Comitato regionale sardo
per il servizio radiotelevisivoProgramma - quadro delle attività
nel periodo aprile - dicembre 2006------------------------------------
Premessa
L'articolo 10 della legge regionale 24 febbraio 1994, n. 7 (Norme per il funzionamento del Comitato regionale sardo per il servizio radiotelevisivo. Abrogazione della legge regionale 28 dicembre 1983, n. 28 e del Reg. 12 febbraio 1982 relativi al Comitato sardo per il servizio radiotelevisivo) così recita:
Art. 10
Programmazione dell'attività
1. Il Comitato presenta, entro il 30 settembre di ogni anno, alla Presidenza del Consiglio regionale, alla Giunta regionale ed all'Assessorato regionale competente, un programma-quadro delle attività previste per l'anno successivo ed un dettagliato conto consuntivo dell'attività svolta nell'anno precedente.
2. Il conto consuntivo riguarda sia le attività di competenza del Comitato, sia quelle ad esso affidate ai sensi della presente legge, comprese le attività di studio e ricerca, le consulenze, le rilevazioni e le pubblicazioni degli indici di ascolto.
3. I documenti di cui al comma 1 sono sottoposti dalla Presidenza del Consiglio regionale al parere della competente Commissione consiliare.
Sulle ragioni del ritardo nella presentazione dei documenti programmatici annuali del Corerat, rispetto alla scadenza di legge del 30 settembre, si fa rinvio a quanto scritto nel consuntivo approvato insieme al presente programma-quadro.
Per quanto riguarda il periodo di riferimento del programma, si è ritenuto, innovando la prassi finora seguita, di doverlo far coincidere con l'anno solare, ossia cono lo stesso periodo considerato dal bilancio di previsione del Comitato, che si discute ed approva contestualmente al presente documento e di cui sono evidenti le correlazioni col medesimo.
Il futuro del Corerat
La competente Commissione del Consiglio regionale ha ormai concluso l'esame degli articoli della proposta di legge n. 54, che istituisce un'Autorità regionale per le garanzie nelle comunicazioni.[1] Vi è quindi la concreta possibilità che la proposta sia in tempi brevi trasformata in legge, con il conseguente scioglimento del Corerat.
Questa prospettiva deve essere realisticamente tenuta presente ed anche auspicata, nella misura in cui il nuovo soggetto dovesse disporre effettivamente di funzioni e risorse più ampie di quelle attualmente attribuite al Corerat.
Tuttavia la possibilità di uno scioglimento a breve termine non deve esimere il Comitato dallo svolgere pienamente le funzioni che per l'intanto restano ad esso attribuite, ed anche dall'operare per un ampliamento delle medesime.
La rivendicazione delle funzioni delegate
Il Corerat ritiene non si debba dare passivamente per
scontata la sua esclusione dal processo di attribuzione di deleghe
di funzioni da parte dell'Autorità nazionale per le garanzie nelle
comunicazioni, ai sensi dell'articolo 1 comma 13 della legge 31
luglio 1997, n. 249.
Questo processo sta uscendo da una prima fase sperimentale, che ha
riguardato un numero ancora limitato di Comitati regionali per le
comunicazioni, ed è presumibilmente destinato ad estendersi.
Il Corerat ritiene che la Sardegna non debba essere esclusa da questa fase di ridefinizione ed espansione delle funzioni delegate, ma che ad essa la Regione debba invece partecipare comunque: con il nuovo organismo che sostituirà il Corerat, se sarà approvata la relativa legge istitutiva, o altrimenti con l'organismo che attualmente esiste e che dovrà, in questo caso, essere adeguatamente rafforzato.
Lo svolgimento di funzioni delegate è infatti un'attività onerosa, per la quale non si può fare conto soltanto sui trasferimenti finanziari provenienti dall'Autorità, che tutti i Corecom titolari di deleghe giudicano inadeguati e che sono per di più destinati a ridursi in futuro, a causa delle note ristrettezze finanziarie nelle quali versa l'Agcom.
