Commemorazione on. Girolamo Sotgiu
Seduta n. 113 - 5 marzo 1996

 


Questo il testo del discorso del Presidente Selis:

Alle prime ore di oggi si è spento, nell'ospedale Brotzu di Cagliari, il professor Girolamo Sotgiu, già consigliere regionale per cinque legislature (dalla I alla V), questore, vicepresidente di questa Assemblea legislativa e senatore della Repubblica.
Con Girolamo Sotgiu scompare un esponente politico eminente, ma soprattutto uno storico fertilissimo, che è andato, con i suoi studi e le sue pubblicazioni, alle radici della "questione sarda" riscoprendone ed individuandone le cause fin da quando la Sardegna diventò prima piemontese e poi italiana.
Girolamo Sotgiu è morto sulla breccia della sua intensissima attività di studioso e di scrittore. Aveva appena licenziato uno dei suoi ponderosi volumi sulla storia moderna sarda e già aveva annunciato una sua nuova opera, dedicata questa all'autonomia regionale della Sardegna.
Aveva 81 anni. Era nato a La Maddalena nel 1915. Laureato in lettere a Roma, si era dedicato, negli anni giovanili, alla poesia e alla critica letteraria, collaborando a prestigiose riviste nazionali. Scoppiata la seconda guerra mondiale fu ufficiale dell'esercito ed inviato nel Dodecanneso. Si trovava a Rodi quando, dopo l'armistizio del 1943, i tedeschi disarmarono le guarnigioni italiane internando in campo di concentramento o giustiziando i non collaborazionisti. In modo romanzesco Egli riuscì a sottrarsi, insieme con la famiglia alla deportazione nazista trovando riparo in Turchia. Rientrato in Italia aderì al PCI svolgendo soprattutto attività sindacale.
In quegli anni intensi della costruzione della nuova Italia ebbe ruoli politici di grandissimo rilievo sia nel PCI e sia nella CGIL di cui fu segretario regionale e componente del Comitato nazionale.
Girolamo Sotgiu fu eletto nel primo Consiglio regionale nel 1949 e vi rimase fino al 1968 quando fu eletto Senatore della Repubblica. Nel PCI ricoprì incarichi molto importanti non solo a livello regionale ma anche a livello nazionale: fu membro del Comitato Centrale e della Commissione cultura nella quale ebbe grande influenza. L'intensa attività politica non gli aveva impedito di continuare a coltivare la sua attività, altrettanto serrata di professore universitario e di ricercatore scientifico. Era professore di storia moderna, fu Direttore di Istituto e preside della Facoltà di Lettere.
Come parlamentare partecipò all'inchiesta della Commissione parlamentare sul banditismo. La sua attività legislativa fu intensa quanto l'attività accademica di scrittore. Non c'è stato problema rilevante della Sardegna dell'ultimo mezzo secolo che non abbia visto la sua competente partecipazione al dibattito. Anzi tra la sua opera di studioso e la sua attività politica non vi sono stati mai confini poiché proprio nell'affrontare i problemi emergenti Egli vedeva - ed aveva gli strumenti culturali per analizzarli - le loro cause lontane, le loro vere motivazioni del presente. Perciò le sue proposte per la risoluzione dei problemi della Sardegna erano sempre chiare, nette e molto realistiche.
Fondatore e direttore della rivista "Archivio storico del movimento operaio e contadino e dell'autonomia della Sardegna" ha affrontato con piglio sicuro tutte le più complesse questioni della realtà sociale, economica e politica della Sardegna contemporanea.
Troppo lungo sarebbe elencare i suoi libri. Essi vanno dalle origini della questione sarda alla formazione dei movimenti politici e dei partiti in Sardegna; dalla storia della Sardegna sabauda alla storia della Sardegna durante e dopo il fascismo. Le sue opere pubblicate spesso da case editrici nazionali, hanno avuto larghissima diffusione e innumerevoli citazioni.
Con Girolamo Sotgiu scompare un protagonista della storia politica sarda e italiana di questo secolo; ma soprattutto un protagonista della cultura e della storia autonomistica della nostra Isola.
Alla famiglia, al partito e al gruppo che lo videro nelle loro fila giunga il rimpianto e il cordoglio mio personale e dell'intero Consiglio regionale.
Sospendo la seduta per cinque minuti in segno di lutto.

 


 

Alla seduta 113