Associazione tra gli ex Consiglieri Regionali della Sardegna
Rivista Presente e Futuro n. 16 - Dicembre 2003


Vita dell'Associazione

I nuovi soci

Tonino Sechi, Leonardo Moretti, Valter Randaccio

Amici scomparsi

Vivissimo rimpianto hanno destato, tra quanti li conoscevano, i consiglieri regionali deceduti nei mesi scorsi.

L'Associazione li ricorda tutti all'affetto dei colleghi e rinnova alle loro famiglie le più sentite condoglianze e la fraterna solidarietà

A distanza di alcuni mesi sono scomparsi, nel rimpianto generale, due indimenticabili protagonisti della vita democratica e autonomistica della sarda, Umberto Cardia e Mario Melis. Politici e uomini di cultura di diverso temperamento, coetanei, di origine ogliastrina, comunista l'uno, sardista l'altro, conoscitori profondi e attenti della loro terra, accomunati entrambi da coerenza e lungimiranza politica, da una capacità progettuale nutrita da tensione ideale, incardinata sulle radici storiche, sull'identità dei sardi, sulla politica come servizio per la crescita dell'isola, sul federalismo come strumento per uno Stato più giusto e più vicino ai cittadini, sulla necessità di un "sardismo diffuso". Ad essi va il merito di avere contribuito in modo incisivo alla definizione di un sardismo moderno, basato sui valori di libertà, di democrazia, di giustizia sociale, aperto a contributi diversi, idea-forza trasversale, fondante dell'unità politica del popolo sardo.

Umberto Cardia è morto all'improvviso nella sua casa a Cagliari il 25 giugno scorso. Un grave malore che lo colpì nel dicembre 1991, mentre partecipava a Cagliari ad un convegno su Emilio Lussu e il sardismo, aveva interrotto bruscamente il suo impegno pubblico, privando il partito di una guida sapiente e di un leader prestigioso. Era nato ad Arbatax il 9 settembre 1921. Si era laureato in Lettere a Cagliari ed aveva intrapreso la carriera di giornalista, lavorando nella redazione sarda della Rai, incarico che abbandonò per dedicarsi sin da giovane alla militanza politica, iscrivendosi al Partito comunista. Ma al giornalismo dedicò sempre grande attenzione, tra l'altro promuovendo e dirigendo il periodico "Rinascita sarda". Asceso rapidamente ai vertici del Partito comunista anche nazionali, è stato segretario della Federazione di Cagliari, segretario regionale, presidente del Comitato centrale per i problemi internazionali, responsabile dell'Ufficio per la cooperazione economica internazionale, presidente del Partito democratico di sinistra-Unione federalista sarda.

La sua è stata una lunga e intensa esperienza pubblica nella quale l'attività politica e amministrativa si è nutrita dell'attività di intellettuale e di studioso. Più volte consigliere comunale di Cagliari, è stato eletto consigliere regionale nella II (1953-1957), III (1957-1961), IV (1961-1964), e V legislatura regionale (dal 1965 al 15 novembre 1967 in seguito all'accettazione della candidatura al Parlamento nazionale). Presidente del Gruppo consiliare comunista nella IV e V legislatura, componente di numerose Commissioni consiliari, è stato vicesegretario e poi vicepresidente della Commissione Industria e Commercio, vicepresidente della Commissione per il Piano di Rinascita. Deputato per tre legislature dal 1968 al 1976, è stato vicepresidente della Commissione per le questioni regionali. Eletto al Parlamento europeo dal 1979 al 1989, ha lavorato nella Commissione per i trasporti, di cui è stato vicepresidente, e nella Commissione per lo sviluppo delle Regioni.

Esperto di problemi internazionali, presidente dell'Isprom (Istituto di studi e programmi per il Mediterraneo), studioso di Gramsci e della questione sarda, fondatore e presidente dell'Istituto sardo "A. Gramsci", presidente dell'Issra (Istituto sardo per la storia della Resistenza e dell'Autonomia), ha curato l'edizione degli scritti Renzo Laconi sulla Sardegna, La Sardegna di ieri e di oggi (1988); ha pubblicato numerosi saggi sul pensiero autonomistico sardo, in parte raccolti nel volume La quercia e il vento. Tradizione e modernità nel pensiero autonomistico sardo (1991), e una ricostruzione della storia sarda dall'età giudicale all'approvazione dello Statuto speciale, Autonomia sarda. Un'idea che attraversa i secoli (1999).

