CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XIV LEGISLATURA

PROPOSTA DI LEGGE N. 111

presentata dai Consiglieri regionali

FLORIS Rosanna - RASSU - SANNA Paolo Terzo - PETRINI - RANDAZZO - PITEA - SANJUST - BARDANZELLU - LADU - ARTIZZU - CAMPUS

il 4 febbraio 2010

Norme per la defiscalizzazione dei carburanti per autotrazione in Sardegna

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RELAZIONE DEI PROPONENTI

In diverse realtà territoriali dell'Unione europea e della Repubblica italiana, con differenti motivazioni, sono state introdotte norme che consentono una riduzione delle accise gravanti sui prodotti energetici.

La legge 28 dicembre 1995, n. 459 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica), all'articolo 3, comma 15, prevede che "Fermi restando i vincoli derivanti dagli accordi internazionali e dalle normative dell'Unione europea, nonché dalle norme ad essi connesse, le regioni, nonché le province autonome, possono determinare, con propria legge e nell'ambito della quota dell'accisa a loro riservata, una riduzione del prezzo alla pompa delle benzine, per i soli cittadini residenti nella regione o nella provincia autonoma o in una parte di essa".

Tale norma ha consentito alla Regione Friuli Venezia Giulia di ridurre, con legge regionale 12 novembre 1996, n. 47, le accise sul costo della benzina di ben 800 lire al litro.

Altre regioni d'Italia, quali la Valle d'Aosta, hanno introdotto norme volte alla riduzione del costo dei carburanti per cittadini residenti e imprese operanti sul territorio regionale.

L'accisa è un'imposta che grava sulla quantità dei beni prodotti, a differenza dell'IVA che incide sul valore: l'IVA è espressa in percentuale del valore del prodotto, l'accisa si esprime in termini di aliquote che sono rapportate all'unità di misura del prodotto stesso.

Nel caso dei prodotti energetici si hanno aliquote rapportate al litro come nel caso della benzina e del gasolio, oppure al chilo come per esempio sugli oli combustibili e sul gpl. Nel caso degli spiriti, l'aliquota fiscale è rapportata al litro anidro, cioè all'unità di volume al netto dell'acqua. Per esempio, una bottiglia da un litro di grappa a 40° contiene 1x40:100= 0,4 litri anidri, mentre il litro totale di prodotto viene detto litro idrato. Nel caso dei gas, come ad esempio il metano, l'aliquota è rapportata al metro cubo. Sull'energia elettrica il rapporto è effettuato sul chilowattora.

L'accisa concorre a formare il valore dei prodotti, ciò vuol dire che l'IVA sui prodotti soggetti ad accisa grava anche sulla stessa accisa.

Quindi, il consumatore finale paga le tasse due volte.

L'armonizzazione delle accise è stato un elemento indispensabile alla corretta instaurazione del mercato unico europeo. D'altra parte, il gettito legato alle accise è fondamentale per la fiscalità interna dei singoli Stati membri, in quanto costituisce una parte cospicua delle entrate nel bilancio di ogni Paese. Pertanto, da una parte è stato necessario disciplinare il settore con norme europee applicabili su tutto il territorio dell'Unione, dall'altra è stato lasciato ampio spazio alla sussidiarietà di ogni Stato membro, dal momento che le accise concorrono tradizionalmente alla formulazione di scelte politiche, non solamente in campo tributario, ma anche nei settori industriali, energetico, sanitario, sociale, dei trasporti e dell'agricoltura.
Il grande impatto di questo tipo di fiscalità si rileva considerando che essa colpisce prodotti tipici dell'agricoltura e degli usi alimentari di ogni Paese e prodotti cosiddetti energetici, impiegati nella produzione di beni e servizi di larghissimo consumo quali l'energia elettrica, il gas o i trasporti. Date le caratteristiche territoriali molto diverse che contraddistinguono i Paesi membri, non è stato possibile giungere ad un'armonizzazione completa, ossia colpire gli stessi prodotti con le stesse aliquote in tutto il territorio dell'Unione europea, però si è proceduto ad armonizzare le strutture dei tributi nell'ambito di un regime generale valido in ogni Stato membro.

