CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XIV LEGISLATURA

PROPOSTA DI LEGGE N. 548

presentata dai Consiglieri regionali
STOCHINO - PITTALIS - AMADU - BARDANZELLU - GALLUS - GRECO - LAI - LOCCI - LUNESU - MURGIONI - PERU - PETRINI - PIRAS - RANDAZZO - RODIN - SANJUST -
SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - TOCCO

il 31 luglio 2013

Disposizioni a sostegno delle imprese per la riduzione dei tempi di pagamento da parte
della Regione autonoma della Sardegna

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RELAZIONE DEL PROPONENTE

In ossequio alla direttiva 2011/7/UE del 16 febbraio 2011, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento delle transazioni commerciali, il Governo Monti ha emanato il decreto legislativo 9 novembre 2012, n. 192, il quale stabilisce che dal 1° gennaio 2013 la pubblica amministrazione (PA) pagherà i fornitori entro trenta giorni dalla consegna della fattura (sessanta giorni per la sanità).

Questa proposta di legge si pone sulla scia dei provvedimenti sopra citati, dando loro precisa attuazione, mediante l'introduzione di un nuovo sistema di pagamento fra la pubblica amministrazione e le imprese, per i crediti vantati da queste ultime, derivanti da contratti di somministrazione, fornitura e appalto.

Fino ad oggi, i pagamenti della Regione nei confronti delle province, dei comuni, delle ASL, delle imprese e dei fornitori di servizi, avvengono in linea verticale, e cioè la Regione trasferisce le risorse ai comuni o alle province e queste ultime, una volta ottenute le somme, e a condizione che le stesse non siano vincolate dal patto di stabilità, pagano le imprese e i fornitori con ritardi stimati fra i cinque e i nove mesi.

Purtroppo, all'entrata in vigore del patto di stabilità, non è corrisposto, da parte degli enti pubblici sopra menzionati, un preciso adempimento nei confronti di imprese e fornitori di servizi. Questo cattivo funzionamento della PA ha generato, nelle aziende, dei problemi di liquidità.

Le disposizioni qui di seguito non prevedono più l'impianto di pagamento in linea verticale, sopra evidenziato, ma un sistema nuovo che delega i pagamenti alla tesoreria della Regione o ad altra banca che voglia convenzionarsi con la Regione per anticipare i pagamenti alle imprese o ai fornitori. Il tutto avviene con la garanzia del pagamento da parte della Regione, e non più da parte delle imprese, come accade invece, utilizzando le odierne metodologie.

Fra questi due sistemi la differenza è sostanziale. Infatti, la banca di riferimento, grazie a questa proposta di legge, avrà direttamente la Regione come interlocutore di garanzia e non le imprese. In questo modo, l'imprenditore, creditore dell'ente pubblico, potrà avere il dovuto dalla banca nei termini stabiliti per legge, mentre oggi, spesso si vede negare dalle banche un fido necessario a copertura del credito che non riesce ad ottenere. Se consideriamo un'impresa media con un fatturato annuo di un milione di euro, e affidamenti bancari rispettivamente di euro cinquantamila come scoperto bancario e euro sessantamila come anticipo fatture e cambiali, le risulterà impossibile chiedere alla banca un ampliamento dei precedenti sistemi di anticipazione, a causa di rigidi parametri economici di solvibilità dell'azienda. Questo è ancora più vero oggi, laddove, a seguito della grave crisi economica e dei cronici ritardi di pagamento da parte della pubblica amministrazione, la maggior parte delle aziende sarde si trova in pesante sofferenza e rischia la chiusura.

Per concludere l'esposizione, si mette in evidenza che l'anticipazione dei pagamenti crea interessi che la stessa Regione deve riconoscere alle banche convenzionate. Si è stimato che, per anticipare centottanta milioni di euro in un periodo variabile che va dai cinque ai nove mesi, vengono maturati interessi pari a circa dieci milioni di euro. Si tratta di una cifra del tutto ragionevole e sufficiente per salvare il sistema produttivo isolano; comunque, si tratta di una cifra nettamente inferiore rispetto a quella che si dovrebbe pagare a seguito dei ricorsi avviati dalle imprese attraverso i propri legali, il cui esito, spesso, costringe la Regione a pagare interessi di mora elevati, riconosciuti e sanciti dai tribunali amministrativi.