A questi oneri si dovrà quindi necessariamente far fronte con risorse di provenienza regionale, incrementando adeguatamente la dotazione finanziaria del Corerat (che è tuttora ferma all'equivalente in euro dei 100 milioni di lire all'anno previsti nel 1994 dalla norma finanziaria della sua legge istitutiva).
Sul tema delle deleghe il Corerat intende svolgere un'azione contemporanea sul duplice fronte regionale e nazionale.
Da un lato dovrà essere sollecitato l'impegno, da parte degli organi di governo regionali, a sostenere, in particolare in sede di Conferenza delle Regioni, la rivendicazione dell'attribuzione delle funzioni delegate anche alla nostra Regione, assumendo i conseguenti impegni finanziari ed organizzativi, per garantire l'adeguatezza delle strutture che devono esercitare le deleghe, garanzia questa che l'Autorità pone come condizione per la loro concessione.
Dall'altro lato si dovrà partecipare attivamente al processo di ridefinizione delle deleghe, evidenziando la disponibilità della Regione ad assumere la sua parte di oneri ed operando su questa base per convincere l'Autorità del fatto che la lettera della legge non esclude l'attribuzione delle deleghe ad organi che, pur essendo ancora configurati come comitati per il servizio radiotelevisivo, rispondono a requisiti istituzionali ed organizzativi non diversi da quelli dei Corecom.
I rapporti istituzionali
Il Corerat intende dedicare la massima attenzione al mantenimento di corretti ed attivi rapporti con tutti i suoi interlocutori istituzionali.
In questo quadro, un'azione particolarmente incisiva dovrà essere svolta nei confronti dell'esecutivo regionale, al fine di rivendicare il puntuale rispetto delle ampie competenze che la legge regionale attribuisce al Corerat [2].
Le iniziative del Corerat
Indagine sulla situazione delle emittenti locali
E' in corso la pubblicazione del resoconto delle audizioni delle emittenti radiofoniche e televisive della Sardegna tenutesi ad Olbia, Sassari, Nuoro e Cagliari nel mese di giugno del 2005.
La presentazione di questo lavoro, prevista per il mese di maggio, costituirà nelle intenzioni del Comitato l'occasione per una ripresa di contatto con le emittenti da un lato e con gli interlocutori istituzionali del Comitato dall'altro, che consenta di fare un passo in avanti nella verifica delle attuali condizioni e delle prospettive dell'emittenza radiotelevisiva locale in Sardegna, fornendo anche una prima utile occasione di confronto sugli spazi oggi aperti - grazie all'espansione della potestà legislativa regionale derivante dalla riforma del titolo V della Costituzione - per un più attivo intervento normativo della Regione nel settore della comunicazione.
Anagrafe dell'emittenza locale
Il censimento delle radio e delle televisioni operanti in Sardegna è stato svolto per conto del Corerat dal Dipartimento di ricerche economiche e sociali dell'Università di Cagliari nel 1997 e successivamente aggiornato, con la pubblicazione di un apposito volume, alla data del 30 aprile 2002.
Il Comitato procederà, utilizzando la base di dati esistente, ad impostare il suo aggiornamento, reso particolarmente opportuno a causa della recente forte evoluzione degli assetti aziendali delle emittenti locali.
Studio sull'ascolto televisivo dei minori
Nel corso dell'anno il Comitato valuterà le risultanze dello studio sull'ascolto televisivo dei minori in Sardegna, commissionato al dipartimento di psicologia dell'Università di Cagliari, e individuerà le forme di una sua ulteriore utilizzazione.
Modifiche alla legge regionale sull'editoria
Nell'ambito delle sue funzioni di consulenza, il Comitato definirà una precisa proposta di modifica della legge regionale n. 22 del 1998, anche sentendo sull'argomento le associazioni rappresentative del settore, e la sottoporrà all'attenzione della Giunta e del Consiglio regionale.