Nel territorio italiano, sull'acquisto dei carburanti grava un insieme di accise, istituite nel corso degli anni allo scopo di finanziare diverse emergenze. Alcune di esse, però, risultano talmente anacronistiche (la meno recente prevede tuttora il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935) da suscitare non poche polemiche a riguardo.

L'elenco completo comprende le seguenti accise:
- 1,90 lire per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935;
- 14 lire per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
- 10 lire per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963;
- 10 lire per il finanziamento dell'alluvione di Firenze del 1966;
- 10 lire per il finanziamento del terremoto del Belice del 1968;
- 99 lire per il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976;
- 75 lire per il finanziamento del terremoto dell'Irpinia del 1980;
- 205 lire per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
- 22 lire per il finanziamento della missione UNMIBH in Bosnia Erzegovina del 1996;
- 39 lire per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.

Attualmente l'accisa (un tempo anche chiamata "tassa di fabbricazione"), per le benzine è pari a 0,564 euro/litro e per il gasolio a 0,423 euro/litro. A fronte di tali valori viene, alla fine, ricalcolata l'IVA al 20 per cento (una tassazione sulla tassa).

Con le manovre finanziarie del 2005 e del 2006 sono state previste:
- l'esenzione dall'accisa per il biodiesel dal 1° gennaio 2004 al 30 giugno 2010 (articolo 1, comma 515, della legge n. 311 del 2004);
- la proroga per il 2005 e il 2006 di disposizioni di favore sulle accise relative a emulsioni, gasolio e gpl in zone montane, teleriscaldamento, gas metano per uso industriale e civile, gpl, gasolio per autotrazione (articolo 1, comma 115, della legge n. 266 del 2005, legge finanziaria 2006).

Nello scorso mese di maggio è stato approvato il testo della legge 5 maggio 2009, n. 42 (Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione) che, all'articolo 2, prevede:
"r) previsione che la legge regionale possa, nel rispetto della normativa comunitaria e nei limiti stabiliti dalla legge statale, valutare la modulazione delle accise sulla benzina, sul gasolio e sul gas di petrolio liquefatto, utilizzati dai cittadini residenti e dalle imprese con sede legale e operativa nelle regioni interessate dalle concessioni di coltivazione di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, e successive modificazioni;".

La nostra Regione, a causa della sua insularità e della assenza di prodotti energetici competitivi, sopporta un onere relativo alle spese e agli oneri energetici che grava sui consumi delle famiglie e sulle imprese, superiore a qualsiasi regione d'Italia e d'Europa.

Si calcola in circa il 10 per cento del valore del PIL regionale l'aggravio per la nostra Regione di oneri conseguente a trasporti ed energia, rispetto ai criteri di competitività di aziende e cittadini di qualsiasi altra regione d'Italia.

Un peso di cui non si tiene conto nei parametri economici posti a base di calcolo nelle politiche di aiuto dell'Unione europea che hanno visto la nostra Isola, recentemente, uscire dall'obiettivo 1 per aver, sebbene di poco, superato il limite del 75 per cento del reddito procapite medio europeo.

I consumi energetici, in Sardegna, hanno fatto registrare negli ultimi anni i seguenti valori:

Tipologia prodotto energetico

Valori espressi in euro

Carburanti per autotrazione

903.179.227,00

Energia elettrica

630.292.000,00

Totale

1.533.471.227,00

Di seguito la tabella che riporta il PIL ed il PIL procapite prodotto in Sardegna dal 2000 al 2007

  2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007
Prodotto interno lordo (PIL)
(milioni di euro)
25.958,1 27.547,6 28.151,6 29.487,3 30.595,5 31.421,3 32.579,0 33.823,2
PIL ai prezzi di mercato per abitante
(euro)
15.861,0 16.871,4 17.226,5 17.975,7 18.581,0 19.009,8 19.654,3 20.444,1

Una incidenza, quindi, dei consumi energetici pari al 4,5 per cento dell'intero PIL regionale, con l'ovvia conseguenza che l'abbattimento del carico fiscale sui prodotti energetici libererebbe disponibilità economiche destinabili a consumi delle famiglie e investimenti pari o addirittura superiori ai 2 punti percentuali, cioè la soglia economica superata la quale si creano le premesse per un aumento non assistito dei tassi d'occupazione. Nel 2007 (secondo l'ISTAT) il tasso di disoccupazione si attestava sull'8,6 per cento, mentre nell'ultimo trimestre del 2008 il tasso è lievitato al 10,8 per cento, ed è riconducibile alla recessione economica internazionale.

