CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XIV LEGISLATURA

Mozione n. 181

MOZIONE DIANA Mario - AMADU - CAMPUS - PERU - PITTALIS - SANJUST - LUNESU - STOCHINO - BARDANZELLU - LOCCI - PIRAS - TOCCO - SANNA Paolo Terzo - MURGIONI - RODIN - LAI - PITEA - GRECO - FLORIS Rosanna - RANDAZZO - PETRINI - CONTU Mariano Ignazio - GALLUS sulla realizzazione del quinto gruppo a carbone in sostituzione delle due unità ad olio combustibile nella centrale termoelettrica di Fiume Santo con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che il Presidente del Consiglio dei ministri e altri membri del Governo in carica hanno effettuato un "pellegrinaggio" nei paesi asiatici al fine di convincere governi, fondi di investimento e imprese locali ad investire nel nostro Paese per realizzare opere in grado di consentire il rilancio dell'economia nazionale e la creazione di nuova occupazione;

CONSIDERATO che la multinazionale tedesca E.ON Spa, proprietaria della centrale termoelettrica di Fiume Santo, è in possesso da tempo delle autorizzazioni per la realizzazione nel sito di un nuovo gruppo di produzione alimentato a carbone;

VALUTATO che la realizzazione del nuovo gruppo, che prevede un investimento di circa 700 milioni di euro, può consentire l'impiego di mille lavoratori nei cinque anni necessari alla sua costruzione e, una volta entrato a pieno regime, di oltre 150 dipendenti diretti e 250 nell'indotto;

PRESO ATTO che il nuovo gruppo a carbone, situato accanto all'elettrodotto Sapei che collega la Sardegna alla Penisola, è un'opera strategica per il sistema energetico nazionale e regionale, e necessaria per il miglior impiego dello stesso Sapei, costato oltre 700 milioni di euro al nostro Paese;

RAMMENTATO che la realizzazione del nuovo gruppo a carbone consentirebbe di limitare i gravi danni ambientali causati dai gruppi ad olio combustibile tuttora attivi, sebbene obsoleti e altamente inquinanti, nella centrale di Fiume Santo;

SOTTOLINEATO che E.ON ha manifestato l'intenzione di non procedere alla realizzazione del nuovo gruppo a carbone, che gode del consenso della Regione e degli enti locali oltre che di ricchi incentivi pubblici, dirottando in altri paesi, come il Brasile, i propri investimenti alimentati anche dai profitti fatti in Sardegna;

ACCLARATO quanto le scelte di politica economica della Germania mettano a rischio lo sviluppo di paesi, come il nostro, che vengono peraltro richiamati alla necessità di rispettare gli accordi internazionali sottoscritti (si veda la presa di posizione del presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, contro la richiesta della Francia di individuare urgenti misure per lo sviluppo, così come riportata dalla stampa nazionale: "... è buona consuetudine europea che ci si attenga agli accordi che sono stati firmati");

EVIDENZIATO che i mancati interventi per l'ammodernamento della centrale, oltre alla perdita delle opportunità predette, determineranno l'esubero di 100 dipendenti interni ed altrettanti indiretti in un'area industriale, quale quella di Porto Torres, già gravata da una gravissima crisi produttiva ed occupazionale;

VERIFICATO che E.ON non ha ancora provveduto ad eseguire la bonifica del sito, cui è tenuta da precisi obblighi di legge, rinviando così sine die la costruzione del nuovo impianto;

CONSIDERATO altresì che la stampa locale ha riportato dell'interesse che la multinazionale thailandese Indorama Corporation, attiva nel settore della chimica industriale, insieme alla Clivati Impianti Elettrici Srl (il cui impegno congiunto ha già consentito la ripresa produttiva ed occupazionale del polo chimico di Ottana), avrebbe manifestato ad E.ON in merito alla realizzazione in sua vece del nuovo gruppo a carbone,

impegna la Giunta regionale

affinché:
1) investa i massimi livelli istituzionali perché intervengano presso i vertici aziendali di E.ON per scongiurare il disimpegno dall'investimento già autorizzato per il sito di Fiume Santo o, in alternativa, perchè siano prese in considerazione le eventuali offerte di soggetti interessati a realizzare l'impianto al posto dell'azienda tedesca;
2) solleciti al Governo italiano una presa di posizione nei confronti del Governo federale tedesco, che non perde occasione per mostrarsi attento al rispetto delle regole e degli accordi in essere, volta ad assicurare che E.ON rispetti le intese liberamente sottoscritte con la Regione autonoma della Sardegna;
3) riferisca se risponda al vero che l'offerta avanzata dal gruppo Indorama-Clivati sarebbe stata respinta da E.ON e, in caso affermativo, se tale rifiuto abbia indotto le due aziende a desistere definitivamente dall'iniziativa, determinando con ciò un gravissimo danno al territorio, sia in termini occupazionali che ambientali;
4) riferisca se risponda al vero che il Ministero dello sviluppo economico, come riferito alle organizzazioni sindacali dalla stessa E.ON, avrebbe condiviso l'intenzione dell'azienda di non costruire il nuovo gruppo a carbone, avallando di fatto il mantenimento in attività dei vecchi gruppi a olio combustibile, anziché stigmatizzare il comportamento di un'azienda che non investe in un'opera così importante per l'occupazione e lo sviluppo del nostro Paese e che non avrebbe consentito di farlo ad uno dei soggetti che il Governo, con la sua missione in Asia, ha cercato di interessare;
5) accerti l'adeguatezza della decisione assunta da Terna Spa, società del gruppo Enel Spa, di inserire la centrale di Fiume Santo tra i cosiddetti "impianti essenziali" per il sistema energetico nazionale, corrispondendo così un compenso ad E.ON indipendentemente dall'effettivo funzionamento della centrale e disincentivando di fatto gli investimenti previsti per l'ammodernamento del sito produttivo;
6) adotti ogni atto necessario al fine di contrastare il comportamento dilatorio di E.ON riguardo all'esecuzione delle bonifiche ambientali nel sito della centrale.

Cagliari, 16 maggio 2012