Iniziativa sulla pubblicità istituzionale
Sul tema, che è di grande rilievo per la vita delle emittenti locali e per la garanzia degli spazi di pluralismo dell'informazione e su cui la legge attribuisce al Corerat specifiche competenze [3], si dovranno assumere le iniziative utili ad acquisire una più completa conoscenza del fenomeno nei suoi diversi aspetti (che riguardano, oltre alla Regione, anche gli enti locali).
I problemi organizzativi
Infrastrutture
La situazione logistica del Comitato è gravemente inadeguata sia rispetto alle attuali funzioni, sia ancor più nella prospettiva dell'attribuzione di funzioni delegate da parte dell'Autorità nazionale.
Si è preso atto dell'intenzione dell'Amministrazione consiliare di trasferire gli uffici del Corerat in locali posti nella via Cavour sopra i parcheggi ed attualmente adibiti a magazzini. Si dovrà comunque verificare l'idoneità dei nuovi locali, soprattutto nella prospettiva dell'attribuzione di funzioni delegate.
Nel bilancio di previsione si dovrà tener conto del fatto che i nuovi spazi consentiranno una migliore infrastrutturazione degli uffici. Si pensa in particolare alla realizzazione di una sala multifunzionale, da destinare alle riunioni del Comitato e contemporaneamente da attrezzare con alcune postazioni informatiche a disposizione dei componenti del Comitato, scaffali dove collocare libri, riviste ed altri documenti, un proiettore LCD e un'attrezzatura per videoconferenze.
Personale
Anche la dotazione di personale del Corerat risulta quantitativamente insufficiente e fortemente precaria.
Il Comitato ha già più volte sollecitato l'applicazione dell'articolo 9 della sua legge istitutiva, in base al quale la dotazione organica dell'ufficio di segreteria del Corerat deve essere definita con deliberazione dell'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, sentito il Comitato.
Si deve superare la prassi secondo cui la dotazione dell'ufficio è decisa con atti estemporanei e unilaterali da parte del Segretario generale, senza che vi sia la necessaria assunzione di responsabilità da parte dell'organo politico di governo dell'amministrazione consiliare e senza che sulle decisioni in materia di organico venga formalmente acquisito il parere del Comitato.
Su questo punto il Comitato svolgerà ancora un'azione di sollecito, avanzando all'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale una proposta di dotazione organica che, pur tenendo realisticamente conto delle attuali ristrettezze di personale del Consiglio, definisca comunque un livello adeguato di supporto amministrativo (tenendo anche conto della situazione, mediamente assai più favorevole, degli altri Comitati regionali).
Informatizzazione
Negli ultimi due esercizi finanziari il Comitato ha affrontato spese rilevanti per aggiornare la dotazione di attrezzature informatiche dei suoi uffici.
Occorre ora intervenire sul versante del software e delle procedure di lavoro, per far sì che gli investimenti infrastrutturali producano un significativo e percepibile miglioramento delle procedure di lavoro e della circolazione dell'informazione sull'attività del Comitato.
