Un minuto di silenzio per ricordare Gesuino Muledda

03/07/2018

Il Consiglio regionale ha osservato un minuto di slenzio per commemorare l’on. Gesuino Muledda, scomparso ieri mattina a Cagliari. L'ex consigliere regionale è stato ricordato dal presidente dell'Assemblea Gianfranco Ganau.  Di seguito il testo integrale della commemorazione.

Colleghi,

oggi il Consiglio regionale commemora l’on. Gesuino Muledda, consigliere regionale dall’VIII alla X legislatura scomparso ieri mattina all’età di 76 anni. Nato a Oniferi il 27 marzo del 1942 da una famiglia di umili origini, madre casalinga e padre pastore, per oltre 50 anni è stato uno dei principali protagonisti della vita politica isolana. Subito dopo la laurea in lettere e filosofia a Sassari, a metà degli anni ’60 si trasferì in Ogliastra dove insegnò per diversi anni nelle scuole medie di Tortolì e Gairo. Una passione per le “belle lettere” alla quale affiancava quella per la politica. Giovanissimo si iscrisse al Partito Comunista Italiano dove presto diventò punto di riferimento per la Federazione ogliastrina. Nei primi anni ‘70 il suo ingresso ufficiale nelle istituzioni con l’elezione a sindaco di Gairo. L’amministrazione da lui guidata diede un contributo decisivo per il completamento della ricostruzione del paese della Valle del Pardu ancora ferito della terribile alluvione del 1951. Dopo l’esperienza amministrativa, il salto nella politica regionale con la prima elezione in Consiglio nel 1974, nella settima legislatura. Da quel momento iniziò la sua lunga esperienza nell’Assemblea Sarda andata avanti per quattro legislature consecutive e caratterizzata da un impegno costante nella difesa dei diritti dei lavoratori e per la costruzione di una Sardegna migliore. Nella suo primo mandato nel Parlamento sardo è stato componente delle Commissioni Sanità e Agricoltura e Vicepresidente della Commissione Urbanistica. Ma è l’VIII legislatura a segnare la svolta nella sua vicenda politica. Vicepresidente del gruppo comunista entra a far parte del primo esecutivo regionale di sinistra della storia autonomistica guidato dal socialista Franco Rais. Dal 1980 al 1982 ricopre l’incarico di assessore agli Enti Locali, Finanze e Urbanistica.      Un’esperienza di governo premiata alla successive elezioni regionali del 1984 nelle quali soffiò forte il vento sardista che portò alla guida della Regione il leader dei Quattro Mori Mario Melis. Nelle tre Giunte Melis, sostenute prima dall’accoppiata Pci-Psd’Az e successivamente anche dal Psi e dal Partito Repubblicano, Muledda ricoprì per 5 anni la carica di assessore all’Agricoltura. A quell’assessorato Gesuino Muledda legò indissolubilmente il suo nome con interventi finalizzati allo  svecchiamento dei sistemi di produzione e all’internalizzazione delle imprese. A lui si devono i primi piani di modernizzazione degli ovili e l’impulso decisivo alla nascita delle associazioni dei produttori. Sua la campagna di marketing per la valorizzazione dei formaggi sardi con il marchio delle produzioni casearie stampato sulle maglie del Cagliari Calcio. Un’esperienza che contribuì ad aumentarne il consenso popolare. Nelle elezioni del 1989 Muledda fu, in percentuale, il candidato più votato nelle fila del partito Comunista italiano, con oltre 12mila preferenze personali raccolte nel collegio di Nuoro. Nel 1994 chiuse la sua esperienza in Consiglio, al termine della X legislatura. L’uscita dall’Assemblea sarda segnò anche l’allontanamento dalla sinistra erede del Partito Comunista Italiano scioltosi nel ’91 dopo la svolta della Bolognina. Cominciò allora un lento avvicinamento al sardismo con lo sguardo però rivolto sempre a sinistra. Nel 1999 appoggiò la nascita del Nuovo Movimento di Nicola Grauso e nel 2004 entrò nel Partito Sardo d’Azione che abbandonò nel 2009 a seguito dell’accordo firmato dai Quattro Mori con il centrodestra per le elezioni regionali. L’uscita dal Psd’Az segnò la nascita di una nuova formazione politica, i Rossomori, nella quale Muledda ricoprì prima la carica di segretario e successivamente di presidente. Negli ultimi anni della sua vita, condizionati dalla malattia affrontata con spirito da guerriero, ha continuato a sognare una Sardegna migliore. Le sue battaglie erano orientate alla costruzione di una nuova consapevolezza di popolo, fondata sull’istruzione e la modernizzazione della società sarda. In una delle sue ultime interviste indicò tre punti sui quali fondare un nuovo progetto di Rinascita dell’Isola: la riscrittura dello Statuto (convinto che la Carta Costituzionale della Sardegna andasse rivista ma non cancellata); l’accumulazione di saperi (per il riscatto economico e culturale) e un grande progetto di giustizia sociale. Questo è il suo messaggio per i più giovani e per tutti coloro che hanno a cuore il futuro della nostra terra. Nel formulare le sentite condoglianze alla moglie, ai figli e ai nipoti esprimo il profondo cordoglio dell’intero Consiglio e mio personale.

 

Sospendo la seduta per cinque minuti in segno di lutto.