)    avviare un confronto urgente con il MIUR finalizzato a stipulare un atto aggiuntivo al protocollo d'intesa sottoscritto in data 18 gennaio 2018 dalla  Regione e dal MIUR per l'attuazione del progetto regionale "Tutti a Iscol@" per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021, che consenta l'assegnazione provvisoria, per tutto l'anno scolastico, dei docenti di ruolo fuori provincia e fuori regione presso le sedi scolastiche isolane nel ruolo di docenti aggiuntivi, previsti nel protocollo di intesa, per lo svolgimento di azioni specifiche volte al miglioramento delle competenze e al contrasto alla dispersione scolastica.

Cagliari, 8 maggio 2018