La presente proposta di legge regionale è quindi finalizzata alla previsione, in Sardegna di un nuovo regime impositivo fiscale sui prodotti energetici volti al consumo per autotrazione, che crei le premesse per un deciso rilancio dell'economia e dell'occupazione rendendo disponibili risparmi importanti per le famiglie e con la conseguenza di maggiori consumi e investimenti produttivi.

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TESTO DEL PROPONENTE

 

Art. 1
Finalità

1. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 3, commi 15 e 17 della legge 28 dicembre 1995, n. 549 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica), e dell'articolo 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42 (Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione), la Giunta regionale è autorizzata a determinare, con deliberazione da pubblicarsi nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS), la riduzione da applicarsi al prezzo alla pompa delle benzine, del gasolio e dei prodotti energetici per autotrazione.

 

Art. 2
Soggetti beneficiari

1. Sono beneficiari delle disposizioni della presente legge:
a) le persone fisiche residenti nella Regione intestatarie o cointestatarie dei mezzi autorizzati a beneficiare della riduzione del prezzo alla pompa dei carburanti per autotrazione, intendendo con tale termine i carburanti per rifornire veicoli, motoveicoli e mezzi nautici destinati all'esclusivo consumo personale; per intestatari o cointestatari di mezzi si intendono, oltre ai proprietari, anche i soggetti indicati nella carta di circolazione quali locatari dei mezzi in leasing;
b) i soggetti autorizzati in via permanente al rifornimento di mezzi intestati ad organizzazioni senza fini di lucro operanti nel territorio della Regione autonoma della Sardegna.

 

Art. 3
Mezzi autorizzati al rifornimento agevolato

1. Sono oggetto di rifornimento agevolato:
a) gli autoveicoli ed i motoveicoli iscritti nei pubblici registri automobilistici della Regione;
b) le unità da diporto iscritte nei registri delle capitanerie di porto situate nella regione.

 

Art. 4
Modalità di attuazione

1. L'autorizzazione ad usufruire dei rifornimenti a prezzo agevolato è rilasciata ai soggetti interessati:
a) per i soggetti individuati all'articolo 3, comma 1, lettera a), dal comune di residenza;
b) per i soggetti individuati all'articolo 3, comma 1, lettera b), dalla Presidenza della Regione.

2. Ai fini del rilascio dell'autorizzazione, i soggetti interessati presentano domanda secondo le modalità e i termini stabiliti con decreto del Presidente della Regione.

3. Gli enti autorizzativi rilasciano un contrassegno, con l'indicazione dei codici identificativi del mezzo, da esibire in posizione visibile sul mezzo autorizzato, e apposita tessera magnetica (POS) personale alle persone fisiche aventi titolo e requisito di cui alla presente legge.

 

Art. 5
Modalità di erogazione

1. Per l'acquisto dei carburanti per autotrazione a prezzo ridotto, il beneficiario consegna al gestore del punto vendita dotato di un POS, l'identificativo relativo al mezzo per il quale è stato rilasciato.

2. Il gestore verifica che il mezzo sul quale è effettuato il rifornimento sia quello risultante dall'identificativo. La verifica può essere effettuata anche mediante l'ausilio di apparati visivi ed elettronici, nonché di dispositivi atti a controllare informaticamente la corrispondenza fra il veicolo rifornito e i dati della tessera utilizzata.

3. Effettuato il rifornimento il gestore immediatamente rileva, tramite il POS, il quantitativo di litri erogati e, contestualmente, memorizzati dall'apparecchio sull'identificativo e rilascia al beneficiario lo scontrino emesso dal POS.

4. Il beneficiario verifica la corrispondenza del quantitativo di litri erogati con quanto riportato nello scontrino del POS.

5. Le operazioni di cui ai commi 2, 3 e 4, a cura del gestore, possono essere validamente effettuate anche da addetti alla vendita dei carburanti per autotrazione muniti di POS preposti dal gestore del punto vendita.

6. Il gestore fornisce idonea evidenza al pubblico dei prezzi praticati, che sono debitamente riportati nei POS.

7. L'Amministrazione regionale rileva i prezzi praticati alla pompa da ogni impianto nel territorio regionale, dando periodicamente massima diffusione delle relative elaborazioni, anche mediante il sito internet regionale.

8. La mancata evidenza al pubblico dei prezzi praticati o l'applicazione di prezzi diversi rispetto a quelli esposti comporta in capo al gestore dell'impianto l'applicazione delle sanzioni previste dalla vigente normativa.

9. Per le finalità di cui al presente articolo, le camere di commercio forniscono giornalmente alla Regione, per il tramite del sistema informatico regionale, le informazioni relative ai prezzi dei carburanti per autotrazione applicati dai gestori e i relativi quantitativi venduti, ivi comprese le vendite degli eventuali contingenti di benzine e di gasolio per autotrazione a prezzo agevolato.

 

Art. 6
Banca dati

1. L'Amministrazione regionale, per le finalità previste dalla presente legge, nonché per altre finalità di carattere istituzionale, è autorizzata ad istituire una banca dati informatica per l'anagrafe dei beneficiari, per la rilevazione dei consumi dei carburanti per autotrazione e per la rilevazione delle sanzioni amministrative comminate.

2. I dati relativi ai singoli rifornimenti che, per qualsiasi causa, non sono stati trasferiti dai POS al sistema informatico sono memorizzati negli archivi del sistema informatico entro il termine di tre mesi dalla data dei rispettivi consumi.

3. Le amministrazioni comunali trasmettono all'Amministrazione regionale i dati relativi alle autorizzazioni rilasciate alle persone fisiche residenti nel proprio comune. Le informazioni sono trasmesse alla banca dati regionale con cadenza settimanale in via informatica. A tal fine è autorizzato anche il diretto prelevamento dei dati dagli archivi informatici comunali da parte dell'Amministrazione regionale. Con deliberazione della Giunta regionale sono definiti i contenuti specifici dei dati e le modalità operative per consentire il trasferimento degli stessi dagli archivi comunali.

4. Per la realizzazione della banca dati e per garantire l'espletamento delle funzioni delegate alle camere di commercio, l'Amministrazione regionale è autorizzata a stipulare convenzioni con le medesime e con le amministrazioni pubbliche competenti all'immatricolazione ed alla tenuta dei registri di iscrizione dei mezzi.

 

Art. 7
Delega di funzioni

1. Ai comuni sono delegate le funzioni relative al rilascio degli identificativi e dei contrassegni nautici, nonché delle autorizzazioni e relative variazioni, sospensioni o revoche relativi ai soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a).

2. Alle camere di commercio sono delegate le funzioni relative:
a) agli adempimenti relativi alle rilevazioni e ai controlli sui consumi di carburante per autotrazione, sia a prezzo ridotto che a prezzo pieno;
b) all'aggiornamento della banca dati nei tempi e con le modalità stabilite nella convenzione di cui all'articolo 6.

 

Art. 8
Autorizzazione alla vendita e
relativi adempimenti

1. Ai sensi e per gli effetti della presente legge si intendono autorizzati alla vendita dei carburanti per autotrazione a prezzo ridotto i gestori di punti vendita dotati dei POS di cui all'articolo 5.

2. I gestori dei punti vendita comunicano giornalmente alla propria camera di commercio i dati memorizzati nei POS, relativi alle quantità di carburanti per autotrazione vendute nella giornata lavorativa. Le comunicazioni avvengono, di norma, in via informatica, salvo causa di forza maggiore. La trasmissione dei dati dai POS avviene tramite rete telefonica con collegamento ad un programma di gestione delle connessioni su apposite apparecchiature di interfaccia.

3. Ai fini della comunicazione di cui al comma 2 il gestore altresì registra, tramite il POS, i dati relativi ai quantitativi di carburante per autotrazione complessivamente venduti, risultanti dalla lettura delle colonnine e riportati nel registro dell'Ufficio tecnico di finanza (UTF).

4. Il gestore, inoltre, all'inizio di ogni giornata lavorativa, verifica l'avvenuto corretto invio dei dati dal POS di cui ai commi 2 e 3, riferiti al giorno precedente.

5. Qualora dalla verifica di cui al comma 4 risulti che i dati non sono stati correttamente trasmessi al sistema informatico, il gestore ne dà comunicazione entro il giorno successivo alla competente camera di commercio, esibendo la copia degli scontrini rilasciati e/o il registro dell'UTF ai fini dell'aggiornamento degli archivi informatici da parte della camera di commercio medesima.

6. Il gestore del punto vendita non consente il rifornimento a prezzo ridotto qualora l'identificativo a tal fine consegnato risulti rilasciato per un mezzo diverso rispetto a quello per il quale è richiesto il rifornimento o risulti disabilitato.

7. Le notizie ai gestori relative all'avvenuto corretto invio dei dati all'elaboratore centrale di cui al comma 3 ed alle disabilitazioni degli identificativi avvengono mediante comunicazione sui POS.

8. La Giunta regionale, con deliberazione, è autorizzata ad attuare gli strumenti necessari alla progressiva riduzione e parificazione dei costi relativi alla trasmissione dei dati mediante linea telefonica da tutti i punti vendita di carburante della Sardegna.

 

Art. 9
Detrazione dell'imposta

1. I gestori dei punti di vendita di carburanti forniscono mensilmente ai fornitori titolari di depositi fiscali e produttori di carburanti un riepilogo dettagliato delle operazioni effettuate in esenzione di imposta.

2. I titolari dei depositi fiscali e produttori di carburanti sono autorizzati a detrarre l'imposta non riscossa.

 

Art. 10
Rapporti finanziari e contabili con
le camere di commercio

1. Le camere di commercio svolgono l'attività loro delegata nei modi e nei termini stabiliti con la presente legge e sulla base di apposita convenzione.

2. Le camere di commercio fanno fronte agli oneri per lo svolgimento dell'attività delegata, ivi compresi quelli derivanti dall'acquisto degli identificativi, con gli introiti derivanti dal rilascio degli identificativi e delle autorizzazioni e dalle loro variazioni e le entrate derivanti dall'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie.

3. Le somme introitate a titolo di recupero delle riduzioni di prezzo indebitamente percepite ai sensi dell'articolo 12 sono riversate alla Regione alla fine di ogni trimestre.

 

Art. 11
Vigilanza

1. La vigilanza sulla corretta osservanza delle prescrizioni della presente legge è effettuata dalle camere di commercio e dall'Amministrazione regionale.

2. Le camere di commercio esercitano la vigilanza in relazione alle funzioni ad esse delegate, con i poteri sanzionatori di loro competenza.

3. Gli organi dell'amministrazione finanziaria, delle amministrazioni comunali e dell'Autorità marittima segnalano all'Amministrazione regionale le violazioni alle prescrizioni della presente legge di cui vengano a conoscenza. nello svolgimento dell'attività istituzionale di controllo. Tali segnalazioni vengono altresì comunicate dall'Amministrazione regionale alle camere di commercio, qualora siano rilevanti ai fini dell'applicazione delle sanzioni di loro competenza.

4. L'Amministrazione regionale esercita la vigilanza potendo altresì disporre verifiche, audizioni ed ispezioni qualora dal monitoraggio dei consumi siano riscontrate delle anomalie o su segnalazione delle amministrazioni comunali, delle camere di commercio e dell'amministrazione finanziaria, con i poteri sanzionatori di propria competenza.

 

Art. 12
Sanzioni amministrative a carico dei privati e restituzione delle riduzioni di prezzo indebitamente percepite

1. È soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 50 a euro 90 il beneficiario che non segnali il venir meno dell'intestazione o titolarità del diritto di usufrutto del mezzo, lo smarrimento, il furto o la distruzione dell'identificativo, del contrassegno nautico o del mezzo entro il termine di quindici giorni.

2. È soggetto alla restituzione delle riduzioni di prezzo percepite indebitamente o in eccedenza rispetto a quelle spettanti in base alla presente legge, maggiorate degli interessi calcolati al tasso legale vigente al momento del consumo illecito e alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da due a quattro volte la riduzione di prezzo percepita indebitamente o in eccedenza rispetto a quella spettante in base alla presente legge, colui che utilizzi l'identificativo non essendo beneficiario o avendo perduto il requisito per il beneficio della presente legge, o di intestatario, cointestatario o titolare di diritto di usufrutto del mezzo.

3. È soggetto alla restituzione delle riduzioni di prezzo indebitamente percepite, maggiorate degli interessi calcolati al tasso legale vigente al momento del consumo illecito e alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da quattro a sei volte la riduzione di prezzo beneficiata colui che:
a) utilizzi l'identificativo per rifornire un mezzo diverso rispetto a quello per il quale è stato rilasciato;
b) utilizzi senza titolo l'identificativo altrui.

4. È soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 200 ad euro 600:
a) colui che, anche a seguito del venir meno del titolo di proprietà, comproprietà o usufrutto del mezzo, ceda ad altri il proprio identificativo;
b) il legale rappresentante dell'organizzazione che non segnali agli enti autorizzati al rilascio delle relative autorizzazioni la variazione dei presupposti che hanno consentito il rilascio dell'autorizzazione o dei nominativi dei soggetti autorizzati in via permanente al rifornimento del mezzo per il quale è stato rilasciato l'identificativo entro quindici giorni dalla variazione.

 

Art. 13
Sanzioni amministrative a carico dei gestori degli impianti

1. È soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 100 ad euro 1.000 per ogni rifornimento irregolarmente effettuato il gestore dell'impianto che effettua rifornimento su mezzo diverso rispetto a quello risultante dall'identificativo.

2. La sanzione di cui al comma 1 è ridotta a un quarto qualora al gestore non sia stato notificato identico provvedimento sanzionatorio per la medesima violazione nei novanta giorni antecedenti l'ultima notifica.

3. È soggetto all'ulteriore sanzione amministrativa consistente nella sospensione dell'autorizzazione alla vendita di carburanti per autotrazione a prezzo ridotto fino a tre mesi, mediante disabilitazione dei POS, il gestore che sia incorso per cinque volte durante l'anno nella sanzione di cui al comma 1.

4. È soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 100 a euro 500 per ogni rilevazione omessa o scontrino non rilasciato il gestore che non rilevi tramite POS il quantitativo di carburanti per autotrazione erogati a prezzo ridotto all'atto del rifornimento o non rilasci lo scontrino all'atto del rifornimento. In caso di recidiva, la sanzione amministrativa è raddoppiata nei suoi limiti minimi e massimi.

5. È soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 40 a euro 100 il gestore che a fine giornata non memorizzi sul POS i dati relativi ai quantitativi dei carburanti per autotrazione complessivamente venduti e non provveda al loro invio all'elaboratore centrale del sistema informatico ai sensi dell'articolo 9. In caso di recidiva, la sanzione amministrativa è raddoppiata nei suoi limiti minimi e massimi. La sanzione non è applicata qualora la mancata memorizzazione o il mancato invio dei dati all'elaboratore derivino da guasti o malfunzionamenti delle apparecchiature informatiche.

6. La camera di commercio nel cui ambito territoriale sono ubicati gli impianti di distribuzione dei carburanti provvede all'applicazione delle sanzioni amministrative di cui ai commi da 1 a 5.

 

Art. 14
Norma finanziaria

1. Agli oneri derivanti dalla attuazione della presente legge si provvede con dispositivo della legge finanziaria a' termini dell'articolo 4, comma 1, lettera e), della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 (Norme in materia di programmazione e di contabilità).