RISOLUZIONE  N. 1/2006

sulla sperimentazione dei servizi interattivi per la tv digitale in Sardegna

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Il Comitato regionale sardo per il servizio radiotelevisivo,

VISTO il decreto del Ministro delle comunicazioni 6 dicembre 2005, concernente contributi per il cofinanziamento dell'offerta di servizi e-government su piattaforma digitale terrestre (t-government) nelle aree all digital della Sardegna e Valle d'Aosta, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 29 dicembre 2005;

CONSIDERATO che i contributi previsti dal decreto (2 milioni di euro per la Sardegna e 1 milione per la Valle d'Aosta) sono riservati alle emittenti o loro consorzi e ai fornitori di contenuti già operanti, che diffondano i loro programmi nelle suddette regioni, e che in tale definizione rientrano emittenti e fornitori di contenuti non solo locali o regionali, ma anche nazionali;

VISTO che tali soggetti devono presentare al Ministero un progetto che prevede la fornitura di servizi interattivi di pubblica utilità ad interesse regionale, assicurandone la realizzazione e messa in onda attraverso il mezzo televisivo entro il 15 marzo 2006;

PRESO ATTO che si tratta di una attività sperimentale che, secondo il decreto ministeriale, non deve rispondere ad alcun requisito stabilito dalla Regione, nonostante il testo unico della radiotelevisione (decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177) attribuisca espressamente tale funzione alle strutture regionali;

RILEVATO che questa funzione non può essere esercitata perché in Sardegna non è stata ancora approvata una legge istitutiva del Comitato regionale per le comunicazioni (Corecom), che definisca e disciplini le funzioni che questo organismo dovrà svolgere;

RITENUTO che, pur in assenza di una legge regionale costitutiva del nuovo organismo, sarebbe opportuno fissare regionalmente dei criteri per valutare quali tra le realtà imprenditoriali sarde hanno diritto, oggi, di concorrere per la sperimentazione nell'area regionale e, domani, di acquisire le licenze di fornitore di contenuti per i servizi interattivi della Tv digitale;

CONSIDERATO che indubbiamente la sperimentazione, aiutata con rilevanti risorse economiche pubbliche, consente a chi la realizza di affinare tecniche produttive e modalità organizzative indispensabili per poter successivamente riversare queste competenze nel mondo del digitale nazionale ed europeo;

RILEVATO che vi è però il rischio che si crei una occupazione delle risorse trasmissive al di fuori di ogni regola e che numerose realtà, in particolare a livello locale, vengano escluse da queste nuove attività, vanificando i benefici attesi per la Sardegna dalla sperimentazione della tv digitale di cui al protocollo congiunto Ministero-Regione-imprese dell'aprile del 2005,

DECIDE

di richiamare l'attenzione delle istituzioni sarde su questo anomalo avvio della sperimentazione della tv digitale in Sardegna.

 

La risoluzione è stata approvata dal Comitato regionale sardo per il servizio radiotelevisivo nella seduta del 17 gennaio 2006.

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