Mario Melis è morto nella sua casa a Nuoro, l'1 novembre, dopo una breve malattia. Nato ad Arbatax il 10 giugno 1921, avvocato, è stato uno dei più prestigiosi esponenti  del Partito sardo d'azione, fratello di altri due importanti rappresentanti politici sardisti fino agli anni Settanta, Pietro e Giovanni Battista, "Titino". La passione politica di Mario si è dispiegata in un costante e fecondo impegno istituzionale.

È stato per un quindicennio (1956-1960, 1964-1968, 1976-1980) sindaco di Oliena, paese d'origine della sua famiglia; consigliere provinciale di Nuoro; consigliere regionale in quattro legislature: nella VI (1969-1974), nella VIII (dal 1979 all'11 maggio 1983, quando si dimise in seguito all'accettazione della candidatura al Parlamento nazionale), nella IX (1984-1989) e nella X (dal giugno 1989 alle dimissioni rassegnate il 23 febbraio 1993). Componente di numerose Commissioni, è stato segretario della Commissione Autonomia e presidente della Commissione Industria. E' stato senatore dal 1976 al 1979, eletto come indipendente nelle liste del Pci (subentrando a Umberto Cardia, che aveva optato per la Camera), iscritto al gruppo parlamentare della Sinistra indipendente. Divenuto deputato nel 1983, si dimise nel 1984 dopo essere stato rieletto in Consiglio regionale.

E' stato più volte assessore: agli Enti Locali, Personale e Affari Generali nelle Giunte Giagu De Martini dal gennaio-luglio al settembre-novembre 1973; alla Difesa dell'Ambiente nelle due Giunte di sinistra presiedute da Franco Rais (dicembre 1980 - marzo 1982). Eletto presidente della Giunta nel maggio 1982, si dimise nel giugno successivo non essendo riuscito a formare l'esecutivo. Ha guidato la Regione per cinque anni consecutivi dal 28 settembre 1984 al giugno 1989, con tre Giunte di sinistra e laiche: la XXX (28 settembre 1984 - 8 agosto 1985), la XXXI (9 agosto 1985 - 1 luglio 1987), la XXXII (6 agosto 1987 - 11 giugno 1989). Primo e unico presidente sardista nella storia dell'autonomia, è stato un autorevole e orgoglioso interlocutore del governo centrale. La sua esperienza istituzionale è poi proseguita nel Parlamento europeo dal 1989 al 1994, eletto col Psd'a nel cartello dei partiti autonomisti.

Il suo impegno politico non è mai venuto meno, sia nel suo partito sia nel centro-sinistra. Combattivo fino all'ultimo, ha testimoniato la forza morale di un sardismo democratico e popolare, partecipando in prima fila anche alla recente mobilitazione contro la dislocazione delle scorie nucleari in Sardegna.

Umberto Cardia e Mario Melis hanno segnato con le loro vite, intense e appassionate, con la loro indipendenza di giudizio, la storia della Sardegna autonomista. Sono stati punti di riferimento autorevoli per generazioni di dirigenti politici e intellettuali sardi, rispettati non solo in Sardegna ma nel Parlamento nazionale e nel Parlamento europeo, nei quali hanno portato i bisogni della loro terra. La loro scomparsa costituisce una irreparabile perdita per la cultura e la politica sarda. Per questo ha suscitato grande cordoglio e commozione, non solo tra le donne e gli uomini dei loro partiti, ma tra gli avversari politici e tra i sardi tutti. Un affetto ricambiato, perché per il popolo sardo, questi cari colleghi hanno speso la loro intelligenza e la loro passione politica, nella costante ricerca dei valori e degli strumenti per renderlo un forte soggetto politico dello sviluppo democratico dell'Italia, dell'Europa e del Mediterraneo.

L'on. Virgilio Asoni, nato a Lanusei il 23 marzo 1934, è deceduto il 30 agosto 2003.

Di professione impiegato, eletto nella circoscrizione di Nuoro, ha fatto parte del Consiglio regionale, Gruppo Psi, dal 18 aprile 1979, in seguito a surroga del consigliere Giovanni Nonne, per la VII legislatura.

Segretario provinciale del Partito socialista di Nuoro e membro dell'Esecutivo regionale, dal 1960 al 1970 e dal 1985 al 1991 è stato consigliere e assessore comunale a Lanusei.

Nel corso della sua attività politica è stato eletto alla Sfirs dal 1980 al 1987.


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