In questo campo si possono individuare i seguenti obiettivi prioritari:
1) riorganizzazione dell'archivio e del protocollo, che sono ancora interamente gestiti a mano e con procedure inadeguate ad assicurare la pronta reperibilità dei documenti. Nel periodo considerato da questo programma si potrà passare alla gestione informatizzata del protocollo e, per quanto riguarda l'archivio, si potrà completare la definizione del titolario per la classificazione dei documenti, che è in corso di sperimentazione dall'inizio del 2006, riorganizzando sulla sua base la gestione e la stessa collocazione fisica dell'archivio corrente, che rappresenta un problema non trascurabile data la attuale situazione logistica degli uffici. Nell'anno seguente si potrà poi affrontare il problema della classificazione e del riordino dell'archivio di deposito, in concomitanza con il previsto passaggio a nuovi e più spaziosi locali;
2) adozione di un nuovo programma di contabilità, in luogo di quello attuale, che è tecnicamente obsoleto e soprattutto non consente di evidenziare adeguatamente i dati idonei a supportare l'esercizio del controllo sull'efficienza e la correttezza della gestione contabile operata dagli uffici, che è, a seguito delle modifiche del regolamento interno recentemente approvate, specifica responsabilità del Comitato, ed in particolare del suo segretario tesoriere; contestualmente all'adozione del nuovo programma si dovrà procedere anche ad una riclassificazione dei capitoli di spesa del bilancio, sempre al fine di rendere possibile un più efficace controllo di gestione;
3) impulso all'utilizzo della posta elettronica come strumento principale di comunicazione. A tal fine il Comitato si doterà di un indirizzo di posta elettronica certificata, in modo da mettere a disposizione dei suoi corrispondenti, ed in particolare delle emittenti radiotelevisive, un mezzo particolarmente efficiente di comunicazione, che sia al tempo stesso pienamente idoneo a fornire prova dell'avvenuta spedizione e ricezione dei messaggi, dell'autenticità della loro provenienza e del loro contenuto;
4) ultimo, ma non certo in ordine di importanza, è l'impegno all'ulteriore sviluppo dei contenuti presenti sulle pagine Internet del Corerat [4], il cui aggiornamento, dopo alcuni anni di stasi, è ripreso dal marzo 2006. Si è deciso, almeno per il momento, di rinunciare al progetto di un sito indipendente, sia come design che come hosting, ed affidato ad un gestore esterno. Tale soluzione avrebbe infatti comportato dei costi elevati e forse eccessivi. Si conta poi che l'imminente riorganizzazione del sito Internet del Consiglio regionale consentirà di superare l'attuale lentezza e rigidità delle procedure di aggiornamento delle pagine. In ogni caso, la decisione di non realizzare un sito indipendente sarà riconsiderata nel prossimo anno, sulla base dell'esperienza maturata e delle dimensioni che a regime assumeranno le pagine Internet del Corerat.
Il quadro finanziario
Nel 1994 la norma finanziaria contenuta nella legge n. 22 stimò in 100 milioni di lire la cifra da riservare, nel bilancio interno del Consiglio regionale, per far fronte alle spese derivanti dal funzionamento del Corerat. In altri termini, all'epoca il legislatore ritenne di dover destinare al Corerat una cifra pari allo 0,13 % del complessivo costo del Consiglio regionale, che ammontava nel 1994 a lire 79.550.000.000.
Mantenendo intatta quella proporzione, lo stanziamento per il Corerat ammonterebbe oggi a circa 120.000 € sui complessivi 94.500.000 € stanziati nel 2006 per il Consiglio regionale.
Invece il bilancio interno del Consiglio regionale ha in questi anni congelato lo stanziamento nella misura di 51.646 €, esattamente corrispondenti ai 100 milioni di lire stimati nel 1994.
Frattanto le spese per il mero funzionamento dell'organo (gettoni di presenza e rimborsi spese, su cui incide pesantemente la svalutazione monetaria ed in particolare l'aumento del costo della benzina) sono cresciute fino al punto di superare abbondantemente le entrate annuali ordinarie. Di conseguenza, le iniziative del Corerat devono essere finanziate interamente attingendo ai residui.
Tali residui, accumulati nei passati esercizi anche per effetto di una più ridotta attività del Comitato, sono tuttavia destinati ad esaurirsi rapidamente, portando di conseguenza alla paralisi dell'attività. Per questo motivo, al momento della proposta e dell'approvazione del bilancio interno del Consiglio per il prossimo anno, si dovrà porre all'attenzione dei soggetti competenti l'esigenza di adeguare lo stanziamento riservato al Corerat, in modo da recuperare l'elisione del suo valore reale subita nel corso degli anni.
La relazione è stata approvata dal Comitato regionale sardo per il servizio radiotelevisivo nella seduta del 27 aprile 2006.
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