ILLUSTRAZIONE SINTETICA DEL CONTENUTO DEGLI ARTICOLI

L'articolo 1 espone le finalità della proposta di legge, e cioè l'introduzione di misure volte a ridurre i tempi di pagamento da parte della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese e dei fornitori, in ossequio alla direttiva europea 2011/7/UE che è stata recepita in Italia dal decreto legislativo 9 novembre 2012, n. 192, e il recupero del sistema produttivo isolano, stretto da un periodo di forte recessione economica.

La direttiva sopra menzionata stabilisce che, dal 1° gennaio 2013, le pubbliche amministrazioni degli stati membri paghino i propri fornitori entro trenta giorni dalla data di ricevimento della fattura.

L'articolo 2 istituisce il sistema di pagamento a sportello chiamato "Overcome", vera novità per ridurre i tempi di pagamento della pubblica amministrazione alle imprese. In base ad esso, i crediti derivanti da finanziamenti pubblici che enti locali, comuni e province vantano nei confronti della Regione, vengono ceduti alla tesoreria della Regione o alle banche tramite specifica convenzione. L'ente locale delega queste ultime a provvedere al pagamento delle prestazioni eseguite dalle imprese o dai fornitori.

L'articolo 3 disciplina le modalità di funzionamento dello sportello Overcome.

L'articolo 4 contiene la dotazione finanziaria necessaria per l'attuazione della legge.

L'articolo 5 disciplina l'entrata in vigore della legge.

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TESTO DEL PROPONENTE

 

Art. 1
Finalità

1. La presente legge ha lo scopo di:
a) introdurre misure volte a ridurre i tempi di pagamento da parte della pubblica amministrazione nei confronti di aziende e fornitori, in ossequio alla direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 febbraio 2011 relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (rifusione) (Testo rilevante ai fini del SEE), e al decreto legislativo 9 novembre 2012, n. 192 (Modifiche al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, per l'integrale recepimento della direttiva 2011/7/UE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, a norma dell'articolo 10, comma 1, della legge 11 novembre 2011, n. 180), che l'ha recepita nel nostro ordinamento;
b) salvare l'intero sistema produttivo sardo che si trova attualmente in uno stato di grave recessione, a causa della crisi economica in cui versa la Sardegna e l'Italia intera.

 

Art. 2
Istituzione dello sportello Overcome

1. Al fine di accelerare le procedure di pagamento della pubblica Amministrazione regionale è istituito in via straordinaria il sistema di pagamento a sportello denominato "Overcome". Il sistema viene attivato su richiesta degli enti locali, comuni e province.

2. La Regione, attraverso l'Assessorato regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio e i suoi uffici deputati ai pagamenti, stipula, con il tesoriere pro tempore della Regione, o altre banche aderenti, una convenzione per la cessione del credito (finanziamento o trasferimento) da pagare secondo la disponibilità di cassa dell'ufficio ragioneria.

3. Il credito degli enti locali o di altri enti, nei confronti della Regione, è trasferito alla tesoreria o ad altra banca su richiesta dell'ente locale beneficiario del finanziamento regionale, che pertanto da delega alla stessa banca e/o tesoreria di provvedere per intero al pagamento delle prestazioni eseguite dalla ditta aggiudicatrice dell'appalto.

4. Rimane in capo agli enti locali il compito di spedire, ad un apposito ufficio da istituire presso l'Assessorato regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, la seguente documentazione debitamente firmata: stato di avanzamento dei lavori, certificato di pagamento dei lavori, fattura della ditta esecutrice dei lavori, documento di regolarità contributiva (DURC).

 

Art. 3
Funzionamento dello sportello Overcome

1. Lo sportello Overcome ha il compito di spedire la documentazione di cui all'articolo 2, comma 4, entro dieci giorni dal recepimento della stessa all'ufficio debitamente segnalato da parte della tesoreria della Regione o da altra banca convenzionata.

2. La Tesoreria regionale o altra banca convenzionata provvedono al pagamento alle imprese esecutrici entro il termine massimo di dieci giorni dal recepimento della relativa documentazione.

3. La Regione ha l'obbligo di pagare la Tesoreria o altra banca convenzionata, secondo la disponibilità di cassa e comunque entro il termine massimo di nove mesi dalla data di pagamento delle stesse alle imprese o ai fornitori.

 

Art. 4
Norma finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, quantificati in euro 10.000.000 per l'anno 2013, si provvede ai termini dell'articolo 4, comma 1, lettera e), della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 (Nome in materia di programmazione, di bilancio e di contabilità della Regione autonoma della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 7 luglio 1957, n. 27, della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, e della legge regionale 9 giugno 1999, n. 23).

 

Art. 